Cinquant'anni fa il tandem d'oro di Bianchetto-Damiano

FESTA | 20/10/2014 | 15:32
Sono passati Cinquant'anni e oggi, giustamente, il rinnovato sito del Coni dedica uno spazio ad una delle “coppie” più belle del ciclismo azzurro.

Un binomio olimpico, per una vittoria da manuale. Sergio Bianchetto ed Angelo Damiano il 20 ottobre del 1964 conquistano l’oro nel tandem ai Giochi Olimpici di Tokyo. I ciclisti alloggiano in uno speciale Villaggio, preparato ad Hachioj, centro tessile a circa 50 chilometri dalla capitale nipponica, comunicante con le piste attraverso un lungo tunnel riservato ai soli atleti. Sergio Bianchetto, già medaglia d’oro a Roma in coppia con Beghetto, ed Angelo Damiano, si presentano all’appuntamento olimpico tra i favoriti.

 Il tandem azzurro conquista le semifinali senza perdere nemmeno una prova. Nella prima manche con la Germania (Fuggerer-Kobusch), però, arriva la prima sconfitta. Bianchetto e Damiano non si danno per vinti, ribaltano l’inerzia della sfida e con una condotta di gara superlativa si aggiudicano le due successive prove. In finale il team sovietico composto da Imants Bodnieks e Viktor Logunos è l’ultimo ostacolo che li separa dalla storia. Nella prima prova, come accaduto con la Germania, il tandem azzurro si arrende all’Unione Sovietica ma, in realtà, la sconfitta serve solo a rendere più emozionante la disfida. Nelle due successive prove, infatti, gli azzurri s’impongono con due vittorie nette che certificano la loro superiorità e l’ingresso tra i grandi protagonisti del ciclismo all’Olimpiade.

Bianchetto è l’unico ciclista ad aver vinto il concorso tandem olimpico due volte, una storia memorabile, per un un’impresa unica nel suo genere.
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COMMENTI
Sergio Bianchetto
20 ottobre 2014 17:11 canepari
è l’unico ciclista ad aver vinto il concorso tandem olimpico due volte, una storia memorabile, per un un’impresa unica nel suo genere.....e che purtroppo non si ripeterà mai più, perchè quelche "mente eccelsa" (ultimamente se ne vedono ancora molte), al di fuori della storia e della tradizione ciclistica, pensò bene di reprimere e ridimensionare questa specialità, se vogliamo molto atletica, ma anche...raffinata COMPLIMENTI e GRAZIE!!!

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