DAGLI ALLENAMENTI CON LA LONGO AL TEAM MOVISTAR, BARALE E’ PRONTA PER IL 2026

INTERVISTA | 05/01/2026 | 08:15
di Giorgia Monguzzi

Il 2026 porta novità e per Francesca Barale si parla di un cambiamento veramente grande. Dopo 4 stagioni nel Team Dsm poi divenuto PicNic Postnl la ventiduenne di Domodossola ha deciso di approdare in Movistar per incominciare un’avventura tutta nuova. È stata una scelta di testa, ma anche di pancia, come ci specifica lei, dopo essere passata pro con la formazione olandese ed essere cresciuta accumulando esperienze, era il momento di cambiare, cercare nuovi spazi e anche provare una nuova strada.


Tra le tante formazioni giunte alla corte di Francesca, la Movistar l’ha colpita immediatamente sotto diversi aspetti e dopo già un doppio ritiro può dire con certezza che l’impressione è stata più che buona. Sentendola parlare al telefono sembra aver già trovato il suo spazio in un gruppo in cui è l’unico nuovo innesto stagionale. «Ero un po’ spaventata di questa nuova esperienza, dopo 4 anni nella stessa squadra prendi delle abitudini di cui è difficile privarsi, invece ho trovato un ambiente bellissimo che mi ha accolto alla grande. Sono l’unica nuova e quindi è stato parecchio strano, ma sono entrata in un meccanismo ben oliato in cui ho già trovato il mio posto. Lo staff parla spagnolo, ma capisce molto bene l’italiano, mi fanno tutti molte domande, intanto studio su duolingo per non farmi trovare impreparata» ci spiega Francesca che dopo l’ultima stagione della squadra olandese ha fatto una scelta molto più che ragionevole. Dopo la partenza di Juliette Labous infatti la Picnic ha faticato a trovare una vera leader lasciando più spazio a battitori liberi, ma soprattutto alle giovani per compiere i primi passi. In Movistar la musica è completamente diversa, ci sono capitane ben definite come Marlen Reusser e Liane Lippert e una struttura gerarchica in cui ognuno trova il suo posto e può esprimersi al meglio, un’organizzazione in cui in questo momento Francesca vuole e sente di aver bisogno.


Le cose sono cambiate sin dal metodo di allenamento, non farà più una stagione a tutta, ma lavorerà con due o tre picchi annuali di forma per farsi trovare pronta in momenti specifici. Nella prima parte dell’anno dovrebbe concentrarsi maggiormente nelle corse a tappe seguendo il gruppo di Marlen Reusser e poi gara dopo gara proverà anche a trovare i suoi spazi. L’obiettivo di Francesca e anche uno dei motivi per la decisione di cambiare squadra, è il desiderio di capire che atleta può diventare, lei che è “un’ibrida” come scherzosamente dice, è davanti alla scelta della strada giusta da intraprendere.  Con la PicNic non è stata certo una rottura, ma la chiusura di un viaggio che l’ha fatta diventare grande. Nel 2022 Francesca è stata la prima junior italiana a passare direttamente in una World Tour, una scelta che oggi è quasi prassi, ma che fino a quattro anni fa significava avere non solo coraggio, ma numeri.  «Sarò sempre grata alla PicNic per tutto quello che mi hanno insegnato, mi hanno accolta da giovanissima e mi hanno fatto capire come diventare un’atleta. Non ho mai avuto pressione, ma mi hanno fatto crescere poco alla volta imparando a stare in gruppo, le dinamiche e le tattiche di corsa, tutte cose fondamentali per una giovane. Se dovessi tornare indietro sceglierei ancora loro, ma sono arrivata ad un momento in cui sento la necessità di esplorare, di mettermi alla prova»   prosegue Francesca che nella formazione olandese ha lasciato un pezzetto di cuore. Ricordi bellissimi, amiche, ma soprattutto quel legame speciale con Eleonora Ciabocco con cui per tre anni ha condiviso tante trasferte e tante emozioni. «Dopo l’ultima corsa che io Eleonora abbiamo fatto da compagne di squadra ci siamo emozionate, la nostra amicizia è magica e sono sicura che durerà per sempre. In questi anni siamo state molto insieme, tra gare e ritiri, spesso andavo io a casa sua nelle Marche o veniva lei da me in Piemonte portando la sua ondata di energia, eravamo così unite che spesso qualcuno ci scambiava. Ci sarà però occasione di stare ancora insieme non solo da avversarie, spero di condividere ancora con lei l’emozione della maglia azzurra; quest’anno siamo volate in Rwanda con il primo gruppo e sono stati giorni molto beli, io per la prima volta da élite e lei con un podio sfiorato. E poi chissà cosa può succedere in futuro.»

Atleta promettente sin dalle categorie giovanili, Francesca Barale è cresciuta senza grandi proclami, ma imparando tanto. L’abbiamo seguita passo dopo passo prima con l’Oscar Tuttobici come migliore esordiente e poi allieva fino a quello come miglior junior, l’obiettivo era quello di arrivare tra le grandi. Il suo mito è sempre stata Elisa Longo Borghini, voleva assomigliarle, sognava di correre con lei, un idolo inarrivabile che è diventata un’amica e una compagna speciale di allenamenti. «Poter allenarmi con lei è bellissimo, prima era un po’ strano, ora è diventata praticamente la mia quotidianità, quando possiamo usciamo sempre insieme. Non è facile starle a ruota, lei è una grande atleta che va sempre a tutta, ma con il tempo sono riuscita a resistere molto di più. E’ sempre stata il mio idolo e pedalare al suo fianco è un onore, tutte le volte mi insegna qualcosa di nuovo e diciamocelo, imparare da lei è davvero facile perché è molto generosa, dà tantissimi consigli. La cosa che ammiro più è la sicurezza, la Longo ha una testa incredibile, sa quello che può fare, non si nasconde dietro a nulla, mi dice sempre che devo credere di più in me stessa e avere più consapevolezza nei miei mezzi. È un insegnamento che mi porto nel cuore e che mi ripete anche quando siamo lontane, ora è da un po’ che manco da casa, mi manca allenarmi con lei» ci dice Barale sorridendo, a fianco della Longo Borghini ha imparato tanto, una specie di scuola speciale a cui sicuramente tornerà per nuove lezioni. Intanto però in questi giorni è a Girona dove sta preparando al meglio la stagione e, a proposito di legami indissolubili, dal mese di novembre ha deciso di condividere un appartamento con l’amica ed ex compagna di squadra Pfeiffer Georgi per pedalare un po’ al caldo ed evitare le rigide temperature delle sue zone. La sua nuova avventura sta per iniziare e Francesca non vede l’ora di affrontarla come ha sempre fatto: con il sorriso e con la determinazione di vivere il suo sogno.  


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