Federer accusa: in calo i controlli nel tennis

DOPING | 08/11/2013 | 08:56
Non è un ciclista, ma uno dei tennisti più forti e più longevi del mondo. E tor
na a battere lo stesso chiodo sul quale ha puntato ieri Mark Cavendish. Per questo vi proponiamo questa notizia:

Roger Federer e' tornato a lamentare la scarsita' di controlli antidoping nel tennis, smarcandosi decisamente dalla posizione di Novak Djokovic a proposito dell'affare Viktor Troicki.
Interpellato sulla vicenda di quest'ultimo, sospeso 12 mesi per aver mancato un controllo antidoping, Federer ha giudicato giusta la sanzione inflitta al collega. Lo scorso 15 aprile, nel corso del torneo di Montecarlo, Troicki, dopo essersi sottratto ad un prelievo di urina, aveva posticipato al giorno dopo un prelievo di sangue, sostenendo di non sentirsi bene.
Secondo il giocatore serbo, i rappresentanti dell'agenzia antidoping non lo avevano avvertito delle conseguenze potenzialmente gravi del suo comportamento. Ed anche se il Tas, martedi', ha ridotto la squalifica da 18 mesi ad un anno, Troicki continua a ritenersi vittima di un'ingiustizia, ricevendo la solidarieta' del connazionale Djokovic, che aveva accusato gli addetti di scarsa professionalita'.
''Penso che non ci siano sufficienti controlli - ha invece replicato Federer, a margine del Masters - Io non sono stato controllato ne' a Basilea, ne' a Parigi. Ho l'impressione che siano in netto calo rispetto al passato. Nel 2003 o 2004 doveva essere successo 25 volte l'anno. Nel complesso mi fido del sistema e ritengo che siano tutti molto professionali''. A proposito di Troicki, il campione svizzero ha aggiunto: ''Sono dispiaciuto, ma se ti chiedono un campione lo devi fornire. A quel punto poco importa se ti senti male''.
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