DANILO DI LUCA RADIATO. «Anche Di Rocco sbaglia»

DOPING | 05/12/2013 | 16:37
Condanna pesantissima: Danilo Di Luca è stato radiato. È la prima volta che il Tribunale Nazionale Antidoping sancisce una condanna di questa gravità un corridore ciclista. Di Luca era risultato positivo all'eritropoietina in un controllo effettuato il 29 aprile scorso, al rientro agonistico dell'abruzzese e alla vigilia del Giro d'Italia. Di Luca era già stato colpito da una squalifica di due anni nel 2009, a causa di una positività all'Epo Cera.

IL CONI - Questo è il comunicato ufficiale del Coni: «La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping ha inflitto la squalifica a vita a Danilo Di Luca, per violazione all’ex art. 2.1 e 2.2 del Codice WADA (art. 21.1 2.1.2 del Regolamento Antidoping UCI), ai sensi dell’art. 10.7 del Codice WADA (art. 306 del Regolamento UCI) con decorrenza dal 24/05/2013 disponendo l’annullamento di tutti i risultati agonistici da lui conseguiti successivamente al prelievo biologico del 29/04/2013.
Il TNA ha condannato il sig. Di Luca al pagamento della sanzione pecuniaria prevista dall’art. 326 del Regolamento UCI, quantificata in EUR 35.000,00 e al pagamento delle spese del presente procedimento, quantificate in EUR 850,00; oltre che al pagamento dei costi di gestione del risultato e della documentazione analitica pari a CHF 3.150,00 ai sensi dell’art. 275 del Regolamento UCI.
La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping altresì riserva per il deposito della motivazione il termine di 30 giorni».

LICCIARDO - Nella stessa sessione di lavoro, il TNA ha inflitto una squalifica di tre anni al mezzofondista Devis Licciardo, sorpreso ad utiulizzare un pene finto pieno di urina pulita durante un controllo antidoping. Inibita per 3 anni e sei mesi la fidanzata Sara Malpetti, vale a dire colei che ha acquistato il finto pene su internet e ha collaborato nell'organizzazione della pastetta.

REAZIONE - «Sicuramente non è una cosa bella non è che si è felici, era già tutto scritto, questo mi fa pensare che devo pagare per tutti». Danilo Di Luca commenta così la radiazione inflittagli dal Tribunale Nazionale Antidoping per la positività all'Epo del 29 aprile scorso, emersa durante il Giro d'Italia. Sentenza che rende il 37enne abruzzese il primo ciclista italiano squalificato a vita. «Di Rocco mi dà dello stupido? Anche lui sbaglia».




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COMMENTI
Giusto così!
5 dicembre 2013 17:22 danilo83
Più che condanna pesantissima parlerei di condanna giustissima: se la prima volta si lascia ancora un possibilità all'atleta alla seconda (nel suo caso anche terza...) ci vuole la mano pesante! Anche perché significa che la prima condanna non ha sortito alcun effetto!

Danilo

Sentenza non giusta
5 dicembre 2013 17:46 wittor
Ci vorrebbe la galera per questa gentaglia, a pensare che eri un esempio per tutti con la tua tenacia. ma va f...

mahhh....
5 dicembre 2013 20:23 noccio
Nulla da dire sulla sanzione.....poteva pensarci prima.....non mi permetto di giudicare io se sia giusto dare una seconda opportunità o radiare e farlo subito...Danilo ha avuto la possibilità di redimersi e c\'è cascato per 3 volte...mi spiace un pò per l\'uomo debole, non per il ciclista...però mi chiedo: ma tutti i vari stregoni, Medici poco medici, preparatori poco preparatori e gli spacciatori di questi "veleni" non vengono mai fuori??????ma far pagare legalmente anche sta gente oltre ai corridori???? posso provare a capire l\'omertà per non mandare sulla strada magari altra gente o intere famiglie, ma mi piacerebbe ogni tanto vedere che paga anche chi alimenta sto schifo non solo i gli atleti

5 dicembre 2013 20:42 lele
No non devi pagare per tutti! Paga per te!
Saluti!

x noccio
5 dicembre 2013 22:43 cervo2
Ottimo intervento, condivido tutto, Di Luca ha pagato giustamente le sue (gravi) colpe, ma chi ha fornito le sostanze dopanti (a lui come a Santambrogio e compagnia bella) non può rimanere impunito e pure arricchito da queste vicende!!! Basta con questa omertà, se si volesse veramente i nomi verrebbero fuori subito!!

Giusto!
6 dicembre 2013 01:20 Bastiano
Se non si vuole collaborare facendo nomi e raccontando tutto, è poi naturale una squalifica simile.
Sono d'accordissimo con la pena ma, dispiace vedere tanta classe buttata al .....

Non è il primo squalificato a vita
6 dicembre 2013 07:38 nemesi56
Di Luca NON è il primo ciclista squalificato a vita, ricordo Quagliarello, Da Ros (pena poi scontata a 8 anni, se non ricordo male),e forse qualcun altro...Basta andare sul sito della Fci per controllare.

Chi bisogna ringraziare per tutto questo?
6 dicembre 2013 13:20 Cristallo
Mi dispiace, però è andato a cercarsela.
Gli è stata data più di un'opportunità e non ha saputo giocarsela, dopotutto è un uomo e non più un ragazzino.
Certo che per colpa sua e di Santambrogio, la squadra si è distrutta e che ci è andato di mezzo sono stati i corridori.
Molti di loro sono ancora senza un contratto, anche se hanno vinto durante la stagione passata.
Purtroppo di questi tempi, se non hai uno SPONSOR in tasca o hai delle conoscenze che CONTANO nel ciclismo sei tagliato fuori, anche se sei un buon corridore.
Chi dobbiamo ringraziare ?

caro di luca
6 dicembre 2013 14:39 FORCING
Caro Di Luca non mi sei mai piaciuto come ciclista tanto meno come persona. Non hai lascito niente a questo sport . Niente.

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