NESPOLI, GRANDE INIZIO DI STAGIONE: «CRESCO GIORNO DOPO GIORNO, MA DEVO RIMANERE SERENO»

INTERVISTA | 11/02/2026 | 08:32
di Carlo Malvestio

La MBH Bank Csb Telecom Fort si è già sbloccata quest’anno, vincendo una tappa al Tour of Sharjah, negli Emirati Arabi. «È una corsa 2.2, non la posso considerare una vittoria da professionista» ha ammesso il diretto interessato, il vincitore, Lorenzo Nespoli, che da quest’anno fa ufficialmente il salto nei grandi. 


Per il 21enne di Giussano è di fatto già il quarto anno alla corte di Antonio Bevilacqua, per cui anche se da U23 è diventato pro, lo step non è poi stato così ampio. Lo staff lo conosce alla perfezione, buona parte dei compagni di squadra anche: «In effetti son passato professionista e non me ne sono nemmeno accorto, forse lo capirò meglio quando sarò al via della Strade Bianche invece che al Palio del Recioto» ha scherzato il brianzolo. 


Nespoli ha la battuta facile; a Budapest, durante la presentazione ufficiale del team, era l’anima della festa, scherzava con compagni e direttori sportivi. Il carisma non pare mancargli: «Amo divertirmi e non sopporto avere intorno a me persone incazzate o tristi. Quindi cerco di strappare un sorriso a tutti, solo così credo si possa creare un gruppo forte. Proporre un team building a Budapest? Meglio di no va là, finisce male… (ride, ndr)».

In bici, però, non scherza, come ha dimostrato alla prima uscita stagionale. Allo Sharjah ha vinto una cronometro di 10 km, anche se lui alle pianure desertiche preferisce le grandi salite: «Sono andato allo Sharjah per ritrovare subito confidenza con le gare visto che nel finale dello scorso anno avevo corso davvero poco - ammette ancora Nespoli -. È stato un bel test, peccato per la seconda tappa in cui ho fatto un errore e son finito fuori classifica, ma poi ho fatto 3 giorni su 5 sul podio e come squadra siamo andati molto bene. Non mi aspettavo di vincere a cronometro, anche perché erano 10 km totalmente pianeggianti, ma è stata la conferma che la gamba girava bene. Iniziare così ti dà tranquillità e soprattutto ti dà garanzie su come hai lavorato. Ho ritrovato quella fame e voglia agonistica che avevo un po’ smarrito nel 2025. Più le corse son dure più sono a mio agio, le salite lunghe son quelle che amo di più, ma in pianura comunque mi difendo bene. Non sono uno scattista, soffro i cambi di ritmo, e in volata finisco quasi sempre ultimo, un po’ perché sono lento e un po’ perché le imposto male. Ma ci sto lavorando, devo migliorare».

Parlandoci appare chiaro di quanto abbia sofferto la stagione passata. Ha vinto il Palio del Recioto, battendo un certo Lorenzo Finn, ma per il resto è stata una lotta contro sé stesso. «L’anno scorso non è andato come volevo, ho faticato, più mentalmente che fisicamente, e mi sono fatto un po’ sopraffare dallo stress. Questo inverno ho cominciato a lavorare su me stesso e cercare quella serenità che un po’ mi è mancata, circondarmi delle persone giuste, sono stato in Spagna diverse settimane con Pavel Novak e ora mi ritrovo con una condizione fisica che non avevo mai avuto prima».

«Sono sicuro di dover e poter crescere ancora molto, però sento di essere già molto diverso rispetto a quello dello scorso anno. Ho trovato l’equilibrio giusto, devo continuare a lavorare su me stesso come fatto finora».

Anche perché colpi e istinto ha dimostrato ampiamente di averli. Non solo il Recioto, nel 2024 era stato anche il miglior scalatore del Giro Next Gen. La squadra crede in lui e lo schiererà a Vuelta a Andalucia, forse Strade Bianche, Milano-Torino, Settimana Coppi&Bartali, e poi forse anche Tour of the Alps e Giro di Ungheria. «Ma il mio sogno, senza alcun dubbio, è correre e un giorno vincere Il Lombardia. Quello con arrivo a Como però, sulle strade dove mi alleno sempre».

Di lui se ne parla poco, ma tra i giovani italiani è sicuramente tra quelli per cui vale la pena avere un occhio di riguardo. «Sottovalutato? Ma no, non ho fatto ancora nulla. Quando i ragazzi della Giussanese mi chiedono l’autografo mi sento a disagio, e pure quando mi scrivono su Instagram. Facciamo qualcosa di buono e poi si vedrà».

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