Erasmus+ non è solo un programma di mobilità, istruzione e sport. È una delle storie di successo più forti d’Europa e un pilastro della nostra identità europea comune. Se vogliamo un’Unione più competitiva, più coesa e più vicina ai giovani, l’ambizione per il periodo 2028–34, è di investire ulteriori risorse rispetto ai 40 miliardi stanziati e consentire a tutti i giovani dei 100.00 municipi europei e delle regioni dell’UE l’accesso al Programma.
È per questo che Roberto Pella, Vice Presidente ANCI con deleghe a politiche giovanili, sport, salute e aree interne e Sindaco di Valdengo, in qualità di unico relatore per conto di tutti i 27 paesi aderenti all’Unione Europea al Programma Erasmus+, rivendica l’autonomia e l’importanza strategica del Programma e chiede maggiori risorse, che oggi si attestano su una previsione di 40 miliardi di Euro per il settennio 2028-34, e un rafforzamento della sua attuazione a livello locale, attraverso percorsi di accompagnamento e capacitazione dedicati alle aree interne o periferiche, spesso più svantaggiate nei processi di accesso ai bandi ai giovani.
“Erasmus+ non è soltanto uno dei programmi più riconosciuti dai cittadini europei; è un pilastrodella nostra identità europea comune. Continuare a investire in Erasmus+ significa investire in un futuro di pace per l’Europa. Significa credere nel talento, nella solidarietà e nella mobilità sociale e territoriale. Significa costruire un’Unione più competitiva, più inclusiva e, soprattutto, più vicina ai giovani rendendoli abilitatori del loro futuro. Il Comitato europeo delle Regioni negli ultimi mesi ha portato compimento un processo di ascolto e dialogo presentando in sede legislativaproposte concrete sui temi di istruzione, mobilità e formazione avanzata.”
Il futuro Programma, come si legge nel testo del parere, dovrà compiere un passo ulteriore: non solo aumentare le risorse, ma anche garantire regole più flessibili, percorsi più accessibili e procedure più semplici, affinché enti di piccole dimensioni possano partecipare con efficacia. In questo quadro, il sostegno ai Centri di eccellenza professionale rappresenterà un impegno fondamentale. Le università e gli istituti di formazione superiore dovranno sempre piùrapidamente innovare i propri programmi didattici, anticipando le competenze future e migliorando l’occupabilità dei giovani. Il dialogo con il settore produttivo e industriale rafforzerà i sistemi formativi rendendoli capaci diadattarsi ai cambiamenti del mercato del lavoro e contribuendo a contrastare il fenomeno dei NEET.
Il parere approvato ieri a Bruxelles chiede: un sostegno reale ai comuni svantaggiati tramite ilrafforzamento delle capacità e il supporto pratico a partecipare alle azioni del Programma; una dimensione sportiva più forte – auspicata, in particolare, da tutta la delegazione italiana alla vigilia delle Olimpiadi di Milano-Cortina, con maggiore ambizione e finanziamenti dedicati al sostegno dello sport di base; un’attuazione più decentrata che rafforzi il ruolo delle autorità locali e regionali nella realizzazione dei risultati; una nuova campagna di informazione pubblica per consentire a un numero maggiore di giovani di accedere alle opportunità.
L’adozione in plenaria del Comitato europeo delle Regioni é prevista nell’Emiciclo del Parlamento Europeo a Bruxelles durante la sessione del 5 e 6 maggio 2026.
“Sono molto soddisfatto del traguardo raggiunto. Ringrazio tutti i gruppi politici europei che oggi hanno approvato all’unanimità il mio parere in Commissione SEDEC e il Commissario europeo allo sport e ai giovani Glenn Micallef, che ha partecipato al dibattito accogliendo le nostre proposte“.
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