Il team Uae Emirates Xrg è arrivato in Oman per ripetere il sucesso nella classifica generale con Adam Yates, ma il team emiratino è ormai diventato famoso per dare battaglia ad ogni tappa. Nella prima frazione della corsa la formazione si è unita compatta intorno al suo velocista Sebastian Molano, i suoi compagni hanno lavorato, gli hanno dato fiducia e lui li ha ripagati nel modo migliore possibile.
«Ieri il secondo posto di Adam Yates alla Muscat Classic ci ha veramente motivato e già ieri sera ho parlato con la squadra e ho messo le cose in chiaro: oggi volevo provare a vincere. I miei compagni sono stati veramente strepitosi, si sono messi al mio servizio per tutta la gara, prima controllando la corsa e poi mettendomi nella migliore posizione per il finale. Rune Herregodts ha fatto una tirata micidiale, poi l’Alpecin Premier Tech ha preso in mano la situazione. C’era un rettilineo molto lungo che portava all’arrivo e abbiamo preferito aspettare, c’era il rischio di partire troppo presto e quindi di essere tagliati fuori dai giochi. Rui Oliveira è stato pazzesco, è un mio caro amico dentro e fuori dalla bici, io mi fido totalmente di lui e l’ho seguito, poi ho aspettato il momento migliore e sono partito. Lo ammetto, forse è stato fin troppo presto, ma ero veramente motivato a vincere e per nulla al mondo mi sarei arreso» spiega Molano che dopo il traguardo è stato avvolto dall’abbraccio di un emozionatissimo Ivo Olivera. I due non sono solo compagni di squadra, ma due amici veri che si sopportano l’uno con l’altro, Sebastian ha voluto dedicare la vittoria a lui e alla squadra, soprattutto per il supporto avuto durante gli ultimi mesi che sono stati davvero difficile.
Il successo del colombiano del team Uae va oltre la semplice vittoria di tappa, ma rappresenta un ritorno dopo un periodo veramente complicato che l’ha costretto lontano dalle corse per ben 5 mesi. La sua ultima corsa risaliva a fine agosto al Renewi Tour quando era stato costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un problema al ginocchio. Poi un lungo, anzi lunghissimo stop, 2 mesi senza bici, un inverno lungo e alla ricerca di un dottore che potesse identificare quel problema, un lento recupero che lo ha portato fino al debutto Australia dove ha provato a mettere chilometri nelle gambe. «In Australia faceva caldissimo, penso di non aver mai corso con tanto caldo in vita mia, ho faticato, ma ora posso dire che è stato un grande vantaggio rispetto agli altri ragazzi che sono alla prima corsa della stagione. Purtroppo al Tour Down Under non c’erano tappe adatte alle mie caratteristiche, mi sono limitato ad aiutare i miei compagni e sono arrivato in Oman motivato più che mai a lasciare il segno. In squadra sanno le difficoltà che ho passato, i mesi lontano dalla bici e costretto ad aspettare, ora son tornato e voglio vincere ancora. »
Da domani il Team Uae Emirates riprenderà i lavori per capitan Adam Yates, ma nella quarta frazione con arrivo a Sohar, ci sarà un altro sprint a disposizione di Sebastian Molano che è determinato più che mai a bissare il proprio successo.
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