SCONFITTO IL CANCRO, SOFIA CILENTI TORNA A CORRERE

DONNE | 23/08/2014 | 15:18

Per Sofia Cilenti, la diciannovenne ciclista di Quincinetto che nei mesi scorsi ha sconfitto il linfoma di Hodgkin, domenica sarà una giornata davvero indimenticabile. Dopo quasi due anni di forzato stop, la ragazza coronerà infatti il suo sogno di riprendere l'attività agonistica. Accadrà a Meduna di Livenza, vicino a Treviso, dove Sofia indosserà la casacca biancoverde della Ju Green, la squadra varesina per cui era tesserata già prima dell'insorgere della malattia.


«Anche se nelle ultime settimane ho allungato sempre più la distanza degli allenamenti - confida - so benissimo di non essere ancora competitiva. Probabilmente non riuscirò nemmeno a portare a termine la  corsa (70 chilometri in circuito, ndr), ma non è questo che conta. Per me è già una grande vittoria poter attaccare nuovamente il numero sulla schiena e rivivere il clima della gara, in mezzo a tante ragazze che, nel momento più nero della mia vita, si sono rivelate anche grandi amiche. Sono felice e molto emozionata».


Il calvario di Sofia ebbe inizio nell'autunno del 2012, con stanchezza diffusa, malessere generale e febbre alta, ma solo nel febbraio successivo, dopo un'infinità di esami sempre più approfonditi, i medici dell'Ospedale di Ivrea riuscirono a stabilire che la ragazza era affetta dal linfoma di Hodgkin in stadio avanzato. Dopo il comprensibile smarrimento iniziale, tuttavia, la ragazza non si è mai arresa e, con grande forza d'animo, ha combattuto a viso aperto la sua battaglia contro il male che l'aveva aggredita, amorevolmente supportata da una famiglia speciale: papà Maurizio, mamma Adriana e il fratello minore Oscar, che ha quasi 15 anni e corre anche lui in bici. "Un anno fa di questi tempi - ricorda con commozione la signora Adriana - Sofy faceva le chemio alle Molinette, stava molto male e per settimane intere non poteva neppure alzarsi dal letto. In quei momenti, con le lacrime agli occhi ricordava le sue gare e i suoi giorni felici e mi chiedeva se avrebbe mai potuto tornare a correre in bici. Naturalmente, per farle coraggio io le rispondevo sempre di sì, ma in realtà non sapevamo neppure se sarebbe guarita, figuriamoci tornare a gareggiare dopo una malattia tanto devastante...".  Invece Sofia detta "Pule" (diminutiva di puledrina) ce l'ha fatta e con la sua irriducibile forza di volontà ha debellato la malattia. Poi la lenta ripresa, il ritorno a scuola, all'istituto Giovanni Cena di Ivrea, e, adesso, questo nuovo debutto agonistico che, comunque vada, costituisce di per se' una splendida vittoria.

«Vorrei condividere questo momento di grande gioia - dice Sofia - con tutte le persone che mi sono state vicine durante la malattia: innanzitutto la mia famiglia, certo, ma anche gli amici, i compagni di scuola, il mio direttore sportivo Ugo Meloncin e le tante persone che nemmeno conoscevo ma che, incoraggiandomi, mi hanno aiutato a combattere. Vorrei dedicare un pensiero speciale a Marina Romoli, la ciclista marchigiana che a causa di un incidente in allenamento da quattro anni vive su una sedia a rotelle. Le auguro con tutto il cuore che un giorno possa tornare a camminare, ma lei non deve smettere mai, nemmeno per un momento, di crederci. Perchè i sogni, a volte, si avverano».

Franco Bocca (La Stampa, edizione Torino)

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COMMENTI
SPLENDIDA NOTIZIA.........
23 agosto 2014 17:38 gass53
............SPETTACOLARE DIREI!!! BRAVA SOFIA E FORZAAAAAAAAAAA.

Forza!!!
23 agosto 2014 21:33 gipi66
Tifo per Lei, dentro e fuori la corsa!!!

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