MATTHEWS. «Squadra fenomenale, verrò in Italia a sposarmi» AUDIO

GIRO D'ITALIA | 10/05/2015 | 19:18
Il rosa dona decisamente a Michael Matthews, che ha un sorriso grande così quando si siede al tavolo della conferenza stampa al Quartiertappa. L'australiano ha appena sfilato la maglia del primato al compagno e connazionale Gerrans mettendo in pratica alla lettera la strategia perfetta della Orica. Ancora una volta il superteam di White si è mosso come un ingranaggio senza difetti anche nonostate il finale di oggi, che non è stato affatto una passeggiata con le sue alte velocità, svolte pericolose e tantissime cadute.

Partiamo proprio dal finale, è stato molto impegnativo.


«Sì, è stato molto pericoloso ed era piuttosto difficile rimanere in piedi soprattutto se eri al centro del gruppo. Ma la squadra ha lavorato in modo fenomenale: fortunatamente ho dei ragazzoni che mi hanno tenuto fuori dai guai, all’ultima curva eravamo un pochino indietro, ma comunque siamo riusciti a mantenere la rosa nella nostra squadra, che era il nostro obiettivo principale».

Qual è l’obiettivo per domani e per le prossime frazioni?

«I nostri obiettivi erano ieri di vincere la cronosquadre, oggi di mantenere la maglia e anche domani così come tutta la settimana. La terza tappa è più adatta per cercare anche la vittoria, io cercherò di rimanere in rosa. Ovviamente punteremo anche a vincere più frazioni possibili».

Qual è la tua macchina preferita? E quali possiedi nel tuo garage?

«Le Ferrari sono le mie preferite, senza dubbio. E tra l’altro quest’anno andremo vicino a dove si producono in Italia. Io possiedo uno scooter Yamaha e un’auto elettrica Renault che è ideale per muoversi in città, oltre a un Porsche Cayenne».

L’esperienza con la federazione australiana in Italia, a Varese, ti è servita per la maturazione come atleta?

«Sono stato due anni ed e per me è un momento decisivo, fondamentale, per capire se continuare nella carriera professionistica e non tornare in Australia. Amo molto l’Italia, la cultura e il paese e tra l’altro verrò a sposarmi proprio qui dopo il Tour de France. Per me ogni volta è bellissimo ritornare, specialmente al Giro».

Cosa ti manca per essere un corridore da Classiche?

«Avevo buone chance per vincere la Sanremo, perché avevo una buona forma, ma sono stato un po’ sfortunato nello sprint, sono partito un po’ dietro e sono rimasto chiuso da Degenkolb. Ci riproveremo l’anno prossimo e sono fiducioso di fare meglio grazie all’esperienza maturata. Non vedo l’ora. All’Amstel ho deciso prima della corsa di seguire Gilbert in salita, giusto o sbagliato ho preso quella decisione, ma purtroppo allo sprint mi sono mancate un po’ le gambe».

Diego Barbera

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