INIZIATIVE. Metti Ernesto Colnago a far da cicerone...

| 26/07/2012 | 09:22
Non ci sono state gare, né chissà quali premiazioni, eppure il 21 luglio 2012 rimarrà nella memoria delle ragazze della Valcar PBM come una giornata storica.
Sì, perché ad accoglierle nella sua sede di Cambiago c’era Ernesto Colnago in persona che ha aperto loro le porte del suo “museo” stracolmo di biciclette di numerosi campioni del passato e del presente.
Un museo che è – senza troppe perifrasi, né esagerazioni – un vero luogo di culto per gli appassionati di ciclismo di tutto il mondo, un autentico simbolo della qualità del Made in Italy.

Intrecciando aneddoti circa la propria storia personale frammisti alle spiegazioni sull’evoluzione tecnica del mezzo meccanico – della bicicletta, appunto – Ernesto Colnago ha indirettamente raccontato buona parte della storia del ciclismo al nostro attento gruppo di ragazze e allenatori.
Dai racconti di quando lui stesso iniziò a lavorare come saldatore a 13 anni alla narrazione in dialetto di come cominciò a costruire le proprie biciclette, Colnago ha illustrato alcune delle geniali novità che hanno rivoluzionato per sempre il mondo delle due ruote come, ad esempio, l’introduzione massiccia del carbonio nei telai delle biciclette.
Da brividi infatti è stato vedere le biciclette “vincitrici” ancora infangate del trio Mapei Museeuw, Tafi e Bortolami (le prime in carbonio in una corsa massacrante come la Parigi – Roubaix) così come quella del compianto Ballerini, passando per la bicicletta del record dell’ora di Eddy Merckx fino a quella di Tony Rominger senza dimenticare poi le varie biciclette non ancora omologate perché tecnologicamente “troppo avanzate” (telai ultraleggeri, bici con freni a disco, etc.).

L’idea di fondo di questo incontro era di far capire alle ragazze cosa c’è dietro a quel mezzo meccanico che usano ogni domenica nelle gare, con la convinzione che ogni atleta dovrebbe in un certo senso, “innamorarsi” della propria bici, conoscerla e mantenerla con cura perché – così come tutta la attrezzatura sportiva – è parte integrante di un buon risultato sportivo.

Ma in realtà - dicono i responsabili Valcar - vista lo spessore della persona, questo incontro è stato molto di più, e non smetteremo mai dire grazie. Con un modo di raccontare cortese e disponibile, privo non solo di alcuna presunzione nonostante l’eccezionalità della propria storia personale, ma anche privo – almeno in apparenza - di qualsiasi nostalgia per il passato, ma con gli occhi bene aperti verso il futuro, Ernesto Colnago ha infine congedato le nostre ragazze augurando loro dei buoni risultati, ma ricordando anche che se sebbene i risultati non arrivino, questo non è un problema, perché, per dirla con le sue parole “il ciclismo, come pochi altri sport, vi insegna ad essere seri nella vita e questo vi rimarrà per sempre, quando diventerete adulte. E qualsiasi cosa facciate nel vostro futuro, fatela sempre con serietà”.

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