Perché Vandenbroucke sì e Rumsas no?

| 15/09/2006 | 00:00
Torna a correre domani Frank Vandenbroucke, uno dei talenti più puri e al tempo stesso inesplosi del ciclismo moderno. Il belga, che oggi ha trentadue anni, ha iniziato a correre e vincere giovanissimo, ma la sua parabola si è presto infranta tra le maglie del doping, della depressione e della droga. Il nome di Vandenbroucke entra per la prima volta in un’inchiesta nel 1999, quando il ciclista si trova coinvolto nell’affare Cofidis. E da allora Vdb si trova a fare i conti anche con la depressione: nel 2000 non corre e altrettanto fa l’anno seguente quando la Lampre decide di puntare su di lui. Nel 2002 riparte con la Domo Farm Frites, ma a marzo scoppia il caso: Eritropoietina, farmaci a base di clenbuterolo (anabolizzante) e droghe pesanti vengono ritrovati dalla polizia belga nella casa di Vandenbroucke, la sua squadra lo licenzia. E' in carcere, invece, il suo massaggiatore Bernard Sainz, 58enne personaggio controverso già al centro di alcune vicende poco chiare in passato, arrestato dopo che una perquisizione della sua auto aveva rivelato prodotti dopanti. In seguito a quell’inchiesta, il belga sarà condannato a duecento ore di lavoro socialmente utile, ma ricorrerà in appello e verrà condannato a pagare 250.000 con una motivazione durissima: «È un tossicomane - si legge nella sentenza del giudice - un uomo con grandi problemi coniugali e addirittura dedito al bere». Sono anni difficili per Vdb sul quale scommettono la Quick Step, poi la Fassa Bortolo, quindi la MrBookmaker poi diventata Unibet. Ma di Vdb si parla più per i ricoveri in cliniche varie e per i guai che combina - vedi liti con la moglie che costringono la polizia ad intervenire - che per le corse, alle quali peraltro spesso nemmeno si presenta, per arrivare infine ai guai fisici, leggi frattura ad un tallone, che si procura ufficialmente in allenamento mentre radio gruppo parla di una caduta dallo sgabello di un bar... E Vdb ora ritrova squadra dopo aver corso con tesserino e foto false (la foto di Boonen!) tra gli amatori. Consentiteci la provocazione: se è giusto, come è giusto, dare una nuova chance a Vdb, perché allora non concederla anche a un corridore come Rumsas? Le colpe del lituano non sono più leggere di quelle del belga, eppure a lui sono state precluse le porte del professionismo salvo ritrovarlo - con sorpresa e stupore - puntualmente schierato al mondiale con la sua nazionale. Vdb, invece, viene sempre riabbracciato con affetto sotto gli occhi dell’UCI. Ancora una volta una storia di due pesi e due misure, tipica espressione del ciclismo moderno...
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