GATTI & MISFATTI. CIPOLLINI RIANIMA IL PROCESSO

GIRO D'ITALIA | 13/05/2015 | 18:28
di Cristiano Gatti

Apparizione sull’Abetone: dopo anni di attesa, i fedeli telespettatori contemplano il miracolo. Tra le solite banalità, improvvisamente rimaniamo tutti abbagliati dal fulgore accecante di una presenza incredibile: appare l’opinionista che esprime opinioni. Purtroppo, non è uno dei tremila esperti a libro paga Rai, cioè di noi cittadini italiani. E’ semplicemente un invitato occasionale, arrivato lì per caso, solo perché vive in zona: Mario Cipollini.

Lo dico subito apertamente: a nome degli appassionati telespettatori, grazie Mario. Sentirti parlare in quella sede è come vedere Messi in Barcellona-Bayern, o Maradona in Inghilterra-Argentina: insomma, un gigante tra i nani. Non serve molto, non servono studi particolari e nemmeno tante riunioni di redazione: basta salire sul palco e avere qualche idea, qualcosa da dire. Non verità assolute e incontestabili, no: semplici opinioni personali, belle o brutte che siano, condivisibili o discutibili che siano.

Nell’arco di una mezz’ora, Cipollini riesce a esprimere più concetti interessanti e originali di quanto sia riuscito finora alla premiata ditta della Zia De Stefano nel suo complesso. Io non sono d’accordo su tutto, ma non me ne importa niente: ascolto e ammiro sempre chi non si contorce in diplomatiche ovvietà, chi non sta lì solo per compiacere, per fare il lecchino, per non urtare nessuno.

Grande lezione, quella di Supermario. Rimetto faticosamente in ordine le cose che riesce a dire nel suo solito modo chiaro e diretto. Primo: Contador sbaglia a cambiare bicicletta ai piedi della salita, di questi tempi non fa che alimentare i già fastidiosi sospetti sul motorino nel telaio. Secondo: Porte fa male a dormire in un motorhome, fuori dall’albergo, perché di questi tempi non fa che alimentare i sospetti e le dicerie sulla tenda ipobarica. Terzo: la prossima volta che Contador cambia la bici, si merita che Aru parta all’attacco con la squadra e gli faccia sputare sangue, così vediamo quanto gli conviene. Quarto: Aru è grande, sarebbe però magnifico che diventasse il capitano di una squadra italiana, con tecnici italiani, sponsor italiani, così da non entrare nel suo albergo e doversi mettere a parlare in kazako…

Lo ripeto: idea opinabili, discutibili, magari persino sbagliate. Ma idee. Chiare, nitide, piuttosto forti. Comunque personali e originali. Proprio il genere di idee che da sempre manca su quel palco, impegnato soltanto a evitare grane e a scansare l’antipatico esercizio della polemica. Il genere di idee che piaceva a Zavoli, tanto per essere chiari. E hanno pure il coraggio di chiamarlo ancora “Processo”. Ma chiamarlo una volta per tutte col suo nome vero, una cosa del tipo “Tutti al tè di Zia Ale”?

Ovviamente è una battaglia persa. Cipollini è già lontano dal Giro e dopo l’Abetone si riprecipiterà nella palude dell’ovvio, del diplomatico, del noioso. Proprio per questo, ancora più sentita e struggente è la nostra riconoscenza per Cipollini: come personaggio può piacere o non piacere, ma almeno ha portato una ventata di freschezza nell’ambiente decadente di una televisione antiquata, senza carattere e senza spina dorsale. Come tutti i miracoli, breve ma intenso. Grazie all’apparizione dell’Abetone, tutti hanno compreso che per essere opinionisti bisogna avere opinioni. Mario, già ci manchi.

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COMMENTI
13 maggio 2015 19:16 Melampo
Premetto che seguo le notizie del Giro solo su questo sito, in boicottaggio di RAI ed RCS, ma solidarizzo ugualmente con quelli che non hanno la mia stessa opinione.

Quindi, fino a quando i telespettatori dovranno sopportare la De Stefano?

tutto perfetto GATTI
13 maggio 2015 19:20 geom54
un solo esagerato fastidio mio esclusivo personale (un rigurgito un voltastomaco):
solo l'analogia con quel mondo di nanerottoli che incespicano dietro a una sfera

E io pago...
13 maggio 2015 19:30 kuoto
Per non parlare della premiazione dove la Zia per ben 2 volte ha detto che Contador stava salendo sul palco per indossare la maglia \"GIALLA\"... ma siamo al giroooo..

Re Leone
13 maggio 2015 20:25 uybello79
Non ho visto la trasmissione ma sono d'accordo a priori: la De Stefano con il tempo è solo peggiorata divenendo prolissa e retorica. Il Re Leone nel bene e nel male è sempre un Personaggio!

condivido e aggiungo
14 maggio 2015 09:15 geo
Condivido tutto ciò che avete scritto ed aggiungo che mi piacerebbe che la trasmissione avesse più enfasi, passione, piglio, nelle telecronache. Troppa misura, troppa correttezza lessicale: per una volta lasciatemi prendere come esempio le telecronache di calcio, cogliete i tempi dello speaker, i timbri vocali ecc. Invice le solite telecronache perfettamente corrette, monotòne, ovvie, scontate, piene di "come si dice nel gergo" (come se nel calcio si dicesse: "outside come si dice nel gerco").... Un po' di rinnovamento per cortesia! Bravo Gatti

Mario Mario
14 maggio 2015 16:34 limatore
animare il palco bene... ma dire bischerate no. Controllano le biciclette tutti i giorni e lui ha dubbi? ma i dubbi li avremo noi sul 2002 ... o no?

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