BALLAN. Situazione delicata, ma il peggio sembra passato
| 22/12/2012 | 12:27 Alessandro Ballan è stato operato per la seconda volta nel giro di ventiquattro ore in seguito alla drammatica caduta di giovedì, mentre si allenava in Spagna con i compagni della Bmc, e ha passato la notte in terapia intensiva, intubato e sedato. Poche ore dopo l'incidente, avvenuto scendendo dal Coll de Rates, nell'ospedale di Denia i medici spagnoli avevano subito asportato la milza all'ex campione del mondo. Ieri, dopo aver valutato positivamente l'evolversi dei parametri sanguigni, si è deciso per il secondo intervento e in serata è stata ridotta la frattura scomposta del femore sinistro. Oggi, se non ci saranno complicazioni, il trevigiano verrà riportato gradualmente in stato cosciente. «Tenere un paziente intubato e sedato è normale prassi dopo un intervento addominale — ha spiegato Kiko Llacer, uno dei medici dello staff dell'Unità di cure intensive della struttura alicantina —. Questa prassi si utilizza anche per evitare che il paziente soffra per i dolori fortissimi. Inoltre, nel caso di un'urgenza, è meglio agire su un paziente già stabilizzato. Se, come pensiamo, non ci saranno complicazioni, in una settimana Alessandro potrà tornare a casa».
Occhio al rene A tenere desta la preoccupazione dei medici, però, non è la milza, né il femore o il piccolo pneumotorace conseguente della frattura della 7ª, 8ª e 9ª costa, bensì il rene sinistro. «Non abbiamo dato il nulla osta al trasferimento in un altro ospedale proprio per questo — ha aggiunto il medico —. Al momento l'emorragia si è fermata e siamo ottimisti. Ma un'eventuale ripresa porterebbe verso la decisione dell'asportazione del rene, cosa che vorremmo e crediamo di potere evitare: in quel caso sì che la carriera sarebbe in pericolo». Parole incoraggianti accompagnate da bel un sorriso, in una sala d'attesa dove si mescolano gioia e angoscia, sorrisi e lacrime, vita e morte: qui attendono i famigliari delle puerpere e di persone aggrappate a un filo sottile di speranza. Ma quel sorriso è una bella iniezione di ottimismo.
Lacrime Daniela, la signora Ballan, è stata l'unica persona ammessa al capezzale di Alessandro. «Dorme. È immobile con tutti i tubi attaccati»: sono le uniche parole che è riuscita a forza a tirare fuori appena uscita dalla stanza dopo la visita mattutina, prima di scoppiare in lacrime. Era arrivata a Valencia con un volo all'alba da Bergamo. «La nottata più lunga della mia vita. Non sono riuscita a chiudere neanche un occhio». A farle compagnia Cesco Bergamin, un anziano amico, un secondo padre per tanti corridori trevigiani. «Ale mi ha chiamato subito dopo l'incidente e prima di entrare in sala operatoria per dirmi di non preoccuparmi — ha aggiunto Daniela —. Ma ero in ansia, dal team mi dicevano le cose poco alla volta. Mi sa che il bagaglio che mi son portata stavolta non basta. Dovrò stare un po' in Spagna. Anche il 26». Già, il 26 dicembre, data magica per la famiglia Ballan: nel 2004 il matrimonio, l'anno dopo il battesimo di Stella, poi quattro anni fa quello della secondogenita Azzurra.
L'incidente In serata, conclusa positivamente l'operazione al femore, Daniela appariva già più rinfrancata. «Il peggio è passato, Alessandro è forte, ha una grande tempra, ora sono più sollevata. E fiduciosa». Intanto sono emersi alcuni particolari della dinamica dell'incidente. Ale, in seconda fila, si è piegato per prendere la borraccia quando il compagno di squadra che lo precedeva ha frenato per chiedere a un altro collega di controllargli la ruota difettosa. Impatto inevitabile. Ballan è volato via e s'è girato a una velocità tra i 50 e i 55 orari. Ancora in sella è finito contro la montagna: forse il manubrio è stato la leva che gli ha fatto saltare il femore. Subito dopo l'impatto rantolava immobile, ma non ha mai perso conoscenza. Ora, il gigante dagli occhi buoni, ma che sul pavé si trasforma in una belva, dovrà avere tanta pazienza.
da «La Gazzetta dello Sport» del 22 dicembre 2012 a firma Claudio Ghisalberti
Siamo tutti con te! Rimettiti in sesto in quattro e quattr'otto che ti vogliamo vedere battagliare al Nord non in un ospedale spagnolo!
Con stima e affetto, teo
Forza
23 dicembre 2012 21:57mcipo
Forza Ale
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