Alé alé Eulalio! Gridano a Chiavari. In verità è più di una settimana che il suo nome è sulla bocca degli appassionati di ciclismo, perché il portoghese è al momento il volto nuovo di questo Giro d’Italia al giro di boa. Oggi si va verso la città dei Campionissimi, il primo Costante Girardendo e poi il giovane Fausto Coppi che qui si mostrò come garzone prima di spiccare il volo sulla sua bicicletta.
A proposito, la bicicletta è Bianchi, italianissima come la maglia Alé. «Vedere la Maglia Rosa sulle spalle di Eulalio e del Team Bahrain è motivo di grande orgoglio per tutti noi di Alé Cycling – spiega con più giustificata soddisfazione Alessia Piccolo, CEO di Alé Cycling -. La maglia rosa rappresenta molto più di un simbolo sportivo: racconta sacrificio, ambizione, performance, spirito di squadra e passione autentica. In queste giornate il team Bahrain Victorius sta dimostrando compattezza, coraggio e una straordinaria capacità di difendere un primato conquistato con merito. Da italiani, e da partner profondamente coinvolti nella ricerca e nello sviluppo di capi tecnici ad alte prestazioni, non possiamo che emozionarci davanti a storie destinate a entrare nel racconto di questo sport».
Afonso Elualio sorride, stringe mani e firma autografi, senza negarsi per un selfie. «Non mi è mai mancato l’impegno e la voglia di soffrire e io ne ho tanta, altrimenti non sarei qui», ha raccontato nei giorni scorsi Eulalio, 24 anni, portoghese nato a Figueira da Foz, nella regione delle Beiras, tra spiagge e onde alte come palazzi. «Vengo dal mare, però da noi esiste una corsa, la Figueira Champions Classic. Io amavo la mountain bike. Poi alcuni amici hanno iniziato a dire: “Facciamo una gara, facciamone un’altra” …». Adesso non la finisce più di correre e di fare corse. Ha la maglia rosa, e a bordo strada non fanno altro che gridare Alé alé Afonso. Alé! Che poi è la sua maglia. È la sua gioia: il suo sogno.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.