DI ROCCO. «Doping, nessuno si nasconda dietro il ciclismo»
| 09/08/2012 | 16:27 Intervistato dai microfoni di Radio Manà Manà Sport, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco ha fatto un bilancio di quella che è stata fino ad oggi la spedizione azzurra del ciclismo alle Olimpiadi di Londra 2012: “Sicuramente ci sono note positive, nel senso che si sa che stiamo ricostruendo una squadra nuova. Abbiamo pagato prezzi importanti nelle scelte, lasciando a casa atleti di grande talento soprattutto per la strada, ma è una scelta che portiamo avanti. La squadra maschile secondo me è stata molto competitiva, la squadra femminile che ci ha regalato il mondiale per tre anni forse ha trovato una giornata storta anche a causa del clima ma ce l’hanno messa tutta. A cronometro sapevamo che le ragazze non eravamo competitive mentre tra gli uomini Pinotti è stato davvero bravissimo, è un grande professionista che si è anche sacrificato nella prima parte di corsa su strada. In pista avevamo un solo corridore, Elia Viviani, che è stato superato da corridori che si dedicano solo alla pista e che quindi sono ancora più specialisti di lui, però Viviani è un esempio positivo perchè alterna strada e pista ed è un obiettivo che vogliamo porre davanti a tutti i giovani”. Riguardo il fatto che in Italia ci sono meno impianti per praticare la pista rispetto all’estero, Di Rocco ha affermato: “Quello degli impianti è un gap difficile da colmare, abbiamo realizzato a tempo di record il velodromo di Montichiari ma non sempre è semplice costruire degli immobili in due anni e mezzo; è vero, noi combattiamo purtroppo con l’Inghilterra che ha molti più velodromi di noi e che ha corridori specializzati solo sulla pista. Noi ora stiamo lavorando per un secondo impianto, a Treviso, e speriamo di poterlo realizzare in quattro anni: ripeto, costruire degli immobili purtroppo richiede molto tempo”. Il presidente ha anche affrontato la questione Schwazer, da alcuni avvicinato ai casi che ci sono nel ciclismo: “I casi di doping li abbiamo combattuti: Alexandre Vinokourov è un corridore che è stato squalificato per doping e noi abbiamo rinunciato a convocare questi ultimi, mentre ai campionati italiani li abbiamo fatti gareggiare solo per una sentenza che dobbiamo rispettare. Cerchiamo di difendere la maglia azzurra il più possibile perchè vogliamo dare un segnale forte ai giovani. Le esclamazioni di Bracagna mi hanno infastidito e mi sono subito lamentato con lui, anche perchè l’affermazione che è arrivata non viene sicuramente da un buon pulpito. Mi dispiace per l’atletica e per lo sport: noi ci portiamo dietro questa etichetta, riconosciamo che abbiamo questi casi ma purtroppo è comodo evidenziare solo i problemi del ciclismo e utilizzarlo come ombrello per coprire chissà che cosa”.
...Nasconditi te va là!!!!
Non posso addormentarmi leggendo le tue parole!!!!
Cargo
Basta nascondersi
9 agosto 2012 18:28ruotone
Basta nascondersi dietro al ciclismo.
Fuori tutti, non rubate il nascondiglio a Renato.
Ma Renato a fine anni 90, periodo acetoso, non si nascondeva in Fidal?
Dove l'ha viste le note positive?
10 agosto 2012 23:24Monti1970
Per ora non abbiamo vinto una medaglia. Siamo peggio di hong kong. Dimissioni! Dimissioni!
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