I VOTI DEL DIRETTORE. Basso e Hesjedal grandi, Scarponi pure

| 23/05/2012 | 19:48
di Pier Augusto Stagi

LA TAPPA. 7. Bella tappa, non bellissima. Il terreno c’era e  finalmente i protagonisti di questo Giro se ne sono date di santa ragione, ma dal Deserto dei Tartari (la speranza del giorno dopo), siamo passati al Gattopardo: tutto cambia, ma la classifica resta uguale. Ci sono due o tre vittime, poca cosa al termine della prima tappa di alta montagna. Ma le premesse per un grande finale di Giro ci sono tutte. Anche perché il Giro di domani finisce domenica.

Matteo RABOTTINI. 7. Va all’attacco fin dal mattino, per mettere al sicuro la sua maglia azzurra di leader del Gran Premio della montagna. Passa per primo sui Gpm del passo di Valparola e Passo Duran. Ora ha 31 punti di vantaggio sul polacco Michal Golas, ma il cammino è ancora lungo. Ad ogni modo, bravo Matteo, a Favilli che lo supporta alla grande e a Luca Scinto che una ne fa e cento ne pensa per animare un Giro che senza di lui sarebbe stato per tanti giorni noia allo stato puro. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

Joaquin RODRIGUEZ. 7. Si difende, e poi nel finale si va a prendere una vittoria da dedicare all’amico Xavier Tondo Volpini, morto un anno fa. È un osso duro, non sarà facile spodestarlo da lassù.

Ivan BASSO. 8. Fa un grandissimo lavoro, prova in tutti i modi di rosolarli per benino. Mette tutti alla frusta e a qualcuno fa anche del male. Alla fine si difende molto bene in discesa (strade ampie e veloci, soprattutto asciutte), e nel finale prova generosamente anche a vincere la tappa. Fa una volata in progressione, ma uno scattista come “Purito” lo passa piuttosto agevolmente. Un plauso va a tutta la squadra, che ancora una volta lavora benissimo. Grandissimi Valerio Agnoli e Damiano Caruso (voto 8), bravo Eros Capecchi (voto 7), peccato per Sylvester Szmyd (voto 5), che sul Giau, dopo soli 500 metri, si blocca per crampi. Il caldo fa brutti scherzi, anche ai grandi come Silvestro.

Ryder HESJEDAL. 8. Assieme a Basso è il più brillante di giornata. Attento, vigile, leggero nella pedalata, ma anche coraggioso, sia sul Giau, quando prova a scattare (ripreso da Basso) e in discesa. Occhio al canadese: se venerdì o sabato non lo si tramortisce, questo va dritto a vincere il Giro d’Italia.

Domenico POZZOVIVO. 7. Pedala a bocca chiusa, non dà mai l’impressione di essere in difficoltà. Soffre solo un po’ la sete. Il primo caldo lo sente anche lui, e provvidenziale è la borraccia di Uran (voto 7). Poi grande ultimo chilometro di Dom Dom che mette in crisi Michele Scarponi. Arrivano le sue tappe, guai a sottovalutarlo. Il podio di Milano è lì.

Michele SCARPONI. 6. Alla fine porta a casa la pelle. Un altro sarebbe finito verticale giù negli abissi, lui non si fa prendere dalla frenesia e rimane a galla. Lo stesso vale per Damiano Cunego (voto 6): si mette al servizio della causa, poi lotta come un leone per non precipitare. Sempre in piedi.

Gian Luca BRAMBILLA. 7. Arriva 15° a 1’44” dai migliori, solo Uran Uran – tra i giovani – fa meglio di lui. Nella generale dei ragazzi è terzo. E c’è ancora tanto terreno per lui…

Dario CATALDO. 5. Quando scoppia la corsa lui perde subito terreno. Peccato.

Roman KREUZIGER. 4. Era al suo esame di maturità, e allo scritto viene subito bocciato in malomodo. Difficile che arrivi agli orali.

Paolo TIRALONGO. 5. È qui per tenere in piedi la baracca Astana che frana miseramente (almeno per ora). Perde quasi 3’ e rimane nella top ten della generale (8° a 4’13”). Tiralongo tiralungo. Fino ad oggi tira tutti lui.

José RUJANO. 3. Si stacca sul passo Duran. Qualcuno, qualche anno fa, ebbe l’ardire di paragonarlo a Marco Pantani. Per lui e per loro facciamo finta di niente.

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COMMENTI
ancora con sti 7 a rodriguez!
24 maggio 2012 11:32 lodz
Ma dagli un 9, sta facendo il giro della vita fino ad ora, se era un italiano al suo posto, gli davi un 9 o un 10 di fisso..

I voti
24 maggio 2012 13:35 extremo1
Sono d'accordo con i voti del Direttore,qualche voto è anche regalato, ad esempio Rodriguez, è vero che la maglia rosa gioca di rimessa, ma allora perchè ha voluto vincere la tappa.Visto che non aveva fatto niente per meritarsela e non c'erano abbuoni, poteva pure starsene al suo posto.

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