PROFESSIONISTI | 08/12/2013 | 09:52 Fernando Alonso ribadisce il suo progetti: «Portare nel ciclismo il modo di lavorare della Formula 1 e avere attorno a me persone che mi hanno accompagnato nel corso della mia esperienza automobilistica».
«Sono contento - ha detto il pilota a L’Equipe, intervistato a Parigi a margine delle premiazioni della Fia - di come procedono i lavori della nostra squadra per il 2015. Abbiamo tante idee e sono impaziente di vederle realizzate. La Formula1 ci può insegnare molto, per esempio penso alla telemetria. Anche nel ciclismo è necessaria la cura di ogni particolare perché anche nel ciclismo è sempre più difficile fare la differenza, perché i corridori sono ormai tutti dei grandissimi professionisti e i materiali sono tecnologicamente all’avanguardia».
E ancora: «Al nostro progetto lavoreranno quaranta persone, persone delle quali mi fido e che non saranno costrette a chiamarmi ogni giorno al telefono, perché il mio lavoro è e sarà la Formula 1. Di quale divisione faremo parte? Difficile dirlo, perché c’è ancora grande incertezza, ma sicuramente ci adatteremo. I corridori? Abbiamo guardato a chi sarà libero a fine 2014, con qualcuno abbiamo già parlato, con altri lo faremo. Contador? Lui ha due anni di contratto con la sua squadra. E presto incontreremo anche gli organizzatori del Tour de France per capire come muoverci e cercare di commettere il minor numero di errori possibili. La trattaiva con Euskaltel? Mi spiace che non sia andata in porto, ma eravamo troppo avanti con i tempi e avremmo corso il rischio di partire con una squadra senza qualità. Meglio far le cose per bene e partire quando siamo pronti».
caro Fernando con la telemetria non si fanno i campioni, i ciclisti non sono macchine.
attenzione...
9 dicembre 2013 05:12true
Caro Wittor,
la telemetria aiuta i campioni, ed e' cosa abbastanza comune nel ciclismo di oggi.
I campioni non si allenano piu' come nei documentari in bianco e nero che ci danno vedere su RaiSport. E nemmeno come i "campioni" degli anni 90.
Saluti
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