FEDERCICLISMO. Indignati per la condanna di Simonetto

GIUSTIZIA | 10/02/2015 | 14:13
La Federazione Ciclistica Italiana, apprende con assoluto stupore e con la massima indignazione la sentenza di due anni di squalifica della Commissione di Disciplina della FMSI  nei confronti del Medico Federale della FCI, sanzionato in base ad articoli del Regolamento di Giustizia FMSI che parlano di lealtà e di non collaborazione.

La sentenza, che segna un ulteriore passo in una vicenda procedurale dai toni paradossali, che ha visto contrapporsi la Procura Federale FMSI agli Organi di Giustizia FCI, si riferisce ad una presunta non collaborazione del Dott. Simonetto nel fornire chiarimenti in merito al procedimento a  carico dei 57 medici sociali già sanzionati dagli organi di Giustizia della FCI e colpisce proprio il soggetto che con le sue segnalazione aveva permesso di identificare e sanzionare i medici sportivi inadempienti.

In relazione a tale presunta non collaborazione si precisa che l’allora Procuratore Federale della FCI, Dr. Grauso, al termine delle due audizioni del Dr. Simonetto, una del 20.03.2013 e l’altra del 24.04.2014, gli aveva fatto espresso divieto di”dare notizie od informazioni a terzi che riguardano qualunque fatto oggetto di indagini o procedimenti disciplinari in corso”.

Tale circostanza era stata segnalata dal Dr. Simonetto al Procuratore della FMSI ed è infatti riportata nel rinvio a giudizio dello stesso Dr. Simonetto.

Il presupposto alla base della squalifica è tanto più pretestuoso e privo di fondamento perche la FCI, nel rispetto dei diritti degli indagati, ha messo a disposizione della FMSI tutto il fascicolo di indagine, non appena i procedimenti si sono conclusi in via definitiva.

Va ricordato che, prima di questa stupefacente sentenza, la Procura Federale della FMSI aveva archiviato per n. 50 incolpati il procedimento avviato verso gli stessi medici sanzionati dalla FCI di cui molti avevano addirittura riconosciuto le proprie responsabilità.

Nella sostanza degli avvenimenti di cui si parla, vale ricordare che il procedimento a carico dei 57 medici tesserati FMSI si è svolto nel pieno rispetto delle regole della Giustizia Sportiva, in virtù del Regolamento di Giustizia della FCI, approvato dal CONI ed ha avuto questi risultati:

• Nei confronti di 36 medici la Commissione Disciplinare Federale Nazionale ha emesso provvedimento di condanna a sanzioni adeguate all’entità delle responsabilità accertate. Va evidenziato che 9 indagati hanno riconosciuto che gli atleti da loro seguiti svolgevano attività in assenza di certificazioni di idoneità o con certificazioni scadute e 14 indagati hanno ammesso la propria responsabilità;

• La decisione della Commissione Disciplinare Federale Nazionale è stata appellata solo da n. 4 indagati ed i relativi procedimenti si sono definiti con conferma della decisione di primo grado. Non sono state proposte ulteriori impugnazioni e tutte le decisioni hanno acquisito il carattere di definitività;

• Nei confronti di n.12 indagati, risultati non più tesserati FCI per l’anno 2013, il procedimento è stato sospeso. Fra detti soggetti, quattro medici avevano riconosciuto la propria responsabilità;

• Nei confronti di n. 9 medici sociali risultati, al momento della decisione, dimissionari dalla carica di medici sociali tesserati FCI, il procedimento è stato sospeso. Fra detti soggetti 4 avevano riconosciuto le proprie responsabilità;

In un tale contesto è evidente la necessità di ricorrere ad un diverso Organo Giudicante che sappia ricostituire un clima di fiducia nella Giustizia Sportiva.

comunicato stampa Federazione Ciclistica Italiana
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COMMENTI
Bisogna aver pazienza
10 febbraio 2015 20:42 ruotone
Cara (anzi carissima e quanto ci costi!) Fci,
adesso sappiamo perché Grauso se ne è andato.
Non poteva fare la foglia di fico ...

Adesso aspettiamo che a mettere l'ultima parola sia la magistratura (quella ordinaria) sui business antidoping fatti tra CVD, Fci e San Raffaele, con il software BCK pagato con soldi pubblici di un bando di fondi europei della Regione Lombardia.
Poi che la giustizia sportiva insabbi tutto ... chi se ne frega, ormai le cose sono talmente chiare.

Poia spettiamo che la Corte dei Conti dimostri la pubblicistica del bilancio federale per chiedere la verifica dei bilanci dal 2010.
Il consiglio federale in carica e quello precedente ha di che temere adesso.

La giustizia è lenta, ma arriva inesorabile, basta avere pazienza.

La scoperta dell'acqua calda
12 febbraio 2015 20:40 angelofrancini
Ma se Simonetto aveva l'obbligo di non rivelare a terzi le sue dichiarazioni, la FCI aveva l'obbligo di inviare alla FMSI le risultanze a carico di Simonetto ( ed anche quelle risultanti ai 53/54 medici della vicenda vecchia).
E come mai la FCI pubblica uno stralcio del verbale dell'audizione innanzi alla Procura Federale di Simonetto che dovrebbe essere riservato?
A forse perché é abitudine della Procura Federale usare il proprio "modus operandi" che é quello di inviare la documentazione dei deferimenti per conoscenza oltre che alla Commissione disciplinare, anche al Presidente federale ed alla Segreteria generale.
E poi dicono che la Giustizia sportiva é indipendente: si, lo é dalla giustizia giusta!
Ora poi che tutti gli organi sono nominati puoi capire quali alte garanzie hanno i tesserati.
Ma le regole di giustizia sono state scritte come le modifiche degli Statuti federali dal figliol prodigo: però lui è solo un emerito c......

chi semina vento.....raccoglie tempesta....
12 febbraio 2015 22:06 pincopallo
Indignati siamo noi. Questo comunicato stampa indigna chi lo legge.
La FMSI, a cui gli Organi di Giustizia della FCI avevano inviato, per gli opportuni ulteriori adempimenti, la sentenza della Commissione Disciplinare che sanzionava 36 dei 57 medici sociali processati dalla Procura Federale, non ha fatto niente altro che quello che avrebbero dovuto fare Grauso e compagni: svolgere una indagine accurata sulla segnalazione della Commissione Tutela della Salute e valutare le vere gravi inadempienze commesse dai medici sociali.
Ed alla fine dei lunghi interrogatori a cui hanno sottoposto i medici indagati, la PF della FMSI ha deliberato l’assoluzione per la stragrande maggioranza di essi e comminato sanzioni a coloro che avevano operato in modo poco diligente.
E, alla luce di quanto emerso dalle audizioni dei medici sociali, dopo aver valutato i documenti presentati, le cartelle cliniche cartacee e quant’altro, hanno naturalmente ritenuto doveroso ascoltare anche colui che aveva messo in moto tutto il meccanismo. E il Dr Simonetto, in qualità di tesserato FMSI, aveva l'obbligo di collaborare all'inchiesta di quella Federazione, senza alcuna reticenza. Lo stralcio dai verbali pubblicati sono relativi agli interrogatori preliminari al processone ai medici sociali. Lui era l'accusatore, non l'accusato. E poi il processo era ormai concluso al momento della convocazione da parte della FMSI.
Non sappiamo cosa sia accaduto successivamente, ma certo ora si sente finalmente l’odore della Giustizia. Quella con la G maiuscola.
Chi sbaglia paga, questa è la regola. E deve valere per tutti. Almeno in un paese democratico come il nostro. Non sempre purtroppo succede, ma ogni tanto si, per fortuna.
E soprassediamo sui numeri e numeretti che vengono snocciolati nel comunicato stampa. Continua il valzer dei numeri che ha caratterizzato tutto il processo ai medici sociali. Numeri che hanno uno scarsissimo significato perché sono il frutto di un sistema informatico fallato e fallace che per fortuna è stato finalmente fatto sparire.

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