OLIMPIADI 2024. Di Rocco: lo sport ha un linguaggio universale
INIZIATIVE | 16/12/2014 | 15:27 "Mi dispiace se c'è qualche politico che non capisce che lo sport è un linguaggio universale, secondo me deve impegnarsi un pò di più. Un villaggio olimpico è uno dei pochi settori al mondo dove 10500 ragazzi non soffrono di differenze di razze, di religione e vivono tutti insieme. La comunità mondiale credo debba rifarsi molto alle regole dello sport sul fare sistema e squadra". Così il presidente della Federciclismo, Renato Di Rocco, sulla candidatura italiana a ospitare i Giochi Olimpici del 2024. "Credo sia un'ottima occasione per una nazione, possono essere differenziate le location gli impianti, soprattutto per un'Italia che ha bisogno - aggiunge il n.1 della Fci, a margine del Giro d'Onore 2014 -. Una delle parti più buone oltre a quella della imprenditoria italiana molto apprezzata all'estero sono i successi sportivi che dovrebbero diventare la bandiera da cavalcare per tutti i governanti italiani perché quando all'estero si parla di Italia lo si fa con grande rispetto". Un referendum: "Non so i piani del presidente Malagò, al quale però esprimo i complimenti per questo atto di coraggio assieme al presidente del consiglio. Credo che l'Italia ce la possa fare, nel nostro settore ci sono competenze straordinarie. Quando facciamo le cose magari arriviamo all'ultimo minuto ma ci arriviamo benissimo, lo abbiamo visto con i mondiali di Firenze che sono stati una vetrina straordinaria per il mondo". Dove far correre le gare olimpiche di ciclismo? "Firenze l'abbiamo già fatta conoscere, Verona e Varese hanno ospitato i campionati del mondo - conclude -. Penso che Roma lo meriti perché è dal '68 non si parla più di mondiali. Si può fare un percorso spettacolare. Di fronte a quella fotografia qualsiasi italiano cambierebbe opinione perché Roma non è quella che appare in questi giorni". (ANSA).
L'Oste che parla bene del proprio vino! Roma è quella che appare, purtroppo, o forse è anche peggio. Mi risulta che stiamo ancora pagando alcuni mutui relativi alle Olimpiadi del 1960.
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