Tutta la vita con Cadel Evans

ATTACCHI & CONTRATTACCHI | 16/05/2014 | 18:09
di Cristiano Gatti               -   

Che noia, qui al Giro siamo tutti sopraffatti dalla retorica del fair-play sportivo. Tocca sorbirci lezioncine dalle maestrine più varie e avariate. Era previsto e inevitabile, come previsto e inevitabile puntualmente si alza il coro contro Cadel Evans. Il campione australiano sarebbe più o meno un infame per aver pedalato come un invasato sulla salita di Montecassino, speculando cinicamente sulle disgrazie dei rivali caduti alle sue spalle.

Non ho l’ambizione di diventare l’avvocato di Evans, tanto meno credo che lui abbia bisogno di avvocati. Esprimo solo la mia dichiarazione di voto: tutta la vita a favore del suo splendido finale. Più che altro, capisco poco che cosa c’entri il fair-play in tutto questo.

Punto uno: Evans non si è trovato in testa per sorteggio, per grazia ricevuta, per favoritismi della giuria. Si è trovato davanti perché sta correndo davanti sin dal primo metro di questo Giro, sostenuto da una bellissima squadra, dai Quinziato e dagli Oss, dai Morabito e dai Sanchez. Non è una scelta da poco: costa un sacco di fatica, fisica e psicologica. E perché tanta cocciutaggine nel rimanere davanti? La scoperta: in certi casi per controllare la corsa, sempre per evitare accidenti e cadute. Ogni tanto, l’impegno restituisce qualche beneficio: si può evitare la caduta. Questo è successo l’altro giorno, a Cassino. Evans era davanti e ha fatto fruttare la sua dispendiosa scelta: correre davanti per evitare il più possibile i rischi.
Mancano dieci chilometri al traguardo, non cento. Si sta andando a settanta all’ora per imboccare la salita. Domandone alle maestrine del fair-play: in quella situazione stressata, Evans al massimo avverte i rumori di una caduta alle sue spalle. Cosa deve fare, in questo ciclismo moderno che offre cadute ogni tre per due? Deve fermarsi, chiedere informazioni, fare un rapido inventario dei danni e quindi eventualmente rallentare?

Ma facciano il piacere, le maestrine. In quel preciso momento, in quella precisa situazione, un campione ha l’istinto e il dovere di continuare a tutta, senza voltarsi indietro. Purtroppo, nel caso specifico, la caduta è molto brutta e molto pesante, ma questa non è colpa di Evans. Evans, in quegli attimi, deve solo pensare che sta faticando da giorni per restare davanti, e che questo è il momento di raccogliere i risultati. Via, forte, il più forte possibile. E poi alla fine si fanno i conti.

Carogna e antisportivo? Tutto si potrà dire di Evans, non che sia un meschino e un figlio di androcchia: la sua carriera è lì a parlare da sola. In aggiunta, mai si potrà dire che Evans sia un tipo fortunato: la sua storia agonistica è costellata di momenti neri e di agguati della malasorte, se una volta la ruota gira dalla sua parte non gli si può chiedere di mettere il piede a terra.

Tutto questo per la cronaca. Poi però c’è un discorso finale che va oltre la cronaca. Le maestrine danno lezioni di fair-play a Evans che fa il suo mestiere, si accigliano e si indignano. Ma dove sono sempre, queste maestrine, quando ci sarebbe bisogno di un fair-play vero e serio, quando i trucchi, gli inganni e le vere scelte antisportive colano a picco il ciclismo? E per piacere non mi chiedano di cosa sto parlando.
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COMMENTI
Evans....
16 maggio 2014 18:44 LampoJet
Quando nella crono del Grappa prenderà 6 minuti, sarò contento.....(e non solo io)

a Cristiano
16 maggio 2014 19:29 angelofrancini
Condivido in toto. La corsa prosegue, specialmente ad 11 km. dall'arrivo e anche in considerazione di quanto è stato detto dai media dopo la tappa di Bari.
La neutralizzazione ad 11 km. dall'arrivo sarebbe stata ridicola: per aspettare chi? Quelli che purtroppo sono finiti all'ospedale e non sono partiti stamani: cosa sarebbe cambiato in classifica? Nulla.
E poi Evans è andato via con la Maglia rosa, mica con Sgarbozza (con tutto il rispetto per Gigi)!
Sai che Cadel mi è simpatico: la sua prima vittoria da prof é stato il Brixiatour del 2001 che organizzavo.
Poi magari come dice LampoJet prenderà 6 minuti nella crono: vince chi merita di più.
Ricordo, visto che ormai sono vecchio, che nel passato capitò qualcosa di simile: in una tappa, si attraversava la pianura padana, cadde Gimondi che vestiva la maglia rosa. Rimase a terra parecchio, ma il gruppo rallentò per attenderlo e lui rientrò con tutta la squadra che si era fermata ad aspettarlo. Era l’anno in cui vinse il suo ultimo Giro d’Italia.
E quello fu un gesto di rispetto dei suoi colleghi verso un grande Campione.
Infine una richiesta!
Potreste dire al Alessandro, visto che lo incontrate giornalmente di fare il possibile onde trasferire la sua omonima Alessandra a 90° Minuto con Varriale: vista l’affinità “provocatrice” che li accomuna sarebbero una perfetta coppia da urla (quelle vere)!

Caro Gatti
16 maggio 2014 19:30 fedaia66
diciamoci la verita', la corsa deve essere vera solo quando questo avvantaggia il furbetto di turno.forse lei si e' gia' dimenticato della manfrina dello stesso Evans contro la Cannondale al tour 2012, colpevole, secondo lui, di aver fatto corsa vera nella discesa del Mur de Peguere, mentre lui era alle prese con le forature..allora? come la mettiamo?

16 maggio 2014 19:47 foxmulder
A parte che quella dei sei minuti in una cronoscalata mi sembra una panzana incredibile parlando di Evans (e sono pronto ad essere ovviamente smentito dai fatti), con Gatti e con Evans tutta la vita!

Quoto in pieno!
16 maggio 2014 20:59 Bartoli64
L'articolo di Gatti.

Oggi anche Martinello in telecronaca ha spiegato benissimo le ragioni per le quali, mai e poi mai, ci si poteva fermare ieri, e poi, se un gruppo arriva ad affrontare una rotonda a 71 km/h con l'asfalto viscido con chi te la vuoi prendere?

Che nell'ambiente la sportività ed il fair play siano merce rara lo sappiamo tutti, ma tacciare di carognata uno come Evans è un'autentica bestemmia.

Ma guardatevi la storia di questo Campione (oltrettutto caro al compianto Aldo Sassi) prima di parlare!

Bartoli64

Evans
16 maggio 2014 21:27 siluro1946
Evans è un grande, e nessuno fra i partecipanti a questo giro potrà dargli 6 minuti, anzi...

Concordo con Fedaia
16 maggio 2014 23:39 pickett
In quella circostanza,Evans tolse addirittura il saluto a Nibali perchè aveva inseguito,solo per poche centinaia di metri,i corridori che in discesa avevano allungato.Evans fece l'offeso nonostante,dopo pochi minuti di bagarre,i battistrada si fossero poi fermati ad aspettare le vittime dei chiodi.

17 maggio 2014 00:11 cocco88
chi la fa l aspetti... non ha una squadra contro ma tutto il gruppo.. penso ceh debba pregare che non fori da qui a trieste altrimenti lo mandano fuori tempo massimo :)

vergogna
17 maggio 2014 01:54 zemmel
1-vergogna per evans,bmc e tutti coloro che li difendono.mercato dell ipocrisia
2-non vorrei essere uno di loro nelle tappe restanti
bye

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