HAMILTON. «Tutti sapevano, ma chi ne parlava veniva demolito»

| 08/09/2012 | 14:05
Tyler Hamilton ha cambiato look: capelli lunghi e qualche chilo in più. Ha una moglie bellissima, Lindsay, conosciuta a Lucca e sposata l'anno scorso, e una vita più semplice, ma serena. Prima dell'intervista, è lui che ci tempesta di domande: è genuinamente curioso. È il personaggio del momento: il suo libro «The Secret Race», scritto con Daniel Coyle — dettagliata confessione su ciclismo e doping, col mirino puntato soprattutto su Lance Armstrong — sta scuotendo il mondo delle due ruote.

Hamilton, che cosa fa oggi?
«Vivo in Montana, mi diverto ad allenare: cicloamatori e triatleti. No, niente professionisti. Me la cavo, anche se non ho i soldi di prima: ho speso quasi tutto con gli avvocati, quando mi ostinavo a mentire per difendere la mia reputazione in tribunale».
 
Secondo lei c'è ancora doping nel ciclismo?
«Credo che la situazione sia migliorata. Spero che, grazie anche a questo libro, possa iniziare una nuova era. Dura immaginarlo ora».

Si può dire che fra l'Uci e Armstrong ci fosse un'alleanza?
«Sì, nessun dubbio. Non so che cosa succederà ora, dopo la decisione dell'Usada di togliergli tutti i titoli. Sarei sorpreso, però, se questo verdetto venisse capovolto dall'Uci».

Lei afferma che dieci anni fa la percentuale di dopati era altissima. Riesce a fare i nomi di chi andava a «pane e acqua»?
«Bassons e Simoni. Scusi, intendevo Filippo Simeoni: Gilberto Simoni non era un angelo pure lui. E giravano voci che anche Moncutié fosse pulito. Capisce? Voci. Come si parlasse di qualcuno di cui stupirsi. Allora era così: "Chi? Sì, lui è a pane e acqua. Ma dai!". Erano i discorsi che facevamo in gruppo».

Simeoni venne cazziato da Armstrong al Tour 2004.
«Se allora ti schieravi contro il doping, venivi tagliato fuori, escluso dalle conversazioni, diventavi un appestato».

Ha mai incontrato Basso nello studio del dottor Fuentes?
«No, ma so che lavoravano assieme».

Come lo sa?
«Fuentes acquistò un freezer sofisticato e costoso che chiamammo "Siberia". Permetteva di stivare grossi quantitativi di sangue, sufficienti per due o tre stagioni. Così avrei evitato stressanti e frequenti viaggi a Madrid. Mi chiese 50 mila dollari, ma solo perché era destinato a pochi. Fra questi clienti speciali c'erano Ulrich, Vino e Basso. Poi scoprii che eravamo almeno sessanta: Fuentes faceva un sacco di soldi».

Cosa dirà a suo figlio se le chiederà di diventare un ciclista?
«Per ora non ho figli, ma mio nipote ha espresso questo desiderio. Mi sono sentito male. Vorrei non mandarlo nel mondo che ho frequentato io».

Si può dire che se tutti fossero a pane e acqua, il ranking mondiale rimarrebbe immutato?
Interviene l'autore del libro Daniel Coyle: «Ci piace pensarlo, ma non è vero. Siamo in campo scientifico, chi ha il miglior dottore, le informazioni più avanzate, più soldi e le amicizie giuste ha un vantaggio importante sugli altri».

Nel libro lei punta spesso il dito contro Armstrong.
«Non volevo accusare una singola persona. Lui è per forza uno dei protagonisti, ma lo scopo era raccontare ciò che succedeva in quegli anni. Ci tengo a dire che spesso si dimentica che siamo giovani e persone col doppio dei nostri anni, dottori di fama, ti dicono: "Prendi questo che ti aiuterà a recuperare e ti farà sentire meglio"».

C'è qualcosa che non ha potuto scrivere nel libro?
«Sì, un paio di storie importanti non le ho potuto rivelare perché non ancora provate. Grossi nomi? Non posso dirlo».

Perché pensa che l'inchiesta federale contro Armstrong si sia fermata prima di arrivare a un processo?
«Motivi politici. Non riesco a pensare ad altro, perché in mano avevano un dossier molto dettagliato». Interviene Doyle: «Forse dopo i casi di Barry Bonds e Roger Clemens finiti male temevano un altro flop».
 
Sorpreso dalla resa di Lance di fronte all'inchiesta Usada?
«Sì e no. Sì, perché non l'ho mai visto mollare. No, perché ascoltare le testimonianze di chi lo incolpa sarebbe stato dolorosissimo. Ma può aver lasciato perdere questa battaglia per prepararsi alla guerra. Armstrong non è mai finito».

Dopo le minacce di Armstrong nel ristorante di Aspen l'anno passato è ancora preoccupato per la sua incolumità?
«Diciamo che mi guardo le spalle. E se ho traslocato nel Montana è in parte anche per questo. Vivevo a Boulder, in Colorado, lo Stato dove abita pure lui. Lì sono successi degli episodi che mi hanno fatto riflettere: venivo pedinato, computer e telefoni sotto controllo. Poi, quando la magistratura s'è arresa, le cose sono migliorate. Chissà, forse cercavano informazioni per demolirmi come futuro testimone oppure solo per impaurirmi. O le due cose assieme».

da «La Gazzetta dello Sport» dell'8 settembre  2012 a firma Massimo Lopes Pegna
Copyright © TBW
COMMENTI
Hahaha
8 settembre 2012 15:37 DarkSide
Simeoni a pane a acqua. Certo... come no! Carnevale...
Questo per dire quanto sia attendibile questo qua, oggi come oggi. E voi che gli date anche spazio...

che stufate
8 settembre 2012 20:49 cippalippa
ma xche parlano adesso, e non prima troppo comodo non hanno piu i soldi allora cosa si inventano ( facciamo un libro )di sicuro non lo compro
mi hanno stufato

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Paul SEIXAS. 10 e lode. È lui a sgasare sul Civiglio, a 18 dal traguardo: 51, 151. Moser non c’entra, anche perché parliamo di Paul Sexas e Remco Evenepoel, il francesino numero 51 e il belga con il dorsale 151....


Paul Seixas segna l'ennesimo primato di precocità: è il più giovane corridore della storia a vincere il Giro di Lombardia. A 20 anni e 16 giorni il talento francese della Decathlon CMA CGM ha rotto gli indugi sul Civiglio e...


Arriva la prima vittoria stagionale per Michele Bicelli. Il bresciano della Biesse Carrera Premac si è imposto sulle strade del Giro del Piave per dilettanti, tagliando il traguardo da vincitore davanti allo svizzero Nicola Zumsteg. Una giornata trionfale per la...


Oggi 10 ottobre all’IRONMAN World Championship di Kona sarà certamente spettacolo e a rendere le cose ancora più interessanti saranno le novità tecniche che si potranno scorgere sulle bici e nell’abbigliamento di chi punterà alla vittoria. Rimanendo in tema, sarà il triatleta...


Il Lombardia 2026 è iniziato 5' in ritardo e con un messaggio importante lanciato dai corridori al mondo. Remco Evenepoel ha preso il microfono e spiegato le ragioni della scelta del gruppo agli spettatori presenti a Bergamo, il presidente del...


I Giri di Lombardia nel palmares di Mattia Cattaneo sono talmente tanti che ormai ha perso il conto. La classica delle foglie morte per lui significa correre sulle strade di casa, salite che conosce a memoria, ma anche la responsabilità...


Nel giorno de Il Lombardia, con il classico cielo grigio d'autunno, Giorgia Bronzini piange papà Dante. La due volte campionessa del mondo su strada oltre che iridata su pista, che dall'anno prossimo sarà sull'ammiraglia della Visma Lease a Bike ha...


Marianne Vos non si ferma mai. E soprattutto non smette mai di vincere! La grandissima ciclista olandese si è laureata per la seconda volta campionessa del mondo gravel imponendosi a Nannup, in Australia, giungendo sola al traguardo. Vos ha portato il...


Matteo Malucelli continua a raccogliere successi in Estremo Oriente. Il velocista forlivese della XDS Astana ha conquistato la prima tappa del Tour de Kyushu, corsa a tappe giapponese scattata oggi con la frazione di 152 chilometri da Karatsu a...


Ancora una volata vincente per Lorena Wiebes al Tour of Chongming Island. L'olandese della SD Worx Protime ha concesso il bis imponendosi anche nella seconda tappa della corsa cinese, la Changxing-Chongming di 129 chilometri. La campionessa olandese ha fatto...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra