Mark, la forza della velocità. Mattia, la forza della calma

I VOTI DEL DIRETTORE | 09/05/2013 | 19:18
di Pier Augusto Stagi .

Mark CAVENDISH. 9. Il velocista britannico vince con il pilota automatico, leggi Gert Steegmans (voto 10), che lo porta ai 190 metri. L’ex campione del mondo non può perdere una volata così, e difatti non la perde. Si merita tutti gli applausi del mondo: seconda tappa dopo quella di Napoli, la 12° al Giro, la numero 99 in carriera. Numeri da capoGiro, ma anche da capopopolo. Poi, sul palco, il ricordo ad un amico, con quel numero 108 che il Giro ha ritirato, ma nessuno ha mai dimenticato.

Mattia GAVAZZI. 7. Deve fare a meno di Ermeti e Felline che restano attardati nella maxi-caduta. Deve fare tutto da solo, con una buonissima volata in progressione (voto 6). Resiste anche alle spallate di Robert Hunter, ma soprattutto è bravo a mantenere la calma quando il sudafricano lo va a cercare dopo l’arrivo per gonfiargli la faccia. Poi Hunter si tranquillizza, Gavazzi si spiega e tutto finisce con un abbraccio. Appuntamento alla prossima volata.

Nacer BOUHANNI. 5. È messo bene, ma resta lì, al vento, senza guadagnare un metro su nessuno.

Mattheuw GOSS. 4. Due volate e due sconfitte senza appello.

Elia VIVIANI. 7. Vince due volate intermedie contro Mark Cavendish, ma perde quella che vale la tappa. Si muove come un gattone pronto a balzare sulla preda. Elia si nasconde alle spalle del velocista dell’Isola di Man con grande maestria, ma quando Cannonball parte, c’è poco da fare. Davanti al più forte ci si inchina. Elia lo fa, da grande corridore quale è.

Roberto FERRARI. 5,5. È dura fare la volata da solo. Perde nella caduta Pippo Pozzato, che avrebbe fatto al caso suo, ma Roberto cerca in tutti i modi di medicare la cosa con quello che ha: tanto cuore e molto mestiere, ma non va oltre ad un decimo posto.

John DEGENKOLB. 4.  Dopo la vittoria di Matera, si butta nella mischia per inseguire il bis, ma viene risucchiato dai flutti. Disperso.

Luca PAOLINI. 7. Al cartello dei 25 chilometri al traguardo, il gruppo di Wiggins – coinvolto nella maxi-caduta -  deve recuperare 40". Luca Paolini mette davanti i suoi uomini per controllare la velocità del gruppo e favorire il rientro del capitano del Team SKY. Vince il FairPlay, vince Paolini.

Domenico POZZOVIVO. 6. Prima di ogni tappa, era sempre l’ultimo a scendere dal motor-home del suo team. Era una sua caratteristica: isolarsi il più possibile, lontano da occhi indiscreti. In un esercizio mentale tra lo yoga e l’ascesi. Poi, una corsa a siglare il foglio firma e via di corsa. Quest’anno, da “francese”, con la maglia della Ag2r di Vincent Lavenu, lo vediamo tranquillamente al villaggio di partenza, in ampio anticipo. Sfila sul palco del foglio firma assieme a tutti i compagni di squadra (voto 8) e si mette in favore dei fotografi. Ha dovuto scavallare le Alpi per scoprire che nel ciclismo correre e vincere non è tutto. Altrettanto importante è portare in Giro il buon nome del proprio team, farsi cullare dall’affetto dei tifosi. Regalarsi ai bimbi a caccia di un autografo. Vincere fa bene a se stessi, regalarsi agli altri fa bene al ciclismo.
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COMMENTI
velocisti
9 maggio 2013 20:04 colt
in questo giro secondo me mancano i veri velocisti.a parte CAVENDISH ,viviani, goss non ce piu niente. per quanto riguarda la tappa odierna DEGENKOLB per me non e un puro velocista. invece modolo e chicchi dove sono?

ma velocisti mancanti.....
10 maggio 2013 00:39 seefeld
A parte Greipel, Kittel o Theo Bos o Sagan mi pare che tutti i migliori velocisti in circolazione ci siano. Che poi non tutti abbiano la squadra intera a disposizione chiaramente è un altro discorso....e quindi molte volte alcuni (vedi Chicchi o Ferrari) devono un pò arrangiarsi da soli...e non sempre possono essere presenti all'epilogo..
Comunque avere in corsa Cavendish, Bouhanni, Viviani, Goss, Degenkolb, Ferrari, Gavazzi,Modolo, Chicchi, Belletti non mi pare male ... Opinione mia, ovviamente...

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