Ceramica Flaminia, un progetto per i giovani

PROFESSIONISTI | 05/02/2013 | 12:06
Primo atto ufficiale della nuova storia della Ceramica Flaminia, presentata stamane nella prestigiosa sede dello show room milanese dell'azienda laziale, in via Solferino, a pochi passi dalla storica casa del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport.
«La vera novità - spiega il team manager Roberto Marrone - è nel modo in cui questa squadra è stata concepita. Di formazioni Continental infatti ce ne sono altre, ma noi abbiamo deciso di puntare tutto sui giovani. L'età media della nostra squadra è di 24 anni ed il nostro progetto è quello di accompagnare i ragazzi verso il più alto livello del professionismo, vale a dire verso il World Tour. Per questo non chiedo ai ragazzi di raggiungere risultati ad ogni costo. Chiedo solo impegno nel lavoro e cura dell'immagine che daremo all'esterno».

E ancora: «Sulla mia strada ho trovato Bjarne Riis, che ha condiviso questo progetto, e la Flaminia che con noi ha deciso di rientrare nel ciclismo. Molti mi dicono: "partite e poi farete una Professional". No, rispondo: la mia intenzione è quella di andare avanti con questo progetto».

Chiamato in causa, Bjarne Riis spiega: «Questo è un progetto serio, che da tempo avevo nel cuore ma che i tanti impegni mi avevano finora impedito di attuare. Poi ho trovato Roberto, ho sposato la sua iniziativa ed il progetto si è trasformato in realtà. I ragazzi? Devono imparare a fare i corridori con calma e serenità. Oggi comincia una grande avventura, secondo me molto stimolante e sono convinto che avà un grande futuro».

Francesco Bravini, direttore commerciale della Ceramica Flaminia, aggiunge: «Dopo due anni abbiamo deciso di tornare nel ciclismo perché questo sport ci piace e ci appassiona. Dopo cinque anni di lavoro, ci siamo presi una pausa di riflessione, ma siamo qui perché crediamo nell'investimento ciclismo e nel ritorno che ne deriva. Quando Roberto è tornato da noi ho pensato subito "rieccolo...", ma quando lui e Forconi ci hanno illustrato il progetto, abbiamo capito che si trattava di qualcosa di diverso e ci siamo gettati nella sfida. Non deve esserci fretta nel crescere, ma tanto impegno».

Del progetto fa parte anche Riccardo Forconi, che sarà il diesse del team: «La nostra sarà una squadra professionistica organizzata come un team dilettantistico, con una mentalità dilettantistica, un ritiro sempre aperto e il contatto diretto con i corridori».

Infine, parola a Maurizio Fondriest che formisce le biciclette ed è il secondo sponssor del team: «Tre anni fa la Esperia ed io avremmo potuto entrare come secondo nome nel mondo delle squadre Continental, ma per come la vediamo noi queste squadre non devono esere un cimitero di elefanti, ma avere il progetto di far crescere i ragazzi ed essere partner di un team di alto livello, come è per il team di Marrone con quello di Riis. Per questo il loro progetto ci ha convinto».

a cura di Pier Augusto Stagi
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COMMENTI
Con tutto il rispetto possibile, ma...
5 febbraio 2013 14:46 Fra74
viste le varie dichiarazioni ed ammissioni del Sig. RIIS in tema di doping, nutro dei forti dubbi in merito a questa nuova scommessa di progetto PER i giovani: mi spiego subito, se la finalità è farli maturare e crescere negli anni per poi portarli in prima squadra, SAXO-BANK (o come è denominata ora la formazione di Riis), OK, si, mi piace come finalità, progetto,ma se poi negli anni, e vedremo in quanti anni, questi ragazzi non hanno l'opportunità di passare ad un team WT, allora, scusate, ma non ne capisco il senso...cmq, in bocca al lupo ai fratelli FEDI, ad Andrea in particolar modo, il quale da juniores mi ha entusiasmato, vedendolo correre, sopratutto al Campionato Italiano in linea, categoria juniores, di IMOLA, di alcuni anni or sono....
Francesco Conti-Jesi (AN).

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