IL MOTORHOME DI PORTE E GLI ELICOTTERI DI ARMSTRONG

PROFESSIONISTI | 21/06/2015 | 12:58
Quando vogliono sanno essere anche veloci, diretti, immediati, alla faccia della burocrazia, delle carte e dei carteggi. Se poi di mezzo c’è il Tour de France e l’Aso l’Uci corre e soccorre, con “verve” inusuale. Ecco come si spiega l’immediato provvedimento del massimo organismo mondiale che mette al sicuro il più grande evento ciclistico sul globo terraqueo. Ecco che i parrucconi di Aigle hanno bandito in un sol colpo l’ormai famosissimo “motorhome” usato da Richie Porte al Giro d’Italia per garantire l’assoluta imparzialità di trattamento dei corridori. Con un articolo ad hoc tutto viene rimesso a posto, anche per frenare il desiderio di emulazione che avrebbe creato non pochi problemi logistici agli organizzatori, ma anche agli ispettori antidoping. Così, il direttivo della Federciclo mondiale ha modificato l’articolo 2.2.010 del Regolamento. «In tutte le corse a tappe — recita il nuovo articolo — gli organizzatori devono coprire i costi di alloggio dalla notte prima dell’inizio della corsa all’ultima giornata; i corridori devono restare negli alberghi previsti dagli organizzatori per l’intera durata della competizione», per assicurare l’assoluta imparzialità di trattamento dei corridori. Argomento questo che è sempre stato caro agli organizzatori del Tour, che per ragioni di sicurezza consentono ai team di portarsi dietro vettovaglie e cuoco (il gutalax è sempre in agguato) ma vogliono da sempre che tutti i partecipanti alloggino negli alberghi che gli organizzatori riservano loro, facendo in modo e garantendo a tutti anche in questo caso nell’arco delle tre settimane di corsa, un livello di alberghi uguale per tutti, grazie ad un oculato calcolo delle stelle di ciascun albergo. Tutti uguali, o almeno ci si prova. Ma visto che siamo in argomento e questa vicenda del “motorhome” Sky ha riproposto l’assoluta imparzialità di trattamento nei confronti di tutti i corridori, è bene che i signori del Tour e quelli di Aigle tengano presente anche a chi fa ricorso agli elicotteri per tornare prima in albergo, alla faccia di chi invece trascorre ore in macchina. Vi ricordate come era solito spostarsi Armstrong al termine di ogni tappa alpina e pirenaica, a differenza dei suoi rivali di classifica? In elicottero. Mentre Ullrich e compagnia pedalante passavano ore in ammiraglia per raggiungere l’albergo, il texano ci impiegava pochi minuti e il tutto si traduceva in un miglior recupero. Massaggi anticipati e cena a ore non antidiluviane. In una corsa a tappe, il tempo di recupero è fondamentale. Il riposo è tutto. Dopo le premiazioni una maglia gialla deve sottoporsi all’antidoping, e a tutto il cerimoniale delle interviste. È un giochino che ti porta via dai 40 minuti all’ora e mezza. Se poi la tappa è di montagna, per scendere –seppur scortati dalla gendarmerie francese – non si arriva nei propri alberghi non prima delle nove di sera. Nibali, l’anno scorso, fece così.  Armstrong no. Lui che era stato eletto da Dio e come tale si è sempre considerato, prendeva il volo. Anche nel 2009, quando lo sceriffo texano vestiva la maglia dell’Astana e aveva come compagno di squadra Contador. Lo spagnolo, che poi alla faccia di tutto e di tutti quel Tour se lo vinse, era oggetto estraneo al team. Vessato da tutti e malvisto da quel nobiluomo di Armstrong che piaceva tanto alle persone come lui, mentre il ragazzo di Pinto, senza guardie del corpo, si spostava in ammiraglia senza salire in elicottero ma sul gradino più alto del podio. Insomma, se vogliamo garantire l’assoluta imparzialità, vietiamo anche questo tipo di discriminazioni di genere. In genere porta pure male. E poi un ciclista se vuole volare davvero alto lo faccia sulle vette della Grande Boucle. Per andare in elicottero c’è sempre tempo, magari dopo, come il mitico Gianni Bugno, che ha sempre volato alto, ma da signore autentico.                       p.a.s.
Copyright © TBW
COMMENTI
signori....
21 giugno 2015 14:01 tasi e tira
Ma in 7 anni 7 al Tour non si erano mai accorti ke un bifolco imbroglione li stava pigliando per il .... ? ah giusto lui era il RE ed il RE ha poteri illimitati....

Ingiustizie
21 giugno 2015 17:11 siluro1946
"Aboliamo" tutte le ingiustizie sociali, rientrerebbe anche il motorhome... e giustizia è fatta.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Addio a Dino Bruni, ex professionista dal palmares di grande valore. Nato a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, il 13 aprile 1932 Bruni ha vinto la medaglia d'argento olimpica nella prova a squadre di Helsinki 1952, poi ha corso tra i professionisti dal...


Bere e non sprecare una sola goccia di pipì: questa è l’indicazione, la disposizione, l’imperativo categorico. A dirlo è la scienza, quindi gli staff dei team più attrezzati che stanno correndo il Tour de France. «L’antidoping non c’entra: scrive Marco...


Lo scrive su Repubblica oggi Cosimo Cito: in casa Pogacar ci sono diverse novità e vengono tutte dal futuro. Il caldo asfissiante è una realtà, ma in casa Uae Emirates anche le soluzioni sono a portata di mano, o di...


Dopo tre stagioni le strade della Red Bull BORA hansgrohe e di Primož Roglič sono destinate a separarsi. Il 36enne atleta sloveno, fresco vincitore del titolo di campione nazionale della cronometro, è in scadenza di contratto e l’accordo che lo...


In questi primi giorni di Tour lo abbiamo visto in fuga, lo abbiamo visto in maglia a pois e purtroppo ieri lo abbiamo visto cadere a cinque chilometri dal traguardo: quella caduta ha lasciato un segno importante per Alex Molenaar....


Una garanzia di spettacolo e ben di più che un fugace spauracchio per i corridori, il Tourmalet diventa per Gazzetta dello Sport “Gigante per Giganti”. Ciro Scognamiglio ci ricorda che “la Grande Bou­cle alza improv­vi­sa­mente l’asti­cella e porta il gruppo...


Mentre l’Europa è impegnata nel Tour de France, la Cina si prepara a mettere in scena la venticinquesima edizione del Tour of Magnificent Qinghai in programma dal 11 al 18 luglio. Corsa affascinante e dal sapore unico, anno dopo anno...


La tremenda caduta al Giro di Polonia dello scorso anno, le fratture e il coma, la lunga riabilitazione, il rientro in gruppo a marzo e poi, con una precisione diabolica, la sfortuna è tornata a colpire Filippo Baroncini costringendolo...


«Super hard, but not so dangerous...» Così Afonso Eulalio, con un sorriso dalla piega più imbarazzata che sbarazzina, ma soprattutto con quell'onestà che abbiamo imparato a conoscere durante i 9 giorni in maglia rosa al Giro d'Italia culminati con la...


Il gravel è cambiato e a testimoniarlo sono The Traka e la più recente Unbound, gare che mettono in risalto bici sempre più aerodinamiche e performanti. A rendere queste performance più concrete concorrono cerchi ad alto profilo, pneumatici più veloci...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra