Nel 2025 Lorena Wiebes è stata devastante, 25 vittorie, un dominio praticamente totale. Spietata, inarrivabile, ma soprattutto affamata di successi e capace di traghettare con sé un’intera squadra. La fuoriclasse olandese ha vinto la Milano-Sanremo, la maglia a punti al Giro e al Tour, ma soprattutto è stata in grado di costruire un castello di consapevolezza, inespugnabile a tal punto da far accontentare le avversarie della seconda piazza. Vedendola sorridente e rilassata al media day della Sd Worx la domanda viene spontanea, ti senti la migliore sprinter del gruppo? Lei scoppia in una risata dicendo chiaro e tondo come vede le cose: il 2025 è andato bene ma non si può mai avere la certezza di essere i numeri uno, tutto può cambiare.
Se in strada siamo abituati a vederla praticamente letale, dall’altra parte della nostra zoom call, Lorena sembra un’atleta tra tante innamoratissima del ciclismo. Le domande si susseguono e lei risponde diretta e sempre con un sorriso portandoci all’interno di quello che è a tutti gli effetti un meccanismo fatto di passione e di tanto allenamento. Se dall’esterno si potrebbe pensare ad una campionessa soltanto vincente, Wiebes ci mostra non solo la sua dedizione ma anche l’importanza di mettersi in discussione. «Io non mi vedo mai come la numero uno, ma affronto ogni corsa con l’obiettivo di essere la parte migliore di me stessa. Certo, nel 2025 ho vinto tanto, ma non è sicuro che accadrà anche nel 2026. Per una velocista non esiste una ricetta segreta per essere imbattibili, bisogna solo impegnarsi al massimo e non smettere mai di crederci, alla fine è come partire da zero, ogni piccola modifica nella preparazione o nella volata può cambiare veramente tutto. Anche le mie avversarie stanno cercando di migliorarsi e fino alla prima gara nessuno conoscerà il livello delle altre, soltanto la strada potrà dire chi sarà la più forte. Inizierò dal Uae Tour come l’anno scorso, ci sono tante occasioni per gli sprint e credo sia fondamentale trovare la carica giusta per poi affrontare tutto il resto.» Spiega Lorena che con estrema tranquillità non ha paura di dire che ancora non si sente pronta per puntare a gare come il Fiandre e la Roubaix, in quelle occasioni supporterà le sue compagne di squadra.
Ciò che ha sempre colpito nella struttura della Sd Worx è l’importanza della squadra, la capacità di creare un gruppo coeso in cui l’obiettivo principale è vincere come team non come individualità. Le sue compagne e i suoi direttori sportivi la dipingono come una vera e propria motivatrice, la sua filosofia del non essere mai sazi e soprattutto quel divertente motto per cui “vittoria significa anche più bottiglie di champagne” è di esempio per tutte. Nel 2025 oltre la metà delle vittorie della Sd Worx Pro Time sono arrivate da lei, ma le ha costruite con tutto il suo team. Il rischio di avere tante campionesse tutte insieme è dietro l’angolo eppure soprattutto tra Wiebes e Kopecky si è creato un equilibrio praticamente perfetto. L’anno scorso erano rispettivamente campionessa europea e del mondo, entrambe con obiettivi giganteschi, ma non hanno mai cercato di prevalere l’una sull’altra. «In squadra c’è sempre un dialogo molto aperto, ciascuno espone i suoi obiettivi e cerchiamo di lavorare tutti insieme per poterli raggiungere. Cerchiamo di crescere il più possibile, di migliorarci, ma soprattutto di essere sincere l’una con l’altra. Lotte ed io ci troviamo molto proprio per questo, non c’è una competizione tra noi due, piuttosto cerchiamo di dare il meglio l’una per l’altra; certamente a me importa vincere ma credo che la squadra venga prima di tutto. L’anno scorso sapevamo molto bene quali sarebbero stati i nostri spazi, ho cercato di presentarmi al Tour nel massimo della forma proprio per esserle di supporto, ma Lotte non stava bene e così è stata lei a lavorare per me. E’ stata molto sincera, mi ha detto subito i suoi limiti e non si è risparmiata, credo che la Milano Sanremo sia il più grande esempio della nostra sintonia, la mia vittoria è soprattutto sua, io il mio obiettivo l’ho raggiunto e ora aiuterò lei a raggiungere i suoi » spiega Lorena sottolineando come alla base di quella convivenza che ad alcuni potrebbe sembrare stretta c’è in realtà il parlarsi chiaro, diretto senza nascondere niente.
Il 2026 si prospetta l’ennesimo terreno di caccia per Wiebes che ha già cerchiato due obiettivi giganteschi: Amstel Gold Race e soprattutto la prima tappa del Giro Women per indossare la maglia rosa e completare la sua collezione. Non vede l’ora di tornare a correre, di confrontarsi con le avversarie e con se stessa per provare ad essere la migliore, ma come dice lei questo non basta, serve metodo, determinazione, ma soprattutto la squadra. Wiebes è fortissima, non c’è molto da dire, ma è lei a svelarci una delle chiavi del suo successo senza che nemmeno le ponessimo la domanda diretta. basta dirle che siamo italiani per farle scoccare qualcosa. «Io ho una fortuna incredibile perché al mio fianco ho Barbara Guarischi che è la migliore lead out del mondo. Spesso siamo in camera insieme, siamo molto amiche e ci capiamo all’istante, è difficile spiegare la nostra connessione, ma è qualcosa di estremamente forte che non richiede parole. In gruppo sa muoversi alla perfezione e quando sono sulla sua ruota mi sento sicura perché so di trovarmi nella miglior posizione possibile. E’ un onore averla nel team e sono veramente felice che abbia deciso di firmare per altri due anni, so che posso imparare molto da lei. Sia Barbara che Elena sono due grandi motivatrici, ci aiutano ad avere più fiducia in noi stesse, ci spronano a non mollare, ma a migliorarci, non so quale sia il loro segreto, forse perché sono italiane» ci spiega Lorena elogiando il prezioso lavoro di Barbara Guarischi, ma anche quello di Elena Cecchini, le due senatrici del gruppo in grado di portare determinazione ma anche leggerezza in un clima sempre teso e che non fa sconti a nessuno. Wiebes ci dice chiaramente di essere affascinata da quella specie di mentalità italiana che la rende sicura di se stessa, grazie alle sue compagne ha conosciuto meglio il nostro paese e in qualche modo ha iniziato a sognare la rosa.
«Ci sono le classiche di primavera dove voglio fare bene, ma credo proprio che quella prima tappa del Giro sia proprio il mio obiettivo principale – ci dice Lorena giusto poco prima di chiudere la chiamata – ci proverò già il primo giorno e se non succederà ci riproverò ancora. Ci vediamo in Italia, è una promessa.»
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.