Vigorelli, il disappunto del Comitato Regionale Lombardo

PISTA | 05/06/2013 | 16:14
Con riferimento ai numerosi articoli riguardanti il progetto di recupero del mitico Vigorelli, che sono apparsi negli ultimi giorni sui principali organi di stampa nazionali, il Comitato Regionale Lombardo della FCI, in pieno accordo con il Comitato Provinciale di Milano, tiene a ribadire la propria più assoluta contrarietà nei confronti dei principali tratti distintivi del progetto che ha vinto il concorso bandito nell’ottobre scorso da Palazzo Marino per la riqualificazione dello storico impianto di Via Arona, con particolare riferimento naturalmente alla soluzione della complessiva dismissione dell’originaria pista in legno del velodromo contemplata dal masterplan premiato dal Comune.

Il Presidente intende esprimere altresì il proprio personale rammarico per la mancata considerazione, da parte della Civica Amministrazione, dei puntuali rilievi di carattere tecnico, logistico e funzionale che lo stesso Bernardelli aveva avuto modo di esporre dettagliatamente all’Assessore Bisconti, in occasione di un lungo incontro istituzionale, conclusosi peraltro con la consegna di un libro e di un dossier sulla storia e le gloriose peculiarità del velodromo.

Il Comitato Regionale Lombardo della FCI, da sempre in prima linea per la difesa di questo straordinario tempio dello sport, nonché simbolo glorioso dell’identità ambrosiana, che non può evidentemente essere alterata sulla scorta di un progetto al contempo antistorico e poco rispondente alle vere esigenze degli sportivi lombardi, saluta dunque con particolare interesse e soddisfazione, condividendone i tempi, il tenore ed i contenuti, i rilievi critici mossi all’indirizzo del progetto vincitore dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici e, prima ancora, dal Ministero dei Beni Culturali, in ordine proprio all’opzione dello smantellamento della pista. Confida dunque che il Comune di Milano, alla luce anche del primo importante incontro svoltosi tra la dottoressa Caterina Bon Valsassina, direttrice regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, e l’assessora all’Urbanistica nonché vicesindaco, Ada De Cesaris, voglia rettificare complessivamente il proprio orientamento sulla questione Vigorelli, lavorando alla sua riqualificazione, secondo logiche e principi maggiormente coerenti con lo spirito e l’identità del mitico impianto, di cui non possono essere assolutamente recisi gli storici legami con il mondo del ciclismo.

comunicato stampa
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COMMENTI
Def.....e
5 giugno 2013 17:58 Partanna
.....ma dell'acefalo in foto si riesce a sapere nome e cognome che vorrei chiederle 4 cose?????

vigorelli
5 giugno 2013 19:17 true
Ma si puo' sapere perche' tutti si animano e impegnano per la difesa del Vigorelli, e poi non fanno nulla per aiutare l'attivita' ciclistica al Vigorelli.
Soldi son stati spesi a fine anni 90, e a parte ad una gara (alla quale ho avuto il piacere e onore di partecipare), poi non si e' fatto piu' quasi nulla.
Perche' salvarlo?
Inoltre, non sarebbe meglio per il ciclismo avere un anello da 250 metri? Fosse anche solo per alcuni periodi? In tante citta' del mondo funziona cosi': impianto polisportivo, con velodromo smontabile.
Altrimenti, mettiamoci anche a lottare per il recupero dell'ormai perso velodromo olimpico di Roma. Perche' no?!?
Questa non e' una provocazione. Vorrei davvero capire che beneficerebbe del Vigorelli ristrutturato. 400m di pista con caratteristiche da anteguerra.
Chi lo userebbe?

@ True
5 giugno 2013 20:24 ruotone
Credi veramente che il comune vorrà realizzare una pista rimovibile.
Ti sei informato sui costi di montaggio e smontaggio a dir poco proibitivi (si parla di 25-30.000 €)?
Credi veramente che realizzeranno una pista di 250 metri alla Fiera o ad Assago?
Nel mondo della favole è possibile, a Milano io non credo.

Nella città dell'assessora De Cesaris Generali e Intesa fanno ciò che vogliono. Per una volta che il ministero ha fatto qualcosa di positivo, me lo terrei stretto.

@ ruotone
5 giugno 2013 22:22 true
1) Non conosco i costi per montare-smontare, ma non credo siano probitivi perche' in altri posti nel mondo lo fanno. E non credo siano tutti cretini, avranno fatto i loro calcoli.
2) Si, ci credo, ma non alla Fiera o ad Assago. Bensi' dentro al ex-Vigorelli stesso, infatti e' previsto nel progetto che ha vinto il bando di concorso (http://www.concorsovigorelli.it/index.php/it/risultati).

Senza parlare di favole, o di futuro, i fatti dicono che il passato recente ed il presente del Vigorelli sono di una tristezza infinita.
Ribadisco, nel passato recente il Vigorelli e' gia' stato recuperato, per poi giacere inutilizzato. Tutte le associazioni che ora lo difendono, hanno mai organizzato un evento od una iniziativa al Vigorelli? E il comitato regionale lombardo?!?
Quale e quanta attivita' ciclistica ha ospitato il Vigorelli negli ultimi 20 anni?

prenedete ad esempio Momtichiari a Brescia
6 giugno 2013 14:45 enzo61
Non buttiamo via soldi con i sarcofagi, c'è Montichiari che è spettacolare, tutto chiuso attività tutto l'anno ( al limite qualche sport per ammortizzare i costi come tornei di tennis, arti marziali, pallavolo che incido poco come spazio e salvaguardia del fondo della pista).
Enzo61

osservazioni per True (e tutti)
11 giugno 2013 15:13 cauz
1) buona parte delle piste europee sono realizzate da veloTrack, e i costi sono quelli: all'incirca 250mila euri per la pista in sè. poi i costi di montaggio/smontaggio e mantenimento ovviamente variano di molto a seconda del contesto... per esperienza verrebbe da pensare che lieviteranno, ma non si sa mai. Certo, a Milano abbiamo un precedente quasi "fresco" della pista smontabile usata una quindicina di anni fa per le ultime 6 giorni al Forum di Assago e poi lasciata marcire in un capannone.
Non è che gli altri siano tutti cretini, semplicemente come dici bene "hanno fatto i loro calcoli", cosa che il Comune non ha fatto, visto che questo progetto viene realizzato senza una programmazione economica alle spalle. E nemmeno una decisione sull'uso della struttura, è stato lasciato tutto in mano a degli architetti (e scelto il progetto più vago possibile). Ma sopratutto, tutti gli impianti citati sono al chiuso! Una pista smontabile da 250 m all'aperto non ha alcun utilizzo. parlano di "necessaria per eventi internazionali", ma quali? i mondiali che si svolgono in pieno inverno? a Milano come minimo ci sarebbe la brina, se non la pioggia vera e propria. Con un velodromo scoperto ci puoi fare prevalentemente eventi estivi, seguendo ad esempio la strada della 6 giorni di Fiorenzuola che da anni fa il pienone e richiama pistard di livello mondiale, ma soprattutto ci puoi far fare pratica da parte degli amatori, e per quella basta che una pista ci sia e sia praticabile. Il che sembra un po' problematico dovendo montarla e smontarla ogni volta.



2) Uhm, non proprio. La pista smontabile nel progetto vincitore è stata solo citata dalla stampa: non compare nelle tavole, non compare nel progetto, non compare nei rendering... tra tutti gli sport citati come utilizzi possibili non viene MAI nominato il ciclismo, tanto che il progetto stesso si chiama "EX-velodromo".


3) ti do' pienamente ragione sul perchè il presente del Vigo sia di una tristezza infinita. sarebbe pero' da chiedersi il perchè. Ti assicuro che se avessero potuto le associazioni che oggi lo difendono (quelle che esistevano già ai tempi) lo avrebbero utilizzato eccome. Peccato che fosse chiuso, per miopia di chi avrebbe dovuto amministrarlo: Comune e FCI.
a questo va aggiunto che il 2013 non è il 1998, oggi la pista gode di ben altro successo e salute, lo dimostrano i risultati del ciclismo mondiale ma ancora di più lo dimostra il numero di praticanti e il numero gigantesco di bici vendute. se c'è un momento propizio per puntare sulla pista, quello è ORA.



@ Partanna: credo che l'immagine sia stata scelta da TBW poichè è una delle prime che compaiono digitando "Vigorelli" su google images. il caso vuole che conosca la persona ritratta (in una foto di quasi 10 anni fa, oltretutto) a cui hai strappato una risata con il tuo commento.

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