GIRO. Basso: pronto per una sfida dura e affascinante

| 04/05/2012 | 18:46
E’ una vigilia di Giro d’Italia tranquilla e serena quella che stanno vivendo Ivan Basso e la Liquigas-Cannondale a Herning. Domani la cittadina danese ospiterà la prima tappa della corsa, una cronometro individuale di 8,7 km che darà il via ufficiale alla sfida per la maglia rosa.
Il capitano verde-blu Ivan Basso ha sciolto le riserve circa la sua presenza più tardi rispetto ai suoi avversari, complici i noti incidenti occorsi a Paris-Nice e Volta a Catalunya, ma le motivazioni e la grinta non sono state intaccate. «E’ stato un avvicinamento travagliato, forse il peggiore da quanto sono professionista, ma se sono qui è perché sono convinto di poter essere competitivo. Aprile è stato un mese cruciale in questo senso, nel quale sono riuscito a recuperare il tempo perduto e provare quelle sensazioni che danno grinta e morale. Certo, avrei preferito non avere intoppi, ma non sono il tipo che si piange addosso. Piuttosto, è la voglia di correre che mi spinge, oltre alla fiducia che sento intorno. In questi primi giorni con i compagni vedo in loro tanta motivazione e grinta per inseguire il sogno di una nuova maglia rosa. E’ vero che a vestirla sarà un solo corridore, ma senza la squadra non si può fare nulla».
Ivan ha tanta voglia di correre e, al contempo, tanto rispetto verso gli avversari: «Sarà un Giro molto aperto, sia per il percorso, duro e intrigante, sia per i corridori con i quali dovrò misurarmi. Non vedo nessuno superiore agli altri, ma tanti ottimi atleti ognuno con i propri punti di forza. Scarponi, Kreuziger, Schleck, Cunego, Rodriguez, Gadret… Sarà veramente una corsa difficile, giorno dopo giorno. In Danimarca ci saranno il clima e il vento da curare, poi in Italia ogni tappa può riservare sorprese. La terza settimana, con le salite più impegnative, sarà quella dove si deciderà il vincitore. L’esperienza mi insegna che in una grande corsa a tappe non si può sottovalutare nessuna giornata di corsa. Saranno ventuno tappe di massima concentrazione. Ovviamente il mio auspicio è quello di arrivare alle montagne senza intoppi, poi troverò il terreno che amo: la salita. Non è mio uso fare proclami e non mi sento il favorito numero uno. So solo di avere tante motivazioni per lottare per la maglia rosa. Ho lavorato duro dall’inverno per questo sogno e superato tante difficoltà: spenderò fino all’ultima goccia di sudore per conquistarlo».
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