Brailsford: potremmo dare i dati alla Wada, avreste le risposte
TOUR DE FRANCE | 15/07/2013 | 12:05 Christopher Froome non è mai stato controllato positivo. Nessun corridore del Team Sky è mai stato controllato positivo. Eppure il sospetto continua ad aleggiare sul team britannico, soprattutto dopo l’impresa di ieri di Chris Froome. E stamane ad Orange si è svolta una conferenza stampa dai toni duri. «È triste essere qui all’indomani della vittoria più bella della mia carriera, un momento storico, ed essere accusato di essere un bugiardo e un imbroglione. Non è cool» ha detto seccato Chris Froome, dopo aver ricordato la somma degli sforzi compiuti per preparare il Tour de France, la durezza dei suoi allenamenti, il sostegno della squadra. «Sono fiero di quel che ho fatto». Il caso Lance Armstrong ha dimostrato però come sia possibile aggirare le norme esistenti. Ed ormai è diventato di moda parlare di misure della potenza: l’ex tecnico della Festina Antoine Vayer ha calcolato per Le Monde che Chris Froome ha sviluppato una potenza di 446 watt, la stessa di Armstrong e Ullrich nel 2003. «Una performance quasi disumana» commentava Vayer. «È pseudo scienza - replica seccato Dave Brailsford, manager della Sky -. Non pubblichiamo i dati reali dei corridori perché nessuno li saprebbe analizzare nel modo giusto e perché alle cifre si può far dire qualsiasi cosa. Questo resta un segreto del nostro lavoro. Ma non posso accettare quanto è successo al Mont Ventoux: dopo cinque minuti di gioia, non ho fatto altro che rispondere a domande sul doping». E stamane Brailsford passa ad una nuova proposta: «L’idea è quella di presentare tutti i dati disponibili di ogni nostro atleta ad un gruppo di esperti. La Wada sarebbe l’organismo ideale: a loro daremmo tutti i dati sulla potenza, sui valori sanguigni, sul peso e quelli di tutti i nostri allenamenti. Potrebbero esaminare, valutare, considerare: e questi esperti potrebbero dirvi se siamo credibili o meno». E Chris Froome potrebbe respingere definitivamente le accuse di chi lo paragona a Lance Armstrong: «Paragonarmi a Lance non ha senso - ha risposto stamani - perché lui ha barato. Io no».
Anche Armstrong e la sua squadra erano sempre perfetti ai controlli ma la verità era un'altra......qualcuno deve stare in silenzio
Ipse dixit
15 luglio 2013 17:00Melampo
«Paragonarmi a Lance non ha senso, perché lui ha barato. Io no».
Ecco, teniamoci bene a mente quest'ultima affermazione. Ne riparleremo tra un pò di tempo.
Per il Sig. Dave Brailsford: la ringrazio, ma non ho bisogno di esaminare, valutare e considerare: mi è bastato quello che ho visto Domenica, e che (purtroppo) ho già rivisto altre volte con altri protagonisti.
Il "Tempo" ..., che gran galantuomo.
Tempo al tempo.
15 luglio 2013 19:15valentissimo
Io rianalizzerei i campioni dei suoi controlli tra 6 anni e, solo allora gli darei la maglia gialla e le scuse di tutto il settore. Abbiamo visto troppe volte che il dooping sta molto più avanti dei sistemi di controllo ma, anche se lentamente questi si aggiornano ma, se non vengono utilizzati per vrificare i prelievi dei furbi che l'hanno fatta franca a che serve continuare nella ricerca? A fine Tour ci diranno che i campioni del 1998 forse, erano tutti positivi ma, tutti quegli atleti nelle interviste, erano paladini dell'antidoping.
UN CONSIGLIO
15 luglio 2013 22:14ewiwa
Senti a me amico....non li dare!!!!!!!
Stanno facendo di tutto per eliminare un altro sponsor
16 luglio 2013 00:12Berto65
Questi investono in uno sport alla deriva , vincono e per risposta vengano accusati di doping! Allora cosa dovrebbero fare secondo voi????? Io lo saprei, andare a sponsorizzare altri sport,dopo di che lamentatevi che questo sport é morto
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