ATTACCHI & CONTRATTACCHI. Cunego ridammi la parola

| 13/05/2012 | 19:36
di Cristiano Gatti


Sono sincero: ero certo che a questo punto del Giro, di questa prima metà molto light, ci saremmo ritrovati con almeno una vittoria di Damiano Cunego. Sarà che gli ho voluto bene a partire dal Giro 2004, quando lo battezzai “Piccolo Principe”, sarà che questa primavera – a dispetto della sfortuna – sembrava in forma, e sarà infine perché proprio qui al Giro è arrivato il cittì Bettini a provocarlo, con modi peraltro molto brutali, giusti giusti per scatenare istinti di vendetta.
Purtroppo mi ritrovo dopo otto tappe alle più amare considerazioni. Lo dico tranquillamente, perché ci dobbiamo sforzare tutti d’essere giusti (operazione molto più difficile che essere buoni): Damiano sta dando ragione ai suoi avversari. Quelli in corsa, e ci sta, ma purtroppo anche a quelli fuori, molto più forti. Sono quelli che non vedevano l’ora di svergognare Saronni, il grande capo Lampre, colpevole di aver infilato Cunego nella formazione del Giro all’ultimo momento, minando la serenità di Scarponi. Ma sono anche quelli come il cittì Bettini, che accanto al nome Cunego hanno spietatamente scritto “non pervenuto”, giudizio impietoso e certamente esagerato, perché in questi primi mesi di 2012 Damiano è pervenuto molte volte, altre no solo per pura scalogna.
A questo punto i casi sono due. O Damiano si lascia schiacciare dal peso di queste pressioni molto carogna, dando ragione al nemico, oppure reagisce al modo del campioni: s’incazza di brutto e li mette tutti a sedere. A me sembra che gli servirebbe solo una robusta siringata di saronnite, dal nome dell’inventore, tipo molto incazzoso quando i detrattori lo toccavano sul vivo. Si comprasse sul mercato, fosse iniettabile in vena, molti problemi sarebbero risolti. Purtroppo la saronnite non si compra all’Esselunga. Purtroppo, Cunego è Cunego e Saronni è Saronni. Il Piccolo Principe, ormai adulto e vaccinato, può trovare soltanto nel suo bagaglio personale le forze per zittire questa platea malevola, che giorno dopo giorno alza sempre di più la cresta, sostenuta dalle sue prove anonime.
E’ vero che nella vita ciascuno dovrebbe fare le cose per sé, non per ripicca contro qualcuno. Però ci sono momenti in cui bisogna caricarsi in spalla anche il peso dell’ostilità e reagire con orgoglio. Damiano, adesso ridono loro. Adesso anch’io non posso che dare ragione a Bettini. Lo faccio tranquillamente, quando è doveroso. Lo scrivo e lo riscrivo: su Cunego, finora ha ragione Bettini. Prendo atto e mi zittisco. Damiano, vedi tu se puoi restituirmi la parola.

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COMMENTI
13 maggio 2012 20:11 foxmulder
Un ottimo articolo, ma purtroppo "oscurato" dal passaggio in cui si parla di "saronnite iniettabile in vena"... Viste le indagini in corso (che non porteranno a nulla) un'uscita poco opportuna. Sul resto mi trova d'accordo.

e'finita!!!
13 maggio 2012 20:59 LUCA
spero che mi smentisca ma la condizione che c'era dalle ardenne e'finita!!!

dico la mia
13 maggio 2012 21:16 AERRE56
damiano li metterà a sedere: la sera in albergo. quando espressi le mie perplessità sulle possibilità che cunego, a sorpresa, ritornasse ad essere un corridore da corse a tappe, un vostro illustre abbonato alle news mi ha detto di tutto.
in quanto italiano ma spiace per damiano, ma mi metto sulla riva del fiume. dovessi sbagliarmi mi butto, e non so nuotare.

io

Mah
13 maggio 2012 23:54 Ruggero
Purtroppo le parole sono come l'aria,la realtà è che Cunego non va più,è una vita che non vince una corsa degna di quel nome,all'altare della sua presunzione sono stati sacrificati diversi corridori (vedi Tiralongo),ma il risultato è sempre quello : lingua lunga ma gambe corte,ultima vergogna la sua presenza al giro,al posto di qualche bel gregarione che a Scarponi avrebbe fatto comodo.

Non perdiamo la memoria!!!
14 maggio 2012 10:14 valentissimo
Ragazzi, non dimentichiamoci che solo lo scorso anno, e non un secolo fa, Damiano è arrivato davanti a Basso al TOUR DE FRANCE. Ora mi chiedo, neanche Basso è più un corridore da corse a tappe???
Io credo che la Lampre abbia sbagliato ad assecondare il suo capriccio Giro ma, da quì a definire fallimentare il Giro di Cunego dopo appena una settimana di gara, mi pare esagerato. Quanto al nostro C.T. Bettini, lasciamo perdere, questo è lo stesso uomo che vedeva Bennati come unico italianocapace di vincere il mondiale ed ha attaccato Damiano dopo 4 tappe piatte come "non pervenuto".

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