PROFESSIONISTI | 27/02/2013 | 09:45 Tradizionale festa degli amici e sostenitori del 25enne ciclista professionista russo Alexander Serebryakov, ormai da alcuni anni adottato dalla Valdinievole tramite la famiglia Tamberi & C., presso il circolo ARCI di Massa. Una serata piacevole e divertente, nella quale Serebryakov ha precisato programmi e ambizioni per il 2013 dopo l’ottima annata del debutto tra i Pro, il 2012, impreziosita da 11 successi (in realtà i primi posti sarebbero stati 13 senza due discutibili revoche…) che gli sono valsi l’attuale ingaggio da parte dello squadrone spagnolo dell’Euskaltel-Euskadi.
Ti possiamo chiamare Alexander il “cinese”? «Sì, lo accetto. Delle mie 11 vittorie del 2012 nove le ho ottenute in Cina anche grazie alle volate che mi tirava in modo eccezionale il mio compagno di squadra Ilesic, uno sloveno…». Però la gemma più preziosa l’hai incamerata negli USA… «Il Bank International GP a Philadelphia è stata senza dubbio la vittoria più bella ed è giunta dopo il dominio assoluto della nostra squadra, la Type 1. Una giornata davvero indimenticabile». In definitiva pensavi di poter vincere subito e così tanto fra i Pro? «Ho accumulato un centinaio di giornate di gara e non pensavo di trovarmi così bene, da subito. Evidentemente l’attività svolta in Italia tra i dilettanti mi ha aiutato parecchio ed ho acquisito un’esperienza preziosa con il Gruppo Lupi, anche grazie all’impareggiabile apporto della famiglia Tamberi». Stai modificando le tue caratteristiche tecniche? «Mi ritengo un velocista e ho tuttora bisogno di qualcuno che mi tiri le volate. Tuttavia cercherò di migliorare in salita, per poter avere più possibilità di vittoria e non solamente negli sprint a gruppo compatto». Quale sarà il tuo ruolo nell’Euskaltel? «Il mio programma prevede la partecipazione alle gare in linea, puntano su di me per le classiche e sarò entusiasta di poter partecipare al Giro delle Fiandre, alla Gent-Wevelgem e soprattutto alla Parigi-Roubaix, una corsa che mi affascina e dove credo di poter fare bene. I tecnici della mia nuova squadra mi hanno chiesto se me la sentivo di prendere parte al Giro e alla Vuelta ma io ho risposto che, almeno per quest’anno, è meglio di no. Non mi sento ancora pronto. Come gare a tappe correrò il Giro di Polonia e l’Eneco Tour». Quindi punti alle Classiche del Nord Europa, per il 2013? «Il pavè mi piace, da dilettante ho corso un paio di anni in Francia e Belgio. La Roubaix è il mio sogno ma servono fortuna e una condizione atletica ottimale. Vedremo, certo è che questa gara sorride spesso ai ciclisti più esperti e io sono, in pratica, poco più che un debuttante». Com’è la situazione del ciclismo russo? «Il Team Katusha è una delle formazioni di spicco del World Tour, ma ci sono anche parecchi giovani promettenti dei quali sentirete presto parlare». Continuerai a risiedere in Valdinievole? «Certamente, qui ho tanti amici e dei percorsi per gli allenamenti che sono perfetti». Hai nel mirino il meeting iridato di Firenze, magari con la nazionale russa? «No. Al mondiale in Toscana non penso affatto, il percorso non è adatto a me e soffro ancora troppo le lunghe distanze».
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