NIBALI. «Ci abbiamo provato, non abbiamo rimpianti»

PROFESSIONISTI | 26/04/2015 | 17:13
Con estrema serenità, Vincenzo Nibali analizza la sua Liegi: «Abbiamo provato a fare la corsa d'attacco. Purtroppo prima della Redoute c'è stata una caduta, sono rimasto in piedi non so nemmeno io come, ma ho dovuto mettere piede a terra in un momento in cui si andava molto forte e sono stato costretto a rientrare da solo, ci sono riuscito solo in cima alla salita e ho speso molto. A quel punto la sola carta che avevo era quella di provare sul Saint Nicholas, l'ho fatto ma non c'è stato modo di fare la differenza. Oggi comunque non c'era niente da fare contro Valverde che in questa corsa è andato a prendere tutti. Noi come squadra non abbiamo rimpianti perché abbiamo dato davvero tutto. Spiace che ancora abbiamo visto qualcuno andare in fuga e non tirare, una scelta abbastanza difficile da capire perché una classica come questa vale come un mondiale».

E Beppe Martinelli aggiunge:  «In troppi aspettavano la volata per giocare le proprie carte, nessuno ha cercato di fare la corsa come abbiamo fatto noi. Secondo me Roman Kreuziger e Fuglsang hanno tergiversato troppo e dovevano gettare tutto in quel tentativo, anche se con loro c'era Caruso che non tirava perché era lì come stopper. Comunque bravo Valverde, complimenti a lui. Ora andiamo al Giro d'Italia con Aru per fare meglio dell'anno scorso: la squadra è forte e preparata e possiamo davvero far bene».

Infine Michele Scarponi: «Avevamo in mente di fare la gara dura, personalmente sono stato protagonista di una bella azione insieme a Chaves e Kangert. In quel modo abbiamo costretto gli altri a seguire e abbiamo setacciato il gruppo».
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