ANTEPRIMA GIRO. Due tappe in Friuli e un traguardo al Vajont

| 11/09/2012 | 14:36
Il Giro d’Italia verrà in Friuli per tre anni di fila. L’annuncio dell’ambizioso programma triennale arriva dall’assessore regionale allo sport, Elio De Anna, e dall’organizzatore delle tappe friulane Enzo Cainero. Due tappe nel 2013, altrettante l’anno successivo e un’opzione per il 2015. Questo il contenuto dell’accordo stretto con la Rcs, la società della Gazzetta dello sport che organizza la corsa rosa. Dopo la bruciante bocciatura del Crostis di un anno fa, e un’edizione, quella di quest’anno, in cui il Giro d’Italia ha cambiato strada prima di arrivare quassù, il Friuli ritornerà, dunque, al centro del ciclismo che conta.
La copertura economica per la prima “puntata” è stata trovata nella manovra di assestamento del bilancio della Regione di metà anno, approvata dal consiglio regionale nella tarda serata di martedì, che destina 420 mila euro per i “diritti di corsa”. «La misura - ha spiegato De Anna - ci permette di coprire due partenze e due arrivi per il prossimo anno ed eventuali grandi eventi collaterali targati Rcs. La cifra messa a disposizione per il Supertop event è frutto di un gioco di squadra tra gli assessorati allo Sport, alle Politiche agricole, Protezione civile e Attività produttive».

Abbottonatissimi D&C sui tracciati del 2013. Partenza e arrivo di entrambe le tappe (previste per il 14 e 15 maggio) saranno, comunque, in Friuli. Si sa, tuttavia, che un traguardo, come anticipato nell’edizione di ieri del Messaggero Veneto, sarà presso la diga del Vajont, omaggio della corsa rosa alle vittime del disastro che nel 1963 provocò quasi 2 mila vittime.
Diverse le proposte sul tavolo della Rcs che nel giro di un mese deciderà. Nella lista c’è anche Tarvisio - come è stato confermato - che ha già vissuto una “prima volta” nel 1971 ospitando l’arrivo della tappa che giungeva da Lubiana. Tramontano, invece, le ipotesi di sconfinamenti in Slovenia e in Carinzia, dove, comunque, Paco Wrulich, l’uomo che in passato ha curato l’organizzazione delle tappe del Giro d’Italia, da noi interpellato, non si dà per vinto e conferma il grande interesse del suo Land per la corsa rosa.
Altra cosa che farà sicuramente piacere agli appassionati di ciclismo è che in Friuli la corsa rosa farà anche un giorno di riposo, il che significa che la carovana resterà per tre gionate di seguito in questo angolo dello Stivale.
Stesso copione nel 2014, quando ci saranno due partenze e due arrivi, ma la 97ª edizione segnerà anche il ritorno dello Zoncolan, anzi, la montagna carnica, entrata a buon diritto tra le montagne della leggenda del ciclismo, sarà il «fulcro» di questa nuova due giorni.
E il Crostis? L’affascinante e ardito percorso che sfiora i 2 mila metri di quota, che nel 2011 fu cancellato alla vigilia della tappa, presenta dei «problemi logistici». In altre parole è sotto esame e magari la Carnia Classic, che in agosto proporrà questa montagna che è il sogno di ogni amatore, potrà dire qualcosa di più al proposito. Una specie di test per il 2014.
Il programma “rosa” si allungherà al 2015, quando ricorrerà l’anniversario dei 100 anni dell’entrata in guerra dell’Italia. Per la 98ª edizione c’è un’opzione legata, appunto, alla Grande guerra e questo porterà alla ribalta Trieste e la Venezia Giulia che nei prossimi due anni saranno ignorate. «Il risultato al quale siamo giunti - ha sottolineato Enzo Cainero - è il frutto di un lavoro partito già il giorno successivo all’ultima edizione del Giro d’Italia in Friuli Venezia Giulia». Se negli ultimi nove anni «il Giro d’Italia ha fatto tappa sette volte in regione, è segno che questa terra ha un’alta vocazione per il ciclismo e che rappresenta un punto di riferimento nel panorama italiano per questa grande corsa».

di Robero Calvetti da Il Messaggero Veneto
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