Giro 2014, una corsa bellissima nel nome del Pirata
GIRO D'ITALIA | 01/10/2013 | 09:28 Una settimana nella realtà dei Campionati del Mondo per capire quale sia la caratura internazionale del nostro ciclismo ma anche per serrare le fila tra gli addetti ai lavori in merito al percorso del prossimo Giro d¹Italia, quello del 2014, che verrà presentato lunedì 7 ottobre a Milano, il giorno dopo la disputa del Lombardia.
RICORDI. Eccolo, è bellissimo ed equilibrato, con due sole piccole pecche. La prima è di ordine economico, viste le difficoltà del nostro Paese: gli organizzatori sono stati costretti ad accettare le congrue offerte dall’Irlanda (sia Eire che “del Nord”), sistemando proprio lassù la partenza in rosa e l’effettuazione delle prime tre tappe; la seconda, cui la Rcs porrà rimedio strada facendo, riguarda l’assenza di una sede di tappa toscana, proprio nel centenario della nascita di un grande d’Italia, il fiorentino Gino Bartali, da Ponte a Ema, addì 18 luglio 1914. Ci sarà comunque un giorno del Giro dedicato all’Uomo di Ferro, magari su una delle vette dove il toscano scatenò la sua grinta, possibile sul Tonale durante il terzo e ultimo riposo, lunedì 26. In compenso, a dieci anni dalla morte, sarà onorata (e più volte...) la memoria dell’ultimo scalatore insigne del nostro pedale, Marco Pantani: a lui andrà il pensiero soprattutto nei giorni del Monte Carpegna (l’arrivo è a Montecopiolo), di Oropa e di Montecampione.
AVVIO. Si parte dall’Irlanda del Nord, come accennato, con una due giorni a Belfast, un tempo tristemente nota per le violenze politiche e religiose che provocarono la morte di 1.500 persone tra il 1969 ed il 2001. Ecco la prima novità: si parte un giorno prima del previsto (venerdì 9 maggio) e con una cronosquadre, in un primo tempo programmata come primo test dopo il rientro in Italia, a Bari. A Belfast contro le lancette e ancora a Belfast il giorno dopo, ma in linea. Quindi da Armagh a Dublino, nell’altra Irlanda, l’Eire. Lunedì il primo dei tre riposi straordinariamente concessi dall’Uci. E ripresa delle ostilità martedì 13 dopo trasferimento aereo sino in Puglia.
RISALITA. Eccoci alla seconda parte: Bari-Taranto, anche per solidarietà con i lavoratori dell’Ilva; poi la Taranto-Viggiano, verso la Val d’Agri (Pz), e arrivo in salita, ma affrontando soltanto l’inizio dell’ascesa che porta al Santuario della Madonna. Altra ricorrenza il giorno dopo, dalla campana Sassano a Montecassino, a 70 anni dal bombardamento da parte degli alleati nella Seconda Guerra Mondiale. La Frosinone-Foligno dovrebbe essere per velocisti, la Foligno-Montecopiolo proprio no, perché appena prima dell’arrivo si scalerà il Monte Carpegna, la salita cara a Pantani, che lassù testava la propria condizione. Ancora ruote veloci allertate da Lugo a Sestola, quindi il secondo riposo nelle zone del terremoto emiliano. Ripartenza da Modena verso Savona, con l’ultima parte impegnativa a ridosso del Mar Ligure. E da lì verso un’... ubriacante cronometro individuale.
VINI. È la Barbaresco-Barolo, sfida contro il tempo e contro i piaceri di Dioniso. Siamo nelle terre degli ammalianti vini rossi piemontesi, mentre il giorno dopo, venerdì 23, si pedalerà da Fossano a Rivarolo, vista l’impossibilità logistica di spingersi più in su, sino al Vajolet, ancora inviolato dalla Corsa Rosa. Peccato, ma lo spettacolo degli scalatori sarà garantito per il giorno dopo, da Valdengo alla seconda salita cara al Pirata, quella di Oropa, teatro di uno straordinario recupero da parte di Marco nel Giro ’99: incidente meccanico all’inizio della salita e sorpasso di 49 uomini che se l’erano data a gambe all’avanguardia. Ma primo al Santuario fu l’uomo della bandana. L’indomani, dunque exploit domenicale, si poetizzerà con Guido Gozzano da Aglié a un’altra salita che ricorda ancora il Pirata: quella di Montecampione, dove il romagnolo stroncò le residue resistenze di Pavel Tonkov verso la conquista del Giro ’98, che sarebbe stato poi doppiato dal Tour in giallo.
FINALE. Ultimo riposo, ancora di lunedì, prima del grande finale: martedì si “recupera” la Pontedilegno-Val Martello non disputata quest’anno per il maltempo, con Gavia e Stelvio prima dell’inedita erta conclusiva; poi verso la patriottica Vittorio Veneto partendo dalla trentina Sarnonico; quindi la cronoscalata Bassano-Monte Grappa che ha avuto la meglio su quella di Plan de Corones pur essendo stata programmata in origine per il 2015, a cento anni dallo scoppio della Grande Guerra. Siamo alla resa dei conti, perché sulle incantevoli vette friulane sabato 31 si deciderà il Giro: due ascese impegnative e poi all’arrivo ci sarà lui, sua maestà lo Zoncolan, a emettere il verdetto. Siamo arrivati a domenica 1° giugno, festa grande e... in rosa da Gemona a Trieste. È un Giro bellissimo e difficile, con pochi trasferimenti, se si eccettua la sfacchinata iniziale. Ma il riposo in più è garanzia di recupero. Ricorderà più volte Pantani, ma è fatto apposta per Nibali, che potrebbe correrlo pur avendo in testa il Tour. Dall’estero dovrebbero aderire Daniel Martin, Uran, Porte, Gesink, Sanchez, Evans, Hesjedal, Rodriguez, forse Horner. Ma ci sarà tempo per parlarne.
di Paolo Viberti, da Tuttosport del 1 ottobre 2013
LE TAPPE
Venerdì 9/5 Belfast-Belfast, cronosquadre Sabato 10/5 Belfast-Belfast, in linea Domenica 11/5 Armagh-Dublino
C'è qualcosa che non quadra nelle anticipazioni di Viberti.
-La tappa pugliese dovrebbe essere Giovinazzo-Bari e non Bari-Taranto.
-Sassano-Montecassino: Google Maps mi da che la via più breve per raggiungere le 2 località, senza autostrada, è di 274 km...non mi sembra fattibile! un via da Salerno, può essere più breve
-La tappa del 21 maggio parte da Collecchio e non da Correggio.
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