| 22/12/2005 | 00:00 ''Sono convinto che avrebbe almeno un altro Tour nelle gambe''. Johan Bruyneel 'stuzzica' Lance Armstrong. Il direttore sportivo della Discovery Channel ha concluso da pochi giorni il primo stage ad Austin di preparazione del team alla stagione 2006. E' salito in sella anche il texano, sette volte vincitore della corsa a tappe francese, e i risultati, a quanto pare, sono stati piu' che mai positivi. ''E' molto piu' occupato di quando era ciclista -dice il tecnico belga in un'intervista al quotidiano spagnolo 'Marca'-. E' venuto ad allenarsi con il gruppo per tre giorni e i primi due non ha potuto terminare gli allenamenti perche' aveva altri impegni. L'ultimo giorno, invece, si e' allenato quattro ore come tutti gli altri. Potrebbe continuare a correre -spiega- ma non lo vuole fare. Fisicamente lo vedo pronto per un altro Tour, anche per due''. Bruyneel non si illude: ''Anche se ad Austin e' stato con noi, sapevo che quella situazione era irreale e che non correra' piu'. Lo do per scontato, le decisioni le abbiamo prese sempre insieme e io ho avuto tempo per prepararmi e cercare nuove motivazioni e obiettivi. La cosa peggiore che si potrebbe fare e' cercare un altro come lui, perche' e' impossibile, non ce n'e' un altro''. Insieme, Armstrong e Bruyneel hanno vinto sette Tour: ''Nessuno obbligava Lance a tentare di vincere anche il settimo, il record era gia' suo e aveva sufficientemente dimostrato di cosa fosse capace. Ma lui ha accettato la sfida e, curiosamente, il settimo e' stato il piu' facile di tutti''.
L'immagine del campione texano e' stata in parte offuscata dalle recenti rivelazioni del quotidiano francese L'Equipe in riferimento al Tour de France del 1999: ''E' chiaro -ammette Bruynell- questo era il loro obiettivo. Dal 1999, dopo il Sestriere perche' e' da li' che e' cominciato tutto, gli sono sempre stati addosso. All'inizio erano solo insinuazioni, dopo sono diventate accuse...Questa gente si e' impegnata a rovinare la sua immagine e ha cercato di farlo in ogni modo. E siccome non poteva, alla fine non ha avuto altro rimedio che tirar fuori questa storia qui che, come ha detto giustamente il presidente del Cio Rogge, ha violato tutti i diritti fondamentali di una difesa. Non posso raccontare tutto quello che so, pero' e' chiaro che l'obiettivo era di danneggiare la sua immagine''. Bruynell se la prende anche con la Francia: ''E' normale -si domanda- che un giorno prima del Tour ci sia un controllo a sorpresa del Ministero francese diretto soltanto alla sua persona?''. Restano, secondo Bruynell, anche molti punti oscuri nella vicenda sollevata da L'Equipe: ''E' chiaro che se nelle sue urine fosse stato riscontrato qualcosa di importante non lo avrebbe detto un giornale ma qualche organizzazione ufficiale. E gli sarebbe stata tolta la vittoria (al Tour, ndr) del 1999. Questa storia non e' stata una sorpresa per noi, e' stata solo una insinuazione in piu' da aggiungere alle critiche e accuse precedenti''. Armstrong continuera' a occuparsi di ciclismo e continuera' a lavorare con la Discovery Channel in qualita' di azionista: ''Il 50% della societa' e' in mano a investitori privati -spiega il tecnico belga-, soprattutto a Thom Weisel, fondatore del team. L'altro 50% e' ripartito in parti uguali fra Lance, il suo agente Stapleton e me. Siamo cresciuti insieme''
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