ARMSTRONG. Il texano confessa davanti ad un giudice

DOPING | 10/04/2014 | 15:16
Dopo le rivelazioni in tv nel programma di Oprah Winfrey, Lance Armstrong torna a parlare in un quadro ben più significativo, vale a dire sotto giuramento in un processo nel quale una società di assicurazione pretende da lui la restituzione dei premi versati per i successi nella Grande Boucle dal 1999 al 2001.
In una deposizione fatta nello scorso mese di novembre e resa pubblica oggi da USA Today, Lance Armstrong cita i nomi di Pepi Marti, direttore sportivo della US Postal, e dei medici Pedro Celaya, Luis Garcia del Moral e Michele Ferrari, indicandoli come suoi fornitori di prodotti dopanti.
L’ex massagiatrice del team Emma O’Reilly e i meccanici Julien De Vriese e Philippe Maire, quest’ultimo già presente nel dossier con il soprannome di «motoman», erano incaricati di fargli avere i prodotti incriminati alle corse.

Lance Armstrong ha anche precisato che Johan Bruyneel, che è stato il suo direttore sportivo per eccellenza, «ha partecipato o assistito alle pratiche di assunzione di EPO da parte di Armstrong ed era perfettamente al corrente delle pratiche in corso».

Il texano ha confermato di aver fatto uso di EPO dal 1995, ma non dopo il suo ritorno nel 2009 e 2010. Se da una parte ribadisce di aver versato soldi a persone ed enti, Armstrong smentisce di averlo fatto per comprare il loro silenzio.
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COMMENTI
2009
10 aprile 2014 18:30 ciano90
non avrà assunto EPO ma probabilmente le trasfusioni se le è fatte vista la diversità tra la prestazione sul Ventoux e quella a Verbier!

11 aprile 2014 11:42 Melampo
Sarà contentissimo Filippo Simeoni ...

Chi era l'italiano che al Tour lo apostrofò a male parole, una volta rientrato in gruppo dalla fuga ripresa direttamente dal dopato americano?

Il bello del tempo che passa è che è sempre gentiluomo. Da ragione a chi ce l'ha ...

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