WADA. Fahey: l'Uci ha delle responsabilità, se le assuma

| 23/10/2012 | 09:24
Il presidente della Wada John Fahey si è complimentato con l’Uci per la decisione presa sul caso Armstrong: «Il più grande scandalo doping della storia dello sport è vicino ad una giusta conclusione. La Wada comprende le ragioni che hanno spinto l’Uci a non presentare appello, vista l’abbondanza di prove di doping sistematico in seno alla US Postal. L'UCI ha capito che questo scandalo può servire da catalizzatore per sbarazzarsi degli ultimi resti dei programmi di doping sistematico che si sono susseguitio in maniera inequivocabile negli ultimi dieci anni»
Ma c'è in più qualcosa da dire sull’Uci: «Da tempo la Wada ha chiaramente spiegato che controlli e analisi non bastano per smascherare il doping in atleti che sono seguiti da personaggi esperti e senza scrupoli. E non basta dire che è stato fatto il possibile perché non ci sono casi di positività. Il fatto che il codice mondiale antidoping sia stato adottato nel 2004 non è una buona scusa per un ente che è rimasto passivo di fronte alle prove di doping di massa, così come la prescrizione fissata dal Codice Mondiale Antidoping non può essere una scusa per non investigare su prove di doping che risalgono a più di otto anni fa».
Poi aggiunge: «C’è stato un periodo durante il quale la cultura nel ciclismo voleva che tutti si dopassero. Non c’è alcun dubbio su questo e i dirigenti devono assumersene la responsabilità».
Fahey ha anche annunciato che la Wada comunicherà nei prossimi giorni se presentare o meno appello sulle decisioni della Usada accolte ieri dall’Uci.
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COMMENTI
e quando mai?
23 ottobre 2012 11:36 Gattopaul
e quando mai si assumeranno delle responsabilità? tutto il mondo è paese ... i sederi incollati alle poltrone non sono un'esclusiva del nostro paese

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