LA SALVEZZA DELLO STRAPAESE

TUTTOBICI | 09/10/2013 | 08:58
Possibile che lo sport che sta occupando con eventi e personaggi davvero tut­to il mondo infligga ai suoi tifosi, e specialmente a quelli più storici e caldi, una punizione co­sì perfida come un mese abbondante senza grandi gare? Parlia­mo del ciclismo, siamo appena usciti dal vuoto quasi pneumatico fra la fine del Tour, 21 luglio, e l’inizio della Vuelta, 24 agosto. Parliamo soprattutto del ciclismo italiano, che ha vissuto un Tour de France davvero disastroso, un solo palliduccio successo di tappa (Trentin), il mi­glior piazzato in classifica generale Davide Malacarne quarantanovesimo a 1.44’50” da Froo­me, e tutti a fare finta che il ter­zo posto di Moreno Moser all’Alpe d’Huez sia stato grande cosa, quando si è trattato di una fuga non riuscita (il ragazzo si era trovato primo e solo senza neanche fare troppa fatica) per sbaglio di valutazione delle for­ze. Un Tour senza nostri velocisti davvero in palla, senza tracce di Cunego che pure ha vinto un Giro d’Italia e non nel millennio scorso, un Tour seguito bene dalla Rai che però troppo spesso si è trovata a fare archeologia o a friggere aria.

Finito il Tour, che fra l’altro in Italia è stato seguito soltanto in redazione, nel senso di davanti alla televisione, anche da grossi giornali, rinunciando cioè all’inviato speciale, siamo rimasti senza ciclismo, tutti intorno all’osso Nibali impegnato a sfamarci di promesse per la Vuelta, il Mondiale su strade italiane, soprattutto il prossimo anno. Così tanto im­por­tante per il nostro ciclismo, questo Nibali, che ci si è di­men­ticati di chiedergli del Kaza­ki­stan, lui che è sotto ricco contratto con la Astana, la squadra col nome e i soldi della capitale dello stato dittatoriale al centro della nota diatriba politica per una sciagurata espulsione. La televisione intanto impazzava sui raduni delle squadre di calcio, offrendo ore e ore a servizi poveri di sostanza e ricchi solo di fumo. Senza Olimpiade, sen­za Mondiali di calcio, con i Mon­diali di atletica in agosto a Mosca già slombati dalla scoperta del doping nello sprint di Usa e Giamaica, con vicini alla fine del Tour appena i Mondiali di nuoto, e però con una Pellegrini dimessa (c’era spazio, eccome), si è trattato di una sorta di di­giu­no, specie per chi considera gli imperversanti sport dei mo­tori come asettiche faccende fra macchine ben più che fra uomini.

Quella che anche su queste colonne, e in questa ru­bri­ca, fu tempo fa una nostra proposta magari soprattutto matta e chissà se anche divertente per portare il ciclismo dell’estate nelle località balneari, ci pare diventi adesso una quasi urgenza, da affrontare con serietà. Tenere fermo praticamente tutto il ciclismo italiano nei mesi del sole è davvero uno sciupìo. Non offrire agli sponsor, che già sono pochi e stentarelli, una ribalta speciale può di­ventare criminoso. Non dare ai nostri pedalatori occasioni di pe­dalare, dunque occasioni di lavoro. è sicuramente folle.
Non dovrebbe essere troppo dif­ficile trovare i soldi per organizzare una serie di circuiti, che non stravolgano la situazione del traffico ma al massimo occupino per un poco qualche lungomare, con una classifica finale generale. Una specie di trofeo dell’estate, 2014 ormai: se ha avuto successo il beach volley ci sono possibilità per tutti, davvero. Magari, di contorno alla gara  con i corridori veri, una serie di confronti, anche sulla cyclette, tra i villeggianti e perché no i professionistti, con premi divertenti, in tono con la stagione del­le vacanze, delle ferie. Ri­schiando, se non la scoperta di qualche talento, perlomeno la nascita di qualcosa di simile all’emulazione.

Una faccenda da strapaese? Sì, ma meglio, molto meglio che niente. La co­sa giusta probabilmente necessaria per un ciclismo che c’era una volta e adesso non c’è più, e che non può nutrirsi di ricordi. Siamo diventati piccoli, forse soltanto perché è cresciuto il mondo intorno a noi: vogliamo dire che il ciclismo di Italia, Fran­cia e Belgio, per noi un Ni­ba­li e una ipotesi su un neo­Mo­ser potevano bastare. Adesso le nostre misure devono essere prese nei riguardi di tutto il re­sto del mondo, e già ci va bene che per ora non ci sono gli arrivi in massa dei cinesi, degli indiani, degli africani, intanto che i colombiani rappresentano sempre meglio l’America Latina, e finiranno per trainarla.

Gli stessi nostri corridori po­trebbero e dovrebbero prestarsi al gioco. Che è poi il gioco della sopravvivenza. Al mare, ai monti, ai laghi: raccontando, raccontandosi. E pedalando, ovvio. Hanno del fa­scino, il Giro degli italianuzzi ri­chiama ancora la nostra gente. Un tempo avevamo tanto ciclismo trionfale,  i bambini facevano gare a ciclotappo sulla spiaggia, i pedalatori erano degli dei o quasi. Adesso le cose sono cam­biate, uno sport divistico, ric­chissimo, vetrinistico, telegenico, estremo in maniera magari fasulla ma di sicura presa (assai più estremo certo ciclismo, ma ormai ci ha abituati tutti troppo bene..) propone personaggi di cartapesta molto ma molto bene dorata. Piccole beghe di calciatori diventano casi internazionali. Mostruoso di mezzi (anche chimici) e senza scrupoli, questo sport  si mangia cervelli e cuori.
Il ciclismo non ha i mezzi per combattere contro la spettacolarizzazione magari fasulla ma sempre spinta di tanto altro sport, comodo per le telecamere, senza problemi di spostamenti a largo raggio, uno sport da studio televisivo, ecco. Il ci­clismo ha ancora la poesia, arma umile, ultima. Da recitare rivamare, appunto.

di Gian Paolo Ormezzano, da tuttoBICI di settembre
Copyright © TBW
COMMENTI
Tutto esatto!!!
9 ottobre 2013 10:35 magico47
Caro Ormezzano,..."il male viene da lontano",ci faccio la rima come mia consuetudine,è da 30 anni ed oltre che lotto per una maggiore visibilità per questo sport meraviglioso,NON è che mandando in onda il cilcismo in differita e corse...del 1800.... si vuol far capire ai tifosi che la TV parla di ciclismo,solo le menti ottuse vengono ingannate da questa meschina vergogna dove la TV da oltre 30 anni ci propone.Chi si contenta di questo Ciclismo è "fuori strada"...

Un Tifoso di quelli sempre in prima fila.

Loriano Gragnoli nel Ciclismo dal 1971
--------------------------------------

innovazione
9 ottobre 2013 11:10 bernacca
bella idea quella dei circuiti nelle zone balneari! anzi, grande idea! ho solo un paio di dubbi: costi e chi partecipa. Forse il problema è direttamente proporzionale, se corre Sagan e Cancellara i costi sono alti, se partecipa Pirazzi o Sella (senza offesa ..anzi) i costi sono altri, ma la visibilità x gli sponsor , xchè si farebbe solo grazie a loro, sarà limitata.
Però l'idea rimane e sarebbe da sviluppare con una specie di circuito... quasi quasi la sviluppo io. :)

Proposta
9 ottobre 2013 13:09 cimo
Ma perchè invece di inventarci pseudo-corse a bordo mare non recuperiamo tutte quelle corse storiche nel tempo scomparse? tipo Giro di Campania, Giro di Puglia, Giro di Sardegna, Sassari -Cagliari, Giro dell'etna, Trofeo Pantalica, Trofeo dello Scalatore, Giro della Provincia di Reggio Calabria, Giro del Veneto e le tante altre che ora non rammento??

giro del veneto
9 ottobre 2013 13:36 bernacca
io ti potrei raccontare qualcosa sul giro del Veneto, ma meglio che stia zitto! conviene creare qualcosa di nuovo credimi , e lo dico a malincuore

x Bernacca
9 ottobre 2013 16:43 cimo
aldilà di quello che lei possa sapere sul giro del Veneto non credo sia una cattiva idea recuperare tante corse storiche sparite negli ultimi anni, non crede? se poi se ne creano anche di nuove ancora meglio, la realtà è che purtroppo ne spariranno ancora altre....a vantaggio di corse nel deserto....

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tour de Serbie 2026 si apre con una vittoria di un corridore di casa, in maglia nazionale: Ognjen Ilic trionfa nel brevissimo prologo di 2, 3 km corso nella cittadina di Pozarevac anticipando di pochi decimi il polacco Michal...


Mattia De Marchi mette la propria firma sulla Serenissima Gravel disputata oggi a Tezze sul Brenta, in provincia di Vicenza. L'ex professionista veneziano ha conquistato il successo grazie a un'azione solitaria che gli ha permesso di tagliare il traguardo...


Jonathan Milan si gode la maglia iridata, la medaglia d'oro e un record davvero impressionante: «Dire che sono molto contento è poco. Era un obiettivo della stagione rientrare su pista in questa maniera, non solamente nell'inseguimento individuale, ma anche nell'inseguimento a...


Mick Van Dijke (Red Bull - Bora - Hansgroe) si aggiudica la terza tappa dell'Eneco Tour 2026 davanti a Victor Campenaerts (Visma - Lease a Bike), che diventa il nuovo leader della classifica. Si tratta della prima vittoria da professionista...


Se ne parnlava da settimane e ora il cambio di maglia diventa una realtà per Richard Carapaz: il corridore ecuadoriano,   già campione olimpico e vincitore del Giro d’Italia, lascerà la EF Education Easypost per vestire nei prossimi tre anni...


Podio tutto neerlandese nella Sittard / Watersley, terza tappa dell’Eneco Tour Women 2026. Femke Markus, 29enne della SD Worx Protime, si è messa alle spalle la leader della classifica generale Lieke Nooijen (Visma Lease a Bike) e la 23enne Maud...


Jonathan Milan campione del mondo dell'inseguimento al termine di una guiornata straordinaria. Il gigante friulano ha letteralmente dominato la finale contro il danese Frederik Madsen: dopo aver stabilito il record mondiale in qualificazione, Milan ha pedalato anche iun finale per...


L'Union Cycliste Internationale (UCI) e la Federazione Ciclistica Saudita annunciano che i Campionati Mondiali UCI di Ciclismo Urbano 2026, previsti a Riyadh, Arabia Saudita, dal 3 al 7 novembre, non si svolgeranno. L'evento doveva riunire i migliori ciclisti del mondo...


L'imprenditore Valentino Sciotti, che con la sua Vini Fantini è da anni impegnato come sponsor del ciclismo professionistico, interviene nella discussione sul ranking mondiale, le classifiche, sul ruolo e sull'importanza delle formazioni ProTeam. La sua è una riflessione preziosa, che...


Se le temperature scendono ma non cala il vostro desiderio di pedalare in libertà, vi servirà un capo che sappia fare la differenza per voi. Q36.5 ha appena presentato la Vampire Hooded, una nuova giacca tecnica invernale con balaclava integrato sviluppata integralmente...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra