TOUR OF OMAN. SAID HADDOU, L’EX PRO CHE E’ DIVENTATO IL NOSTRO BODYGUARD

REPORTAGE | 11/02/2026 | 09:00
di Giorgia Monguzzi

Tutto è iniziato da un mal di schiena e da dei problemi di stomaco; mi rendo conto che come incipit non è tra i migliori, ma questo è il riassunto perfetto della nostra prima giornata in Oman. Dovete sapere che nella corsa organizzata in modo superbo da Aso a noi giornalisti viene data la possibilità di seguire la gara da una macchina guardando il gruppo e i fuggitivi da vicino. E’ un’occasione speciale che ci permette di raccontare la corsa da un’altra angolazione. Nella Muscat Classic le cose non sono andate in modo proprio perfetto, il nostro autista era agitato e aveva una guida troppo sportiva che ha regalato a me un mal di schiena inaspettato e al mio collega belga un’indigestione. Il passo successivo è stato praticamente obbligato e con gentilezza abbiamo chiesto al responsabile dei media di poter cambiare autista ed è così che abbiamo conosciuto Said Haddou.


Anche qui l’approccio non è stato dei migliori, la lingua sembrava dover essere un limite invalicabile. «mi dispiace, parlo solo francese», aveva spiegato ad un collega il giorno prima, ma a noi è toccata una sorte diversa «so poco ma cercherò di parlarlo per voi» ci ha detto con la promessa di studiare il percorso e di portarci nei punti più suggestivi della tappa. È stato un inizio insolito, un cambio voluto dal destino, ma che ci ha portato a vivere in terra omanita un’esperienza speciale e soprattutto lontana da ogni tipo di pericolo. Bisogna dirlo, che potesse diventare il nostro bodyguard l’abbiamo capito subito, oltre 1.90 m di altezza, fisico da boxeur e spalle da traslocatore, poteva essere un autista come tanti, ma giorno dopo giorno abbiamo iniziato a conoscere la sua storia e ce ne siamo affezionati.


Dall’apparenza non si direbbe, ma fino a 14 anni fa Said era un atleta professionista, lo scopriamo grazie ad una soffiata di un collega che ha digitato il suo nome su google e quando gli chiediamo se sia vero ci rendiamo conto di averlo messo in imbarazzo. Il ciclismo per lui è stato un vero amore e nella sua carriera da pro dal 2005 al 2012 ha corso in formazioni come Bbox Telecom e il Team Europcar.  Iniziamo a fargli tante domande mossi da una semplice curiosità mentre lui mette le mani avanti dicendoci che non è stato un grande campione e in pochi si ricordano di lui. Sembra non aver molto da raccontare della sua carriera, eppure poco alla volta inizia a prendere confidenza e diventa un fiume in piena. Continua a ripeterci che non è nessuno, ma da professionista è andato a segno ben 5 volte ed ognuna rappresenta un ricordo speciale. Un giorno ha deciso di dire basta, di scendere dalla bici e cambiare totalmente vita, nessun ripensamento, nessun passo indietro. Dal suo ritiro il ciclismo non è neanche più stato un hobby, solo una parentesi della sua vita che custodisce con cura. Ha iniziato a lavorare in ambito immobiliare e poi grazie all’amico Thomas Voeckler è ritornato al suo primo amore, ma con il ruolo di autista.

Per Said è la prima volta al Tour of Oman, noi ci siamo già stati lo scorso anno e diventiamo automaticamente una fonte di consigli preziosi da cui lui attinge continuamente. Giorno con giorno prende confidenza non solo con la corsa, ma soprattutto con noi, sa di cosa abbiamo bisogno sia per il nostro lavoro che per il nostro benessere fisico – mentale e lui si fa in quattro per darci una mano. Ogni mattina ci accoglie con un sorriso gigantesco e mentre in zona partenza siamo impegnati con le interviste, lui ripassa il percorso per trovare i punti migliori. «Il menù di oggi prevede queste fermate» ci dice scherzando mostrandoci la cartina, intanto noi montiamo in macchina e ci buttiamo nella corsa a tutto a gas. La sua guida è tranquilla, quando c’è un dosso in lontananza ci avvisa, rallenta e lo affronta solo quando è sicuro che tutti abbiamo messo in salvo i nostri computer. Per lui è una cosa strana vedere dei giornalisti intenti a schiacciare tasti il più velocemente possibile, ci fa domande sul nostro lavoro, è curioso, ma capisce subito che nel tratto di trasferimento dopo la tappa verso l’hotel abbiamo bisogno di essere lasciati in pace. Appena scopre che siamo Italiani ci dice con orgoglio che il Giro l’ha corso nel 2009 e nello stesso anno ha completato il Tour, ha ricordi bellissimi dell’Italia in particolare della tappa con arrivo a Milano in cui chiuse in nona posizione. «E’ stato bellissimo anche se dopo il Giro ho preso 4 chili, ogni sera ci portavano un sacco di cose da mangiare e non potevo dire di no» ci dice scherzando. E’ da tanto che non visita il nostro Paese, gli piacerebbe ritornarci, magari come autista ad una corsa o semplicemente in vacanza. Intanto con orgoglio ci dice che dopo il Tour of Oman andrà diretto al Tour de la Provence dove avrà come ospite l’ex calciatore italiano Fabrizio Ravanelli e non vede l’ora di incontrarlo.

Il Tour of Oman è in pieno fermento, la fuga di giornata si completa e noi ci fermiamo ad aspettarla, vediamo il gruppo e poi lo risaliamo al doppio della velocità cercando di capire cosa gli atleti si stiano dicendo. Said si muove con destrezza aspettando il via libera dei giudici e dei direttori di corsa, poi a tutto gas fino alla prossima sosta. Gli altri colleghi intanto sono bloccati nel traffico, ci sono stati incidenti, hanno sbagliato strada, in questo Tour of Oman è successo praticamente di tutto eppure nulla ci ha mai riguardato. In ogni momento complicato abbiamo trovato in Said non solo un autista fenomenale, ma un compagno di viaggio che non ci ha fatto mancare niente. Appena vedeva che non dovevamo lavorare prendeva coraggio e ci raccontava un altro pezzetto della sua vita, in un attimo la situazione si ribaltava ed era lui a farci domande tentando di imparare qualche frase in italiano. Ieri mattina abbiamo trovato per caso un articolo su Le Monde che lo riguardava, quando il collega belga gliel’ha mostrato Said si è imbarazzato perché è la sua unica intervista. La data è quella del 2009, periodo di Tour, e nel pezzo si parla di lui come il primo ciclista di origine araba a partecipare alla Grande Boucle dal 1954. «Mi ricordo il giorno di quell’intervista, ero in camera a dormire dopo una tappa devastante quando mi hanno chiamato dicendomi che c’era un giornalista che voleva parlare con me. Credevo fosse uno scherzo, dovevano aver sicuramente sbagliato persona e cercavano Voeckler, invece era tutto vero. Non ero per nulla preparato, era la prima volta, ma quel giornalista mi ha detto di stare tranquillo» ci ha raccontato Said tra una risata e l’altra spiegandoci come l’incontro con quel giornalista continui a rappresentare il suo piccolo momento di gloria. Più volte gli chiediamo se il ciclismo gli manchi, lui ci risponde regalandoci un altro tassello di quegli anni della sua vita, sembrano così lontani nei suoi ricordi, appartengono a quel ciclismo fatto di legami e di leggende. Con molti dei suoi compagni di squadra francesi è rimasto in contatto, Thomas Voeckler è uno dei suoi più cari amici, ma ricorda in modo speciale anche gli italiani Matteo Pelucchi e Davide Malacarne.

Vorremmo ascoltare Said per ore e perderci nelle sue storie, ma la corsa prosegue e non aspetta nessuno. Il gruppo sfreccia davanti a noi e lui assiste al passaggio a bordo strada appoggiato alla macchina numero 12, ci fermiamo ad osservarlo mentre con sguardo sognante scruta i corridori. Ci chiediamo cosa stia passando per la sua mente, forse sta rivivendo quella parte della sua vita o forse l’ha semplicemente messa da parte per sempre. Intanto oggi con l’ultima tappa del Tour of Oman sarà purtroppo il tempo di salutarlo. Non so se ci capiterà di incontrarlo in futuro, forse per una corsa o chissà, ma sappiate semplicemente che se ogni giorno avete potuto leggere su questo sito qualche articolo omanita è anche per merito suo.


Copyright © TBW
COMMENTI
sconosciuto
11 febbraio 2026 19:18 titanium79
Nome che penso pochi ricordano. In tutta onestà

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Domani si disputerà la prova a cronometro del Campionato del Mondo e il grande favorito è senza dubbio Remco Evenepoel. La nazionale belga ha allestito un gruppo competitivo e compatto a Bromont, dove la squadra si è radunata nei giorni...


Una squadra WorldTour vale più di una Continental? Se parliamo di struttura, budget, profondità dell’organico e organizzazione, la risposta è quasi scontata. Ma la domanda cambia completamente quando si prova a misurare quanto vale davvero la formazione che quella squadra...


Nell’ambito della promozione del valore educativo, formativo e sociale dell’attività motoria e sportiva, nonché del diritto allo studio e del successo formativo delle studentesse e degli studenti impegnati in attività sportive di rilievo nazionale,...


Secondo giorno e seconda volata al Tour of Huangshan 2026, corsa in cui, dopo il trionfo 24 ore fa di Daniel Cavia, ad imporsi allo sprint è stato il ventiduenne Lauri Tamm. L’estone, approdato a inizio settembre al China Anta-Mentech Cycling...


La nuova capsule “THE ACE”del brand fiammingo Van Rysel basata sulla RCR-G vede la luce ufficialmente al festival Sea Otter Europe e mette in mostra prestazioni di altissimo livello: questa bici viene fornita di serie con doppio set di ruote per...


Saranno 138 corridori, di 17 nazionalità e 20 squadre, a disputare domani il Gran Premio del Lazio organizzato da Terenzi Sport Eventi, con gruppo in movimento alle 12 in punto da Fiuggi, partenza ufficiale alle 12.20 e traguardo finale ad...


Domenica il Giro di Campania non attraverserà soltanto cinque province. Attraverserà anche le biografie di chi, su quelle strade, è cresciuto da corridore. Ivan Toselli è uno di loro. Insieme a Giuseppe Sciarra e Michele Pascarella rappresenterà quella componente campana...


Il Groupama-FDJ United Cycling Team annuncia la partenza di Julien Pinot, Responsabile della Preparazione, al termine della stagione 2026. Dopo quindici stagioni con la squadra, Julien ha espresso il desiderio di voltare pagina e fare un passo indietro. È una...


Posizioniamo il calendario un po’ – un po’ tanto in verità – all’indietro per ricordare il corridore, specialista del ciclocross soprattutto, Lucio Colzani. È nato a Rogeno, ora in provincia di Lecco ma, quel tempo, apparteneva a Como, il 20...


Il Gran Premio del Lazio di oggi e il Giro di Campania di domani avranno un prezioso collaboratore in meno. Il servizio Racing Service, gestito da Raul Turchi e Giovanni Callegati,  piange infatti la scomparsa di Marco Ravella, 63enne parmigiano di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra