SCATTO FISSO. Santaromita se la prende comoda

PROFESSIONISTI | 24/11/2014 | 11:35
Corridori d’inverno, corridori che si allenano ma che se la prendono easy perché l’inizio delle gare è ancora lontano. Questa mattina abbiamo fatto due chiacchiere con Ivan Santaromita, il trentenne varesino ex tricolore, in forza alla Orica GreenEdge: l’abbiamo raggiunto in palestra dove lavora per  preparare il 2015 con tanta voglia di riscattare un’annata contraddistinta da problemi fisici. “Santino”, tra una ripetuta e l’altra, ci ha svelato la sua preparazione e i suoi programmi.

Partiamo dal tirare le somme sul 2014.
«Sarebbe meglio dimenticarlo, non è proprio stato l’anno che avevo programmato e desiderato. Considerato che debuttavo in un nuovo team e soprattutto con indosso la maglia prestigiosa di Campione d’Italia, volevo onorarla ma non ci sono riuscito. Ho iniziato la stagione in Argentina, al Tour de San Luis, e lì devo aver contratto un virus debilitante o qualcosa del genere. Rientrato in Italia ho commesso la leggerezza di non andare a fondo al problema, di trascurare il fatto che non riuscivo ad esprimermi al meglio, così mi sono portato dietro questo fardello fino al Giro d’Italia. Nel corso della Vuelta a España sembrava stessi ritrovando la condizione dei giorni migliori quando sono caduto rompendomi un dito e sono stato costretto a tornarmene a casa. La ruota, come si suol dire, non è per niente girata bene».

Sei stato in vacanza?
«No, perché mia moglie Chiara era impegnata con il lavoro (è maestra d’asilo, ndr) e non aveva ferie. Ci siamo concessi solo un week end a Venezia. Con la bici però ho staccato da Il Lombardia fino a una settimana fa, a metà novembre, anche se qualche giretto in mtb per i sentieri di Varese l’ho fatto per tenermi in forma cambiando un po’ aria, visto che la strada mi aveva annoiato. Ora ho ripreso a uscire con la bici da strada, alternata alla palestra e a un po’ di mtb».

Sai già dove inizierai la stagione?
«Il calendario definitivo non ce l’ho ancora, la settimana prossima mi riunirò con la squadra a Saint Moritz e definiremo un programma di massima. Penso di iniziare a correre verso marzo, anche per questo me la sto prendendo con un pochino più di calma rispetto agli ultimi due anni, nei quali attaccavo il numero sulla schiena già a gennaio. Nei primi mesi la squadra sarà impegnata solo al Tour Down Under, Tour of Qatar e Oman, i ragazzi non schierati a queste tre gare iniziano tutti a marzo. A gennaio andrò in ritiro con la squadra in Spagna 15 giorni, a febbraio abbiamo in programma un training camp di due settimane in Sudafrica. Con la fortuna che ho di questi tempi, speriamo di non prendere l’ebola…(scherza, ndr)».

Cosa ti sei messo in testa per la prossima stagione?
«L’obbiettivo è riscattare l’annata storta vissuta, ma preferisco avere pochi programmi piuttosto che particolari ambizioni, perché quando pianifichi il minimo dettaglio in genere va tutto a rotoli. Sinceramente mi auguro solo di avere dalla mia la salute e un pizzico di fortuna in più, se così sarà sono sicuro che riuscirò a fare delle belle cose. Valutando i percorsi dei grandi giri, mi piacerebbe essere al via del Tour, piuttosto che del Giro visto che in Francia non c’è una crono di 60 km e il percorso è più adatto a uno scalatore come me. Di sicuro disputerò la Vuelta, ma il programma dipenderà anche dalla squadra, che quest’anno mi affiancherà giovani di talento come Esteban Chaves e i fratelli Adam e Simon Yates a cui cercherò di fare da chioccia, trasmettendo loro la mia esperienza».

Giulia De Maio

SCATTO FISSO - già pubblicati

Matteo TRENTIN; Michele SCARPONI; Manuel QUINZIATO; Rinaldo NOCENTINI
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COMMENTI
ancora x Vegni
24 novembre 2014 13:34 bernacca
anche il bravo Ivan farà di sicuro la Vuelta (come giro di riparazione n.d.r.)
mentre forse non farà il giro .

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