MARTINELLI. «Bello il Tour, il Giro mi piace ma quella crono...»
PROFESSIONISTI | 13/11/2014 | 14:15 In Toscana Giuseppe Martinelli, premiato come miglior direttore sportivo del 2014 con l’Oscar tuttoBICI dopo il trionfo di Nibali al Tour e la piena valorizzazione di Aru, è come di casa. Molte volte la nostra regione è stata sede di ritiri delle squadre da lui dirette e delle quali hanno fatto parte campioni del calibro di Chiappucci, Pantani, Contador e il già citato Nibali. Domenica scorsa, il tecnico del team Astana si è recato a Cutigliano, sulla montagna pistoiese, con il duplice impegno di ricevere il prestigioso, 19° Premio per lo Sport ideato dalla Scuderia Ferrari Club di Cutigliano e di visionare la salita dell'Abetone, teatro della quarta tappa del Giro d'Italia 2015. Una trasferta festosa, al rientro dalle vacanze trascorse in Messico, insieme alla moglie e al figlio Davide, campione italiano della crono individuale. La riuscita festa dello sport cutiglianese ha celebrato anche due leggende dello sport italiano come il pugile Nino Benvenuti e l'ingegner Mauro Forghieri, per oltre 40 anni responsabile del settore corse della Ferrari. Ecco l'intervista che Martinelli ci ha rilasciato.
Come valuta il 2014 del team Astana? «E' stata una stagione ottima, se non da 10 in pagella direi almeno da 9 e mezzo, con gli acuti costituiti dal trionfo di Nibali al Tour e dalla valorizzazione di Aru».
Il mezzo punto che manca per il massimo è a causa della positività ai controlli antidoping di tre atleti kazaki della vostra squadra? «Mettiamola così, anche se le positività per me sono state due e mezzo poiché Davidenok è un ragazzo che ha disputato soltanto una gara come stagista con noi e sicuramente non avrebbe poi avuto la possibilità di passare professionista. Sui fratelli Iglinsky posso dire solamente che si sono comportati come due imbecilli, hanno gettato un ombra sul nostro 2014 e lo stesso Vinokourov ci è rimasto malissimo, era molto scosso dopo i responsi definitivi delle analisi. Sono certo che la punizione per Valentin e Maksim sarà dura ed esemplare, Vino non li perdonerà mai».
Ma all'interno della vostra squadra effettuate controlli medici sugli atleti? «Sì, sono molto moderni, severi ed accurati ma a chi fosse scettico su questa mia precisazione voglio dire che contro l'imbecillità umana nessuno può fare nulla e qui siamo di fronte a due incoscienti che ci hanno danneggiato parecchio, ma in futuro cercheremo di provvedere affinché queste situazioni non si ripetano. Intano proprio lo staff dell'Astana ha creato un Centro Medico all'avanguardia nel mondo per seguire passo dopo passo la crescita atletica di giovani sportivi delle più svariate discipline. L'apertura di questo centro è stata accelerata proprio dopo le situazioni incresciose di cui abbiamo parlato in precedenza».
Parliamo di un altro Martinelli, tuo figlio Davide, 21 anni, campione italiano della crono individuale e miglior dilettante Under 23 del 2014. A che punto è il suo debutto tra i Pro con il Team Sky? «Stiamo valutando le cose con calma, esiste un precontratto ma personalmente ritengo che sei mesi o addirittura un anno in più trascorso tra i dilettanti non sarebbero un problema, anzi, alla fine potrebbero tornargli molto utili per il futuro».
Come giudica il finora scarso interesse dimostrato da sponsor importanti verso la figura di Nibali vincitore del Tour de France? «Questo mi ha sorpreso in modo negativo, poiché Vincenzo ha dominato il Tour e negli anni scorsi ha dimostrato di essere un campione vero e pulito. Probabilmente il ciclismo sta pagando il clamore degli scandali degli anni passati, ha perso di credibilità e questo è un problema grosso ma certi sponsor dovrebbero svegliarsi e capire che oggi investire nei big del ciclismo può essere una scelta vincente».
Ma intanto durante queste ultime settimane ha tenuto banco, di nuovo, il caso-Pantani; cosa pensa di questa vicenda che sui media sta oscurando il ciclismo pedalato? «Ben venga ogni tentativo di fare chiarezza su quello che è accaduto al povero Marco, è giusto parlare ancora di lui ma non bisognerebbe dimenticare, dall'altra parte, di rendere onore al grande 2014 di Nibali».
Il suo ricordo più bello di Pantani? «Certamente la vittoria al Tour sull'Alpe d'Huez dopo la caduta che aveva subito alla Milano-Torino. Ma ricordo ancora con commozione e immensa gioia il momento in cui Marco mi scelse come direttore sportivo, quando venne sciolta la Carrera».
Per il 2015 dove vedremo gareggiare Nibali e Aru? «Lo decideremo tra una decina di giorni, dal 24 al 28 novembre, in occasione del raduno che faremo a Montecatini Terme. E' chiaro che Nibali dovrà essere al Tour per difendere la sua maglia gialla, ma non è detta l'ultima parola per il Giro, ne parleremo a Montecatini. Aru lo vedo bene al Giro, anche se in futuro può essere protagonista al Tour, su dei percorsi che sono più adatti a lui. Comunque il Team Astana si è molto rinforzato quest'anno, con degli innesti di notevole peso come quelli di Cataldo, Rosa e Malacarne».
Sulla rinuncia ad Agnoli cosa dice? «So che sui media sono nate delle polemiche, per me assolutamente inutili. E' stata una scelta tecnica al 100% e non è vero che Agnoli abbia litigato con Nibali, i due si frequentano tuttora e sono rimasti amici come prima».
Un parere sul Giro d'Italia 2015? «Un bel tracciato, duro e non alleggerito come dicono altri, ci sono pochi trasferimenti e questo è un bene, ma non mi piace proprio per niente la tappa a cronometro di 60 chilometri. Mi sembra un'esagerazione sotto tutti gli aspetti».
E il Tour 2015? «Più duro del Giro e più duro del 2014, adatto agli scalatori e a Vincenzo. Il pavè e il muro di Huy saranno delle grosse insidie».
Nibali e il mondiale, un obiettivo difficile? «Finché continueranno a proporre questo tipo di percorsi Vincenzo partirà sempre sfavorito. Richmond è più facile di Ponferrada, in Qatar nel 2016 ci attende un tracciato piatto e in Norvegia, nel 2017, gli organizzatori probabilmente proporranno un percorso da passisti per favorire i vari Kristoff e Boasson Hagen».
2016: dove andranno a finire Martinelli, Nibali e Aru? «I media ci hanno già situati nei team più diversi ma Vino farà di tutto per tenerci qui all'Astana e credo che sia pressoché impossibile offrire qualcosa di più da parte di altre squadre, sotto il profilo economico, tecnico e organizzativo».
Il suo sassolino nella scarpa del 2014? «La tappa dello Stelvio e di Val Martello che ha consegnato il Giro a quel furbone di Quintana. Io ho protestato vivacemente e ribadisco che a sbagliare non siamo stati noi diesse, bensì chi ha diffuso certe comunicazioni male interpretate a seconda della convenienza personale».
"Sig. Giuseppe Martinelli, definisce i fratelli Iglinsky due imbecilli, ma relativamente alla squalifica per doping subita sal Sig. VINO, cosa ne pensa?!? E come lo definisce?!?"...basterebbe poco per fare bene il proprio lavoro di giornalista, basterebbe osare un poco di più, nel senso che STEFANO FIORI è stato molto bravo nel porre queste domande, ma manca sempre la ciliegina sulla torta...chissà che il Sig. GIUSEPPE MARTINELLI non ci voglia fare la gradita sorpresa di RISPONDERE direttamente QUI.
Grato, eventualmente.
Francesco Conti-Jesi (AN).
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