TOUR. «Sky in the limit»

| 14/07/2012 | 19:07
«Sky is the limit», faceva una canzone di qualche anno fa, che potrebbe diventare l'inno ufficiale di questo Tour de France.
Ricapitolando, fino a qui una tappa con Cavendish, una con Froome, una con Wiggins, la maglia gialla da una settimana sulle spalle del Baronetto, un controllo di corsa che a molti fa pensare alla Us Postal di Armstrong, un campione assoluto come Boasson Hagen (nella foto) che tira cinquanta chilometri al giorno.
Oggi, dopo aver lasciato l'onere di tenere la corsa alla GreenEdge che puntava alla vittoria di tappa con Goss, gli Sky erano i più forti e numerosi in cima al Mont Saint-Clair. Fino all'ultimo chilometro quando, con Sanchez ben avviato verso una possibile vittoria, è stata la maglia gialla in persona ad accelerare per riacchiappare lo spagnolo e lanciare lo sprint di Boasson Hagen, poi superato da Greipel e Sagan.
«Wiggo ha fatto un grande lavoro, ma è normale che sia stato così in una situazione del genere- commenta Dave Brailsford, il vero e proprio creatore della struttura Sky-. Si è sentito in dovere di restituire un favore a Edvald, ha sfruttato il suo passato da inseguitore e non è detto che avrebbe fatto meno fatica stando in trentesima posizione in un finale così tirato. Parliamo spesso di strategia in questi giorni, e condividiamo tutti la stessa filosofia: la miglior difesa è l'attacco. Non ci piace aspettare e guardare quello che fanno altri, pensiamo a noi stessi e facciamo la nostra corsa, finora non è andata bene, ma di più».

Wiggins va più sull'emotivo che sullo strategico. «Volevo aiutare Edvald a vincere perchè è quello che lui ogni giorno fa per me. Adesso riposiamo e pensiamo a domani, iniziano i Pirenei e dovremo tenere gli occhi ben aperti».

da Cap d'Agde Francesco Cerruti
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