Anche il ciclismo piange Antonio Manganelli

LUTTO | 20/03/2013 | 18:50
Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Renato Di Rocco, esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa del Capo della Polizia Antonio Manganelli, anche a nome del ciclismo italiano. Avellinese, classe 1950, Manganelli era stato nominato capo della polizia nel 2007 dal governo Prodi. Lo scorso 24 febbraio il prefetto era stato ricoverato d'urgenza nell'ospedale San Giovanni di Roma dove era stato sottoposto a un'operazione chirurgica per la rimozione di un edema, conseguenza di un'emorragia cerebrale.
Il Presidente Di Rocco ricorda la grande disponibilità e il pieno sostegno di Manganelli alle iniziative della FCI per garantire la sicurezza dei ciclisti, quali i corsi di formazione per le Scorte Tecniche, l’educazione stradale degli alunni, le conferenze del Centro Studi federale.
Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Napoli, Manganelli si era specializzato in Criminologia Clinica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università di Modena. Dagli anni '70 ha operato costantemente nel campo delle investigazioni, acquisendo particolare esperienza e preparazione tecnica nel settore dei sequestri di persona a scopo di estorsione prima e in quello antimafia poi. Nella sua lunga carriera ha lavorato al fianco dei più valorosi magistrati e di organi giudiziari investigativi europei ed extraeuropei, dei quali è diventato negli anni un punto di riferimento, legando il suo nome anche alla cattura di alcuni dei latitanti di maggior spicco delle organizzazioni mafiose. Manganelli ha anche diretto il Servizio Centrale di Protezione dei collaboratori di giustizia ed è stato questore di Palermo e di Napoli. Nel 2000 è stato nominato dal Consiglio dei Ministri prefetto di 1° classe, con l'incarico di direttore centrale della Polizia Criminale e vice direttore generale della Pubblica Sicurezza. Dal 3 dicembre 2001 è stato vice direttore generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie. Il 25 giugno 2007 il Consiglio dei Ministri lo aveva nominato Capo della Polizia.
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