Metti un incontro con Museeuw in Toscana...

STORIA | 21/05/2014 | 08:18
Toscana terra di campioni, soprattutto nel ciclismo e non soltanto di campioni per così dire indigeni, bensì provenienti da tutto il mondo per gareggiare o allenarsi in questo piccolo paradiso delle due ruote. In questi giorni ha fatto il suo ritorno a Lamporecchio, ospite nell'agriturismo Il Borghetto di proprietà del suo grande amico ed ex-compagno di squadra ai tempi dell'ormai leggendaria corazzata Mapei, Andrea Tafi, l'asso belga Johan Museeuw, uno dei più celebrati assi del ciclismo nel periodo che va dal 1988 al 2004. In 17 anni di carriera professionistica, il campione nato a Varsenare, nelle Fiandre, il 13 ottobre del 1965, ha infatti collezionato la bellezza di 103 affermazioni in varie parti del mondo, con gli highlights costituiti dalle tre vittorie nella Parigi-Roubaix e nel Giro delle Fiandre (la sua corsa e questi trionfi gli valsero il soprannome di Leone delle Fiandre in “coabitazione” con il nostro mitico Fiorenzo Magni), da due coppe del mondo professionisti nel 1995 e 1996 e dal campionato del mondo a Lugano nel 1996. Pur non avendo mai preso parte al Giro d'Italia, Museeuw è affezionato al nostro Paese e soprattutto alla Toscana, dove ha trascorso spesso dei periodi di allenamento e dove è tornato più volte a carriera conclusa alla guida di agguerrite comitive di turisti in bicicletta, provenienti soprattutto dal nord Europa. Lo abbiamo incontrato al termine dell'ennesima randonnée in bici sul San Baronto e dintorni con il suo amicone Tafi, ovviamente nel buen retiro di Lamporecchio.

Quali sono i suoi legami con la Toscana?
«Sono di vari tipi. Il principale riguarda la possibilità di allenarsi su percorsi bellissimi, il massimo quando ero ancora corridore professionista per un cacciatore di grandi classiche come sono sempre stato. Il secondo aspetto riguarda l'ottima cucina - le bistecche di Walter Maccioni qui a Lamporecchio sono davvero superbe - e soprattutto i vini, dato che sono un grande estimatore di Sassicaia, Massetto, Ornellaia e in generale di tutti i vini di Bolgheri, una zona stupenda anche dal punto di vista turistico. Ho imparato ad amare la Toscana grazie ai ritiri effettuati in questa regione da alcune delle squadre per le quali ho gareggiato».

Lei è stato uno degli specialisti più accreditati della Parigi-Roubaix, insieme a De Vlaeminck, Moser, Boonen e al compianto Ballerini: che tipo di ciclista bisogna essere per trionfare nella classica del pavé?
«Ci vogliono tanta forza nei muscoli, un grande motore e la capacità di tenere una posizione sul sellino più arretrata, tale da attutire gli sbalzi che provoca il pavé».

Ancora si parla dell'edizione 1996 della Roubaix quando ci fu quella cavalcata trionfale targata Mapei, con lei, Bortolami e Tafi piombati insieme dentro al velodromo di Roubaix per “non” contendervi la vittoria: come ricorda quel giorno, quello della prima delle sue tre vittorie nella classica del pavé?
«Prendemmo la decisione circa il vincitore tutti e tre insieme, di comune accordo. Contrariamente a quanto molti pensano non ci furono discussioni tra noi, né prima né dopo. E' troppo facile dire adesso che non abbiamo voluto disputare una volata vera».

Un suo ricordo di Franco Ballerini?
«Era un amico, un bravissimo ragazzo, molto forte, molto simpatico e corretto e ancora non mi capacito della sua scomparsa. Aveva solo un problema: mangiava il doppio di me, aveva sempre una fame incredibile».

Il suo ricordo più bello?
«La conquista della maglia iridata a Lugano. Anche i successi nella Roubaix e nel Fiandre sono stati memorabili, ma la maglia di campione del mondo la indossi per un anno intero e in ogni gara a cui prendi parte. E' una cosa davvero speciale».

E il ricordo più brutto?
«Potrei dire la foratura alla Roubaix 2004 o l'incidente in moto del 2000, ma io mi sono sempre sforzato di pensare positivo e così cerco di dimenticare subito gli eventi negativi, senza cadere nell'autocommiserazione».

Di cosa si occupa attualmente?
«Sono entrato a far parte dello staff organizzativo del Giro delle Fiandre e di altre classiche belghe, inoltre propagando il ciclismo nelle scuole delle Fiandre e tre volte a settimana organizzo delle uscite in bici con dei giovani che intendono avvicinarsi a questo bellissimo sport. Ritengo di vivere bene, a contatto con l'ambiente che ha contribuito a farmi trovare la strada della mia vita. In Toscana vengo 3 o 4 volte l'anno con delle gite di amici ciclisti».

Com'è la vita in Belgio attualmente?
«Dal punto di vista economico stiamo meglio che in Italia, ma trovo che dalle nostre parti ci sia troppo stress mentre qui in Toscana, ad esempio, vedo gente più rilassata a partire dal mio amico Tafi. Tuttavia abbiamo meno problemi a livello sociale rispetto a voi, anche se esiste una questione da regolare meglio che riguarda l'immigrazione».

Come valuta la situazione del ciclismo belga?
«Gilbert è un ottimo atleta e Boonen può avere davanti a sé ancora un paio d'anni a buoni livelli. In Belgio ci sono comunque vari giovani emergenti in crescita, come ne esistono anche in Italia».

Un commento finale sul quasi inspiegabile ritiro del tedesco Kittel, in maglia rossa di leader della classifica a punti, al Giro d'Italia ?
«Non mi sembra corretto criticarlo. Tuttavia io penso che chi è malato deve starsene a letto, non praticare dello sport a livello professionistico...».

Stefano Fiori, da Il Tirreno
Copyright © TBW
COMMENTI
4° Giro delle Fiandre: ancora una chimera ...
21 maggio 2014 19:08 Melampo
Fu proprio nel 2002 che Andrea impedì al suo "amico ..." Museeuw di vincere il 4° Fiandre, cosa che ancora non è riuscita a nessuno. Quella fuga che sembrava disperata, ed invece, quei 21" all'arrivo ...

Ed è sempre un toscano, l'indimenticato ed indimenticablie Fiorenzo Magni, che ne ha vinti tre di fila (1949 - 50 -51). Per ora, chi ne ha vinti tre, non li ha mai vinti consecutivamente, come invece ha fatto il "Leone delle Fiandre".

Che tempi, sia di Fiorenzo che di Andrea, ..., tempi che non torneranno ...

Comunque, anche Andrea: Un "Lombardia", una "Roubaix", un "Fiandre", ... mica male ...

Un salutone, Andrea, è un pò che non ci vediamo, ..., in bici non ti trovo più.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Enric Mas ha vinto per la prima volta la Vuelta di Spagna, conquistando il massimo risultato dopo i secondi posti ottenuti nel 2018, nel 2021 e nel 2022 e il terzo del 2024. Il trentunenne iberico è il 64° corridore...


Due austriaci ma soprattutto due amici rafforzeranno il gruppo di scalatori e specialisti delle corse a tappe della Lidl-Trek nei prossimi anni: Felix Gall – già secondo al Giro d’Italia e sul podio alla Vuelta a España – e il...


Quarto giorno di gara al Tour of Taihu Lake 2026 e terza vittoria (peraltro consecutiva) di Matteo Malucelli. Dopo ieri e l'altro ieri, lo sprinter dell'XDS Astana ha infatti dettato legge anche quest'oggi a Qidong dove, sul traguardo della breve...


Non c’è mai pace per i ciclisti in allenamento… Ieri mattina l’eterno Oscar Sevilla ha vissuto una brutta avventura: «Sono uscito ad allenarmi a Bogotà e sull'autostrada con Calle 170 sono stato intercettato da una moto di grossa cilindrata. Mi...


Impegnarsi al massimo. Fino all’ultima goccia di sudore, all’ultima pedalata, all’ultima gara della stagione. Cristina Tonetti è così, ne ha dato prova anche sabato chiudendo all’undicesimo posto la A Travers les Hauts de France e classificandosi dodicesima domenica alla Choralis...


Tra i reduci del GP de Montréal che dovranno correre anche il Mondiale, non sono poi molti quelli che passeranno questi ultimi giorni di attesa nella città canadese. Essendo una classica metropoli americana, allenarsi con comodità e lontano dal traffico...


Prosegue la "campagna internazionale" del Team Biesse Carrera Premac, con la formazione Continental reduce dalla buona prova al primo Tour of Armenia chiuso con Leonardo Vesco in maglia di leader dei Gran Premi della montagna. All'orizzonte con i professionisti c'è...


Si entra nel vivo dei preparativi per il Papà Elio – Gran Premio GiorgioMare, la manifestazione ciclistica che animerà Urbisaglia nel fine settimana di sabato 26 e domenica 27 settembre. Dietro l'evento c'è una macchina organizzativa molto ben rodata e...


Scatta oggi l'edizione 2026 de Il Giro d'Abruzzo e sarà subito una tappa tosta, quella che attende i corridori: in programma c'è la Cupello - Casalincontrada di 155 km. per seguire la cronaca diretta dell'intera tappa a partire dalle 11.15 CLICCA...


È stata una bella e avvincente gara quella che nel pomeriggio di domenica 13 settembre a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia, ha visto per protagonisti gli 87 atleti di 18 società italiane e straniere che si sono dati...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra