Presidenza UCI, l'Europa si schiera con Cookson

UCI | 15/09/2013 | 14:21
Il primo round lo vince Cookson, ma McQuaid è tutt'altro che sconfitto. L'asseblea straordinaria della UEC, riunitasi stamane a Zurigo, ha votato per il prossimo presidente dell'Uci: 27 voti sono andati a Cookson, 10 a McQuaid. I 14 delegati europei chiamati a votare a Firenze il prossimo 27 settembre, hanno così avuto mandato di esprimersi a favore di Cookson, ma sappiamo bene che nel segreto dell'urna la matita può... scivolare sull'altra candidatura.

In totale saranno 42 i grandi elettori che si esprimeranno a Firenze e l'Europa è il primo continente che ha dato mandato ufficiale ai suoi rappresentanti. Per ora Cookson può contare anche sul voto del delegato australiano e del delegato neozelandese, mentre McQuaid dovrebbe avere dalla sua parte i 9 delegati asiatici.
Devono ancora schierarsi i sette delegati africani, i nove americani e il delegato delle Fiji.

Nel corso dell'assemblea, la UEC ha votato contro la risoluzione proposta dalla federazione marocchina e da quella asiatica che consente ad una candidatura di essere sostenuta da due federazioni nazionali che non siano quella di appartenenza del candidato stesso. In altre parole, hanno bocciato in toto le macchinazioni di McQuaid. Ma la strada verso l'elezione del 27 settembre è ancora lunga...
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COMMENTI
15 settembre 2013 15:33 angelofrancini
Questo giorno il ciclismo dovrebbe commemorarlo come avviene per il 25 aprile in Italia: festa della Liberazione.
Sappiamo che l’Assemblea dell’UEC (cui partecipavano 37 Federazioni nazionali) ha votato una risoluzione che impegna i 14 delegati europei, che rappresenteranno l’insieme dell’Europa al Congresso di Firenze, a votare contro l’approvazione delle modifiche statutarie all’art. 51.
L’approvazione di tali proposte di modifica dello Statuto UCI consentirebbe a McQuaid, in violazione delle normativa vigenti, di essere ricandidato alla Presidenza dell’UCI: chiaro quindi che la mancata approvazione lo vedrebbe di conseguenza escluso dal voto.
Sappiamo che la modifica di Statuto richiede, per essere approvata (art. 38/3/c Statuto UCI), una maggioranza di almeno 28 voti (due terzi del totale dei voti congressuali) sui 42 totali: quota difficilissima da raggiungere avendo il voto contrario dell’Europa, che da sola ne conta 14 (1 terzo del totale).
Sono quindi certo che all’UCI non vorranno correre il rischio di un ricorso postumo al TAS e decideranno, prima del Congresso, l’esclusione della candidatura di McQuaid, perché priva dei requisiti fondamentali richiesti.

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