Caro sindaco Pisapia, noi il Vigorelli...

LETTERA APERTA | 26/03/2013 | 14:29
Gentile Sindaco Pisapia, Gentile Assessora Bisconti,
Vi scriviamo a nome del comitato spontaneo “Rivogliamo il Vigorelli”, che già avete avuto modo di conoscere e che da quasi due anni si batte in difesa di questo meraviglioso Velodromo, conosciuto e ammirato in tutto il mondo. Lo facciamo ora poichè alle 12 di quest’oggi si è chiusa la seconda fase del concorso di progettazione riguardante il Velodromo Maspes-Vigorelli, con la consegna degli elaborati definitivi dei 10 progetti di restauro pre-selezionati, lasciando l’ultima parola in mano al Comune di Milano e alla relativa commissione giudicante.

Crediamo che quest’ultima fase del concorso rappresenti il banco di prova più importante per dimostrare quanto questa città e questa amministrazione comunale abbiano a cuore il suo Velodromo e i ciclisti tutti. Ci auguriamo dunque che il 2013 possa segnare davvero l’avvio di un percorso per riportare il ciclismo su pista a Milano, nella sua sede storica.

Il ciclismo, sia agonistico che urbano, vive in tutto il mondo un grande successo, ancor più sorprendente se comparato agli scandali che hanno minacciato questo sport negli ultimi 20 anni. Una vitalità dimostrata anche dal successo del Velodromo di Montichiari (BS), utilizzato a tutti i livelli: dal settore giovanile al settore agonistico, ma anche frequente meta di allenamento per i cicloamatori (pistard e stradisti) fra cui possiamo distinguere parecchi appassionati milanesi, disposti a sobbarcarsi 3 ore di automobile pur di correre in pista. Stessa tendenza, anche se in misura più ridotta, per le piste di Fiorenzuola (PC) e San Francesco al Campo (TO), solo per citare gli esempi più noti e vicini a Milano. Le ultime Olimpiadi di Londra hanno mostrato l’immagine di un ciclismo popolare e coinvolgente, trascinato dalle sue star su strada ma soprattutto su pista, con un Velodromo sempre pieno ed entusiasta.

Riaprire il Vigorelli in quanto Velodromo significherebbe rimettere Milano al centro della grande scena internazionale, come è stato per oltre mezzo secolo, con Coppi, Maspes, Gaiardoni e tutti i grandi pistard che hanno pedalato sul suo magico anello. In più, il Vigorelli potrebbe diventare un punto di riferimento per l’uso della bici in città, la “Casa del ciclismo milanese”, ospitando palestre, negozi, associazioni, bar, spazi dedicati all’uso delle due ruote. Questo non vuol dire che anche altre attività sportive o legate al tempo libero (qui si tenne nel 1965 l’unico concerto dei Beatles in Italia) non possano coesistere in un progetto di valorizzazione dell’impianto.

Tuttavia, noi crediamo che, per poter rinascere, il Vigorelli debba in primo luogo tornare ad essere un Velodromo, aperto alle competizioni e all’uso amatoriale, come dimostrano i molti casi delle piste europee “cittadine”, ma soprattutto aperto al settore giovanile: siamo fortemente convinti che il Vigorelli ripristinato a Velodromo sia la migliore soluzione per consentire ai ragazzi di Milano di praticare a livello sportivo il Ciclismo, quello con la C maiuscola. Da questo punto di vista l’hinterland è molto più fortunato della città potendo disporre di molte più attrezzature per la pratica dei vari sport, ciclismo escluso, almeno per ora. A tal proposito, abbiamo sentito voci, anche autorevoli, in disaccordo con questa nostra ferma convinzione, e ci chiediamo: perchè?… Perché quello che funziona altrove non può funzionare a Milano? Segnali che confermino la nostra opinione li possiamo cogliere un po’ ovunque.

Questa lettera aperta fa seguito alla comunicazione che già abbiamo inviato alla Soprintendenza per i Beni Architettonici chiedendo che sia salvaguardata la funzione di Velodromo come aspetto fondamentale di tutela della memoria storica del Vigorelli. Prima che abbia inizio l’iter di valutazione dei progetti definitivi, torniamo a chiedere all’Amministrazione Comunale che:

  - sia privilegiato l’obiettivo del mantenimento della pista, nella sua configurazione attuale o adattata ai nuovi stardand delle competizioni internazionali;

  - sia operata un’adeguata selezione della giuria.

Riteniamo infatti necessario che la giuria chiamata a valutare i progetti di restauro di un Velodromo storico come il Vigorelli, vero e proprio monumento del Ciclismo, debba necessariamente includere una o più figure provenienti da questo mondo, a tutela della storia del Vigorelli e a garanzia di un suo utilizzo futuro.

Vi ringraziamo fin da ora per ogni sforzo che opererete nella direzione qui da noi auspicata, nel frattempo continueremo ad impegnarci in una campagna di comunicazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica milanese, che non potrà che contribuire a far apprezzare ancor più le decisioni prese dal Comune di Milano e dalla commissione del concorso Vigorelli, sempre che il ciclismo milanese non venga penalizzato da una decisione presa in direzione diversa.

Il Vigorelli è un monumento della storia del Ciclismo e della società milanese, potrà tornare a recitare un ruolo importante nella città contemporanea solo tornando a essere la Casa del Ciclismo, non un'anonima struttura senz'anima.

Comitato “Rivogliamo il Vigorelli”

rivogliamoilvigorelli@gmail.com

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