LO STUDIO. Meno riscaldamento, più performance

| 22/03/2012 | 10:26
Basta con i lunghi ed estenuanti esercizi preparatori prima delle competizioni sportive. Per affaticare meno i muscoli e avere performance più brillanti bisogna ridurre ai minimi termini il tempo dedicato al riscaldamento. E' quanto sostiene un nuovo studio dell'università canadese di Calgary pubblicato sulla rivista Journal of Applied Physiology.

IL DUBBIO – L'idea un po' rivoluzionaria, che mette in dubbio l'utilità del lungo riscaldamento pre-gara, è balenata circa un anno fa nella mente di Elias Tomaras, ricercatore nel campo delle scienze motorie dell'università di Calgary, mentre stava osservando la preparazione di alcuni atleti prima della competizione. «I velocisti, come anche i pattinatori di velocità e i ciclisti – spiega Tomaras – fanno spesso riscaldamento anche per una o due ore, impegnandosi in diversi esercizi pure di breve durata ma molto intensi. Da un punto di vista fisiologico, questo sembra davvero un po' troppo stancante».


LO STUDIO – Il ricercatore ha quindi deciso di testare la sua ipotesi su dieci ciclisti professionisti abituati a gareggiare su pista. Per farlo, ha confrontato gli effetti di un riscaldamento tradizionale, più lungo e intenso, con quelli di uno più rapido e meno impegnativo. Il “warm-up” tradizionale, della durata complessiva di 50 minuti, prevedeva 20 minuti di pedalata a intensità crescente (fino al raggiungimento del 95% della frequenza cardiaca massima) seguiti da quattro sprint distanziati da otto minuti di pausa. Il warm-up sperimentale aveva invece una durata massima di 15 minuti, con una pedalata a intensità crescente ma sempre contenuta (fino al 70% della frequenza cardiaca massima) e un unico sprint finale. In entrambi i casi, i ricercatori hanno usato test specifici per misurare la contrazione del muscolo e la potenza massima espressa prima, durante e dopo il riscaldamento.


MENO FATICA, PIU' POTENZA – I dati così raccolti hanno portato a una conclusione inequivocabile. «Il riscaldamento più breve e leggero – afferma Tomaras – ha prodotto un minore affaticamento muscolare e un picco di potenza più alto del 6% rispetto al riscaldamento classico. Questo rappresenta un miglioramento sostanziale per un atleta di alto livello». Il suggerimento agli allenatori, quindi, è quello di non cercare di raggiungere a tutti i costi quel fenomeno chiamato “potenziamento post attivazione” (PAP), ovvero il transitorio miglioramento della contrattilità muscolare che dura dai 5 ai 10 minuti, e che può essere ottenuto attraverso brevi esercizi molto intensi che inducono cambiamenti biochimici nelle cellule muscolari. «I nostri dati – commenta il coautore dello studio Brian McIntosh – suggeriscono che gli atleti potrebbero ottenere maggiori benefici dal PAP se facessero un riscaldamento meno intenso. La cosa migliore sarebbe quella di fare l'attività necessaria a raggiungere il potenziamento senza però generare affaticamento». Questo potrebbe essere utile soprattutto per quegli sportivi che partecipano a competizioni che prevedono più gare ravvicinate. «Se il riscaldamento affatica i muscoli dell'atleta e peggiora i risultati nella gara immediatamente successiva – concludono i ricercatori – che impatto può avere quando sono previste più performance nell'arco della stessa giornata?».

da Corriere.it del 20 marzo 2012 a firma Elisa Buson
Copyright © TBW
COMMENTI
Una massima dall'Ucraina
22 marzo 2012 13:38 Bartoli64
Con il massimo rispetto per questo studio condotto da un’equipe di ricercatori universitari canadesi, mi piace citare, proprio al riguardo, una massima citata da un mio amico, valentissimo corridore, che da giovane aveva orbitato nelle nazionali ucraine.

Questa massima diceva più o meno così: “il riscaldamento serve a far perdere tempo ai campioni e a far perdere forze alla schiappe”.

Non c’è che dire….. un vero precursore dei tempi!

Bartoli64

velocita'
23 marzo 2012 05:44 true
Complimenti per la velocita' con la quale l'articolo e' stato trovato e tradotto!
Infatti e' stato pubblicato sul JAP nel maggio 2011, quasi un anno fa...

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21551012

Consiglio al giornalista di fare un riscaldamento piu' breve!
LOL

Mah
28 marzo 2012 13:15 Sikhandar
Si beh onestamente si può opinare ai ricercatori che 10 atleti forse sono un campione un po' piccino per uno studio statisticamente "blindato".

Però comunque sono un punto interessante.

Ovviamente: il risultato è da intendere limitatamente alle condizioni sperimentali, cioè, gare su pista e atleti d'elite.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Fresco vincitore del Czech Tour, Andrew August ha firmato in contratto triennale con il team Pinarello Q36.5. Nato a Rochester, New York, il ventenne corridore statunitense arriva in un momento cruciale della sua giovane carriera. Reduce dalla vittoria finale al Czech...


Da sabato prossimo scatta il terzo e ultimo Grande Giro della stagione, la Vuelta. Si partirò da a Monaco e il percorso offrirà molte opportunità ai corridori Cofidis.  La squadra intende brillare negli sprint (con Bryan Coquard e Alexis Renard)...


Il giovane velocista belga Arnaud De Lie a soli 24 anni si prepara a chiudere un capitolo importante della sua carriera ciclistica. Dopo sei anni di successi e sfide con la Lotto-Intermarché, De Lie ha deciso di intraprendere una nuova...


Primoz Roglic sembra pronto a rimettersi il numero sulla schiena e a tornare protagonista alla Vuelta a España. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il 36enne sloveno dovrebbe essere al via della corsa spagnola che scatterà da Monaco...


Jonas Vingegaard, il campione danese del Team Visma | Lease a Bike, ha annunciato che non parteciperà più a gare per il resto della stagione 2026. La decisione, già prevedibile, arriva dopo la frattura alla clavicola subita durante il Tour...


Il Team Jayco AlUla si presenterà all'81ª edizione della Vuelta a España con una squadra giovane e motivata, guidata dal talento britannico Paul Double. Con un Grande Giro già alle spalle, il trentenne cercherà di sfruttare ogni opportunità per conquistare...


Wout van Aert è tornato sulle strade del Gravel ed è stato subito protagonista ai Campionati nazionali, conclusi al secondo posto. Certo, il suo obiettivo era quello di conquistare il primo titolo belga, ma il fiammingo ha avuto difficoltà a...


Paul Magnier, portacolori  della Soudal - Quick Step, ha scritto un nuovo capitolo della sua promettente carriera conquistando la sua settima vittoria stagionale ad Amburgo. Questo trionfo ha un sapore speciale: si tratta della sua prima vittoria in una classica...


Sono due le bici italiane che in questi giorni hanno sfrecciato oltre il Circolo Polare Artico per l’Arctic Race of Norway: le Pinarello dell’omonimo team co-sponsorizzato da Q36.5 e, per la prima volta nella loro storia, le Drali del Team...


La Decathlon CMA CGM amplia la sua galassia: una squadra ciclocrossistica si aggiunge alla formazione Worldtour, alle squadre di sviluppo e alla annunciata formazione femminile. La conferma della nascita della nuova struttura transalpina arriva dal database della Unione Ciclistica Internazionale,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra