DOPING | 09/03/2015 | 07:34 L'Uci? Praticamente governata da una dittatura, almeno in tema di doping. Il rapporto della CIRC è chiaro: l'UCI è stata gestita in maniera autocratica, praticamente senza opposizione all'interno, rendendo in questo modo il presidente libero di agire come preferisce. Le elezioni alla presidenza e alcuni altri importanti passaggi sono stati caratterizzati da una assoluta mancanza di trasparenza.
Da notare che la Commissione ha ascoltato tutti e tre gli ultimi presidenti, vale a dire Verbruggen, McQuaid e Cookson.
Quanto alla lotta al doping, secondo il rapporto la politica UCI nella gestione Verbruggen ha puntato a far scoppiare il problema ma a sottolineare al tempo stesso l'impotenza di arginarlo. L'Uci lottava solo di facciata, senza attuare una vera e propria strategia antidoping.
Ora «si notano dei miglioramenti e c'è una volontà crescente di combattere il fenomeno doping. La debolezza del presidente McQuaid e le sue cattive scelte comunicative non hanno permesso di far apprezzare al pubblico questi progressi, mentre la scelta del presidente Cookson di rendere indipendente la fondazione antidoping si è rivelata vincente. E sebbene il protocollo antidoping dell'UCI sia uno dei migliori tra tutte le federazioni internazionali, la CIRC ritiene che ulteriori progressi possano essere raggiunti».
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