È stato uno Scaroni piglia tutto in Oman, tappa regina a Green Mountain, maglia a punti, classifica a squadre ma soprattutto vittoria finale, un trionfo totale in cui mancava soltanto l’inno italiano per completare l’opera, Cristian ci ha creduto dal primo giorno, aveva una squadra praticamente perfetta, ha mantenuto la calma, ha combattuto il caldo (che era il suo grande tallone d’Achille) ed ha messo a segno il decimo successo della carriera.
«Per me non è stato facile affrontare Green Mountain, le salite così lunghe non sono molto adatte alle mie caratteristiche e sicuramente Yates era il favorito. Quando mancavano circa 1,5 km proprio Adam ha accelerato e io sono andato un attimo in difficoltà, ma ho sempre mantenuto la calma grazie al prezioso aiuto del mio compagno Cristian Rodriguez. L’obiettivo era quello di prendere la maglia di Leader, ieri avevamo fatto tutti i calcoli e sapevamo quanto potevamo perdere e così inizialmente abbiamo lasciato andare Plapp che era scattato, ma non riusciva a guadagnare abbastanza. La vittoria è stata totalmente inaspettata e devo dire che è bellissimo, il secondo posto di due giorni fa mi aveva lasciato l’amaro in bocca e quindi questa mattina sono partito molto aggressivo, volevo la mia rivincita. » racconta christian che dopo il traguardo ha lanciato un urlo liberatorio e si è lasciato andare all’emozione. I compagni che sono arrivati poco dopo si sono stretti in un lungo abbraccio, Ulissi, Fortunato e anche tutti gli altri membri italiani dello staff hanno celebrato con lui quella vittoria storica.
Christian aveva una forma impeccabile, ha vinto non solo con le gambe ma soprattutto con la testa, ha mantenuto la calma e ha seguito i preziosi consigli di Diego Ulissi che conosceva molto bene la salita di Green Mountain «Diego conosceva molto bene la salita, l’ha fatta diverse volte e anche ieri sera mi ha consigliato come affrontarla: se Adam Yates fosse partito io non dovevo fare nessun fuori giri, ma salire del mio passo. Per me è un compagno di squadra veramente prezioso, è una specie di leggenda, ha molto da insegnarmi e io apprendo in fretta. Da quando è arrivato in squadra è sicuramente cambiato qualcosa, eravamo in camera insieme e da quel momento il mio approccio alle corse è stato differente, ora riesco ad essere veramente competitibvo» prosegue Christian confermandoci proprio quello che il toscano ci aveva raccontato qualche giorno fa in occasione della vigilia della gara. L’anno scorso con il suo arrivo nel team XDS Astana è scattato qualcosa, i ragazzi sono diventati dei veri vincenti, hanno iniziato a prendere il largo ed ora sono diventati implacabili.
Abbiamo dovuto aspettare 10 anni per vedere trionfare un italiano nella classifica finale del Tour of Oman, il primo ed unico a riuscirci era stato Vincenzo Nibali nel 2016 e sembrava proprio che dovessimo attendere ancora. La vittoria di Scaroni ci fa strappare una risata davanti al destino perché fin ad una settimana fa Chrisitan in Oman non doveva nemmeno venire. I piani erano altri, per lui che soffre molto il caldo non era proprio l’ideale il buttarsi a capofitto negli oltre 30 C° della penisola Arabica. Invece il bresciano non solo si è presentato al via, ma ha anche lasciato il segno
Intanto dopo nemmeno un mese di gare la lotta interna al Team XDS Astana tra gli atleti italiani è ufficialmente iniziata. Matteo Malucelli ha già vinto ad Alula e Christian Scaroni è salito a quota tre, gli altri devono iniziare a rincorrere.
Potrete sentire l'intervista completa a Scaroni nella prossima puntata di blablabike