Schwazer, accuse pesantissime alla Fidal e ai medici

DOPING | 19/06/2013 | 17:16
Sappiamo bene che Alex Schwazer era un marciatore tesserato per la Federazione Atletica Leggera. Ma l'inchiesta di Bolzano sta mettendo in discussione non solo una Federazione importante ma l'intero governo dello sport italiano e mondiale (basta pensare che i dottori Fiorella e Fischetto che  fanno parte della cerchia di esperti chiamati a valutare i valori dei passaporti biologici nel ciclismo). Riteniamo giusto, quindi, seguiure passo passo una vicenda i cui contorni sono ancora molto molto confusi. E sicuramente inquietanti.

Nel caso di doping che ha coinvolto il marciatore Alex Schwazer emergono pesanti accuse della procura di Bolzano contro la Federazione di atletica leggera ed il Centro sportivo dei carabinieri, colpevoli - secondo gli inquirenti (i sostituti Giancarlo Bramante e Lorenzo Puccetti) - non solo di carenze sul versante dei controlli, ma addirittura di connivenza. È quanto emerge dalle carte sulle indagini pubblicate oggi dal Sole 24 Ore. La dirigente del Settore Sanitario e Antidoping della Fidal Rita Bottiglieri ed i medici federali Pierluigi Fiorella e Giuseppe Fischetto, sono accusati di aver partecipato a "un medesimo disegno criminoso concorso a favorire l'atleta Schwazer nell'utilizzo di farmaci".

Per Michele Didoni, allenatore del marciatore altoatesino e appartenente al Centro sportivo dei CC, l'accusa è di aver "concorso nel delitto ipotizzato di commercio di sostanze dopanti, in quanto si accordava con Schwazer per l'acquisto di farmaci".
Il Sole 24 Ore riporta il contenuto di alcune mail compromettenti. Come quelle che Fiorella scambia con l'atleta alla vigilia delle Olimpiadi di Londra: "Ciao scoppiato, come sta procedendo la settimana?" E ancora: "La decisione sulla permanenza a Londra o meno spetta a te, ma ricorda che certamente alla Iaaf 'puzzera" questo tuo andar su e giù ", riferendosi alla scelta di Schwazer di non soggiornare a Londra tra le gare della 20 e della 50 km, ma fare avanti e indietro con la Germania. E nel post scriptum aggiunge: "Se fai qualche stronzata, ti taglio le palle". "Posso giurare che non ho fatto niente di proibito... - la risposta di Schwazer - Sono altoatesino, non sono napoletano".

Per i sostituti di Bolzano "sì può ritenere che il Dott. Fiorella sia pienamente consapevole dell'utilizzo nel corso degli anni di pratiche di doping da parte dell'atleta".
Ma anche Fischetto avrebbe saputo che Schwazer si dopava. Informato il 4 aprile 2012 dal responsabile dell'antidoping della Iaaf, Thomas Capedeville, sull'esito di un test a sorpresa, aveva risposto: "Ciao Thomas, assolutamente sicura manipolazione. Ci metto le mani sul fuoco. Dobbiamo seguirlo molto da vicino... Non ci sono dubbi".

Eppure "nel corso delle indagini - scrivono i magistrati - non sono emersi elementi dai quali risulta che l'indagato Fischetto abbia segnalato agli organi competenti del Coni la necessità di effettuare controlli ematici e antidoping nei confronti del marciatore, così come obbligo giuridico a lui incombente nella sua qualità di sanitario della Fidal e della Iaaf".

Sempre secondo quanto riporta il quotidiano, i carabinieri hanno scoperto che Schwazer negli anni si era costruito il proprio profilo ematologico personale, facendosi testare autonomamente. I dati che ne emergono hanno portato gli inquirenti a concludere che il marciatore aveva avuto un rapporto con il doping da prima della vigilia di Londra, non potendo escludere che "già durante la preparazione per i Giochi Olimpici di Pechino 2008 (e forse ancor prima), sia stato sottoposto a trattamenti farmacologici o a manipolazioni fisiologiche capaci di innalzare considerevolmente i suoi valori ematici". (ANSA).


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COMMENTI
Mah
19 giugno 2013 19:44 Ruggero
Sorpresona!!!!!!!!!!
Andate a leggervi il libro di Sandro Donati...........

fuoritema
19 giugno 2013 22:39 FORCING
QUANDO MI COLLEGO A QUESTO SITO GRADIREI LEGGERE SOLO NOTIZIE INERENTI AL MONDO DEL CICLISMO . A VOLTE MI SEMBRA DI ESSERE COLLEGATO A TUTTODOPINGWEB.

fuori tema?
19 giugno 2013 23:31 fedaia66
fino ad un certo punto...con Pellizotti le stesse persone furono solerti.
qua hanno addirittura coperto...

ok, e allora?
20 giugno 2013 07:57 The rider
Caro TUTTOBICIweb, ma tutto questo cosa c'entra con il CICLISMO?
Mhaaaaaaaaa.....

Pontimau.

Parliamo di sport
20 giugno 2013 08:20 Psicologo
Credo che il libero arbitrio sia una delle conquiste più importanti per l'uomo. Il fatto che questa testata decida, in piena autonomia e responsabile consapevolezza di cio' che pubblica, di trattare temi delicati come il doping, lo trovo una dimostrazione tangibile di dare voce a un argomento che viene sempre visto come una cosa abominevole e di cui non bisogna parlare. E' sport e noi amiamo lo sport.

Non capisco
20 giugno 2013 10:09 Per89
Continuate a dire che questa vicenda non centra nulla con il ciclismo, invece centra eccome... Due delle persone coinvolte in questa vicenda e che sembra con Schwazer abbiano chiuso occhi e orecchie sono due dei massimi esperti del WADA e fanno parte della tutela della salute della FCI su nomina di Di Rocco. Il loro compito è quello di monitorare i passaporti biologici dei ciclisti e segnalare eventuali anomalie. Ora una domanda è più che lecita come mai con i ciclisti alla minima anomalia sono segnalati, mentre il marciatore italiano nonostante le anomalie continuava a correre e se non l'avessero pizzicato avrebbe fatto la 50km di marcia... Non sono coinvolti ciclisti, per fortuna, ma trasversalmente centra....

FIDAL - CONI - FCI
20 giugno 2013 11:32 Romario
Fiorella responsabile medico federale di alcune nazionali della FIDAL.
Fiorella componente della commissione medica della FCI.
Fiorella socio in affari di Posabella, medico squalificato per quattro anni dalla FCI.
Fiorella medico responsabile di un centro medico accreditato dalla FCI.
Fiorella medico che controlla i passaporti biologici dei corridori ciclisti.
Fiorella che si autosospende dalla FIDAL, ma non dalla FCI.
De Arcangelis, avvocato che rappresenta nella questione la FIDAL.
De Arcangelis avvocato, socio e tesserato di Bicitaly.
Bicitaly, società della FCI, fra i cui soci figurano molti soggetti coinvolti o coinvolgibili nella vicenda.
Quali. Presidente della FCI, ex procuratore federale FCI, numerosi componenti degli organi di giustizia che ricoprivano e ricoprono un duplice incarico in entrambe le federazioni.
Bicitaly, società che discende da un circolo romano, molto vicino al presidente del CONI Malagò.
Personaggi legati alla raccolta di capitali – esame del capello, doping mondo amatoriale – attraverso i fondi elargiti dalle commissioni governative di cui fanno parte.
Fini però lontani dalle finalità legate alla lotta al doping.
Ma di cosa parla oggi Malagò nell’intervista che ha rilasciato ai media?

a The rider e Psicologo
20 giugno 2013 11:47 angelofrancini
E\' fantastico legger alcuni commenti, vedi The rider e Psicologo. Cosa c\'entra con il ciclismo.
Vi chiedo, ma da dove venite. In vari modi sono indissolubili purtroppo.
Mi ricordo una barzelletta.
Un bimbo chiede al papà di spiegargli il significato della parola \"contemporaneamente\".
Il papà dopo averci pensato un po\', gli risponde: \"vedi ho trovato la mamma a letto con un altro uomo\".
Al che il bimbo obbietta: \" papa allora sei cor....to".
E il papà: tu \"contemporaneamente\" sei figlio di p.....

schwazer
20 giugno 2013 12:04 cimo
dice Per89 "come mai con i ciclisti alla minima anomalia sono segnalati, mentre il marciatore italiano nonostante le anomalie continuava a correre" perchè questo signorino portave medaglie sicure all'Olimpiade e a qualcuno questo faceva molto gola.......

Romario chi sei?
20 giugno 2013 12:12 ruotone
Romario cosa fai nella vita? Il pubblico ministero?
E' tutto chiaro, tranne il discorso su Bicitaly.
In effetti sul resto della concentrazione di incarichi sorgono abbastanza dubbi da far rizzare i capelli.
Mi raccomando TBW, non parlate di questa faccenda extra-ciclismo, come desiderano alcuni interessati.
Lasciamo che questi dirigenti e medici sbranino il ciclismo nel nostro silenzio.
Che sagome di gente :-)))

Ps. Credo che una testata abbia il diritto di scrivere di quel kzzo che le pare.
I lettori possono scegliere di leggere o meno. Legge del mercato.

Parliamo di Sport 2
20 giugno 2013 16:02 Psicologo
Concordo con ruotone (non ho il piacere di conoscere nome e cognome) quando scrive del diritto di una testata di scrivere ciò che ritiene opportuno e della liberta' del lettore di leggere o meno.
Nel mio precedente intervento ho parlato di SPORT e, aggiungo ora, di come parlare del problema (in questo caso il doping nello sport, in tutti gli sport) sia il primo passo per iniziare la cura. Non sono un esperto di ciclismo come il signor Francini, mi limito ad essere un semplice appassionato (di professione sono psicologo analista).
W lo sport e W il ciclismo

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