MORENO MOSER: «Ho voglia di tornare a divertirmi in bici»

PROFESSIONISTI | 03/11/2014 | 15:41
Moreno Moser ha finito la stagione 2014 in maglia Cannondale solo 20 giorni fa alla Japan Cup e tra 10 inizierà a pedalare in vista del 2015 con il team che nascerà dalle ceneri della Garmin, in cui è confluito insieme ad altri compagni. Il 23enne trentino (compirà 24 anni il 25 dicembre, ndr) tira con noi le somme dell’annata finita da poco e ci svela le sue ambizioni per la prossima, che sarà la quarta per lui nella massima categoria.

Come stai?
«Abbastanza bene. Sono a casa, non sono volato verso nessun paese esotico. Tornato dal Giappone ho staccato giusto qualche giorno, ma ora sto già uscendo in mtb».

Il bilancio di quest’anno?
«La stagione non è andata bene, è inutile girarci attorno. Se nel 2012, al mio primo anno da pro’, ho vinto cinque corse del calibro di Trofeo Laigueglia, Rund um Frankfurt, due tappe e la classifica finale al Giro di Polonia lottando con un certo Kwiatkowski e l’anno passato sono andato a segno alla Strade Bianche, quest’anno non ho mai trovato la gamba dei giorni migliori».

Ti sei dato una spiegazione del “perché”?
«Purtroppo no, non ho capito il motivo. Non saprei… Mi ritrovo allo stesso punto dell’anno scorso, anzi sono andato anche peggio che nel 2013 e non ho ancora capito perché. Ovviamente mi sto interrogando al riguardo. Non ho nessun problema fisico ma la condizione stenta ad arrivare costantemente. Non credo che questo problema sia dovuto a una questione di allenamento, anche perché sono andato forte solo verso fine stagione quando praticamente non mi allenavo più. Boh».

Ti dispiace che la Cannondale abbia chiuso i battenti?
«Certo. Si tratta di un grande gruppo con alle spalle una storia importante che finisce. Essere un corridore in Liquigas e poi in Cannondale era quasi come correre in una squadra di dilettanti per il clima familiare che c’era, perché eravamo tutti italiani e abbastanza vicini, con il team manager si parlava come con un amico, mentre entrando a far parte di un gruppo americano cambierà tutto. Il 13 novembre partiremo per un primo ritiro a Boulder, in Colorado, dove c’è la sede del team, per conoscerci meglio e programmare la stagione. Parlando anche con alcuni ragazzi che quest’anno erano alla Garmin e sono stati confermati ho capito che quella del 2015 sarà una squadra totalmente nuova, non è un gruppo già formato a cui si aggiungono pochi elementi ma siamo di fronte ad un rimescolamento di carte completo. Per tutti sarà un progetto nuovo, con nuovi stimoli e traguardi da raggiungere».

Cosa ti aspetti?
«Mi voglio ritrovare. Voglio ricominciare a dimostrare il mio valore, che non è quello attuale. Non mi sono mai adagiato, la voglia di far fatica è intatta, ma dopo due anni in cui non riesco ad essere competitivo ad alti livelli la testa un po’ ne risente. Mi sono accorto di avere andamenti di forma senza senso. Un giorno sto bene, quello successivo non vado avanti. È complicato da spiegare e non dipende solo dal mero allenamento».

Non è che come tuo cugino Ignazio stai pensando di appendere la bici al chiodo?
«No, no. Anche se il morale può risentire delle batoste prese e dei risultati che non arrivano, si tratta del mio lavoro e ci tengo a far bene. Continuo ad amare la mia professione, ma è evidente che correre in bici andando forte è decisamente più divertente. Ecco, ho proprio voglia di tornare a divertirmi».

Giulia De Maio
Copyright © TBW
COMMENTI
FAME
3 novembre 2014 17:52 Cristallo
Forse non c'è più la concentrazione e la fame di vittorie che c'era una volta.
Il mondo professionistico non è facile, bisogna guardarsi alle spalle, essere attenti a ciò che si dice e ciò che si fà.
Amici ce ne sono pochi (anche se tutti sembrano amici) ognuno pensa a coltivare il proprio orticello e se deve sgambettarti lo fà senza problemi.
Bisogna avere un carattere forte e come si dice FAME per potersi conquistare un posto di rispetto in una squadra.
Moser è fortunato perchè ha un cognome importante e troverà sempre un contratto senza faticare.
Conosco molti ragazzi come lui che hanno fatto buoni risultati nella loro carriera ,ma che se non hanno uno sponsor non vengono neanche tenuti in considerazione.
Vi sembra giusto??????

xcristallo
3 novembre 2014 20:41 limatore
sicuramente non sarà un atleta che ha vinto una prova WT come il Polonia al primo anno di prof. E' un talento deve solo ritrovarsi, peccato che sia rimasto in Cannondale-Garmin, un'altra sistemazione forse sarebbe stata più adatta.

Un'ipotesi........
4 novembre 2014 08:29 passion
....... Overtraining, nel caso: ricerca di tranquillità e "staccare la spina" per un po'. La mia è solo un'ipotesi anche semplicistica ma che, data la classe del ragazzo potrebbe essere l'unica.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Per Rachele Barbieri il 2026 sarà un anno pieno di sfide e cambiamenti. La 28enne velocista emiliana si è guadagnata sul campo la fiducia dei tecnici del Team Picnic PostNL e, nella sua terza stagione con la formazione dei Paesi...


Fine settimana tutto dedicato ai Campionati Italiani di ciclocross per l’Ale Colnago Team. Oggi e domani, domenica 11 gennaio in Brianza, il Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti-Brugherio CX International, sarà valido come prova unica per l’assegnazione della maglia tricolore...


Dal 1967 URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, con l’obiettivo di offrire prodotti affidabili, innovativi e costruiti per durare nel tempo. Con questo stesso spirito è nata la nuova gamma di ruote ad alte prestazioni, disponibile da...


Dopo Giulio Pellizzari, Alessandro Pinarello è il secondo corridore del “progetto giovani” della Bardiani a fare il salto nel WorldTour. Il trevigiano di Giavera del Montello lo sapeva già da più di un anno, dal momento che con la NSN...


Sarà capitato certamente anche a voi di avere due pastiglie che non lavorano simmetricamente, oppure vi sarò senza dubbio capitato che le pastiglie si avvicinassero, accidentalmente, magari in viaggio con le ruote rimosse dalla loro sede. In tutti questi casi...


Nel 2025 Lorena Wiebes è stata devastante, 25 vittorie, un dominio praticamente totale. Spietata, inarrivabile, ma soprattutto affamata di successi e capace di traghettare con sé un’intera squadra. La fuoriclasse olandese ha vinto la Milano-Sanremo, la maglia a punti al...


Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato durante la scorsa stagione. Abbiamo potuto testarlo e conoscerlo a fondo in un lungo test condotto in più stagioni e attraverso...


Potrebbe sembrare una barzelletta, ma non lo è in una nazione in cui il ciclismo è una fede, il primo sport, l'identità di una nazione. Wout Janssen, podologo di 23 anni di Rijkevorsel, a nord-est di Anversa, vicino al confine...


Jackson Medway, 21enne in forza alla squadra di sviluppo della Tudor, si è laureato campione australiano su strada nella categoria U23 tagliando in solitaria il traguardo di Perth, alla conclusione di 135 chilometri di gara. Il vincitore, nativo di Brisbane,...


Seff Van Kerckhove, 17enne vincitore del Giro della Lunigiana 2025 e medaglia di bronzo nella cronometro mondiale di Kigali, è stato investito da un’auto mentre si allenava sulle strade di casa in Belgio. A seguito dell’incidente il giovane atleta tesserato...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024